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MESSINA, MPA IN ASSEMBLEA. POI LA SOLITA INAUGURAZIONE DELLA FIERA UTILIZZATA UTILIZZATA COME PROPAGANDA ‘PRO PONTE’: Per il sottosegretario Reina bisogna “Sfatare luoghi comuni su Ponte Strettoâ€

“Sfatare i luoghi comuni sui costi del Ponte, inferiori per lo Stato a quelli per una sola linea della metropolitana di Romaâ€, anche sul tema delle opere connesse, su equilibrio ambientale e alta velocità. Questo l’obiettivo del Movimento per le Autonomie come sottolineato a Messina dal sottosegretario alle Infrastrutture Pippo Reina nel corso di un incontro, organizzato dal Gruppo consiliare alla Provincia peloritana del Movimento, con i dirigenti e gli amministratori locali. Reina ha anche sottolineato come “ormai siamo nella fase esecutiva della grande opera, attraverso la definizione del progetto definitivo da parte del consorzio che ha vinto la gara per la realizzazione, Eurolinkâ€. Filo conduttore dell’incontro l’esigenza di legare il Ponte agli interessi del territorio, “in primo luogo – si legge nel documento finale dell’incontro - lavoro e sviluppo economico, contrastando miraggi e promesse elettoralistiche che volgarmente vengono dispensati, con il rilancio dell’idea del Ponte quale opera di sistema euromediterraneaâ€. Dure critiche sono venute dal Mpa nei confronti dell’Anas, “per il tentativo di scippo delle autostrade alla Regione siciliane e nei confronti del suo presidente Pietro Ciucci, che – secondo l’Mpa di Messina –, essendo anche l’amministratore delegato della Stretto di Messina, non da garanzie di equilibrio nel delicato rapporto Stato/Regione siciliana relativo alla costruzione del Ponteâ€. I lavori, introdotti dal capogruppo alla Provincia Roberto Cerreti, hanno visto gli interventi dell’on. Carmelo Lo Monte, commissario provinciale del Mpa, dell’on. Maurizio Ballistreri, consigliere della Stretto di Messina Spa, dell’on. Fortunato Romano e di numerosi amministratori: il presidente del Consiglio e il capogruppo al Comune di Messina, Pippo Previti e Sebastiano Tamà, Alessandro La Cava, i consiglieri provinciali Nino Previti e Roberto Gulotta, gli assessori provinciali Gaetano Duca e Daniela Bruno, i sindaci Pettinato (Fondachelli), Calabrese (Gioiosa Marea), Sidoti Pinto (San Fratello), il commissario della Fiera di Messina Fabio D’Amore, il prof. Pierangelo Grimaudo, l’assessore al Comune di Barcellona e di Milazzo Bentivegna e Massimo D’Amore, il consigliere di quartiere Piero Caliri. A margine dell’incontro il sottosegretario Reina ha incontrato il presidente della Provincia regionale di Messina, on. Nanni Ricevuto, a proposito della Metropolitana del mare.

CSM, ALFANO (IDV): TUTELARE GIUSTIZIA DA INFILTRAZIONI MASSONICHE E’ DOVERE UNIVERSALE, VIETTI E MARINI RISPONDANO

“L’indagine romana sulla lobby massonica guidata dal piduista Flavio Carboni dimostra l’attualità e la pericolosità dell’influenza di consorterie massoniche sull’operato del Csm. Il vincolo di obbedienza gravante sugli adepti di ogni formazione massonica è per i magistrati incompatibile con la loro soggezione esclusivamente alla Costituzione e alle leggi. Naturalmente, ciò vale a maggior ragione per i componenti del CSM, organo che presidia l’autonomia e l’indipendenza di tutti i magistrati della Repubblicaâ€. Lo afferma Sonia Alfano, europarlamentare e responsabile nazionale del dipartimento antimafia di IdV. “Per questo motivo -prosegue l’europarlamentare- l’allarme sulle ingerenze massoniche sul Consiglio superiore della magistratura deve essere massimo. Dando per scontata (almeno, si spera) l’estraneità a consorterie massoniche dei membri togati del nuovo Csm, allora occorrerebbe avere analoghe garanzie per i componenti laici prescelti giovedì scorso dal Parlamento. E qui i timori si fanno corposi, tanto più alla luce del metodo inverecondo utilizzato dalla partitocrazia per la lottizzazione degli otto nominati. Tutti uomini, appunto come in massoneriaâ€. Secondo Alfano infatti “L’eccessiva vicinanza massonica di alcuni di essi aleggia da anni e sarebbe il caso che questi sospetti venissero smentiti direttamente dagli interessatiâ€. “Ciò dovrebbe avvenire innanzi tutto per i due consiglieri in predicato di assumere il ruolo di vicepresidente del Csm -sottolinea Sonia Alfano-, Michele Vietti e Annibale Marini. È in grado l’on. Michele Vietti (esemplare unico di esponente politico chiamato per due volte al Csm) di smentire di essere iscritto alla massoneria e di detenere legami con associazioni segrete o con personaggi ad esse affiliati? E Annibale Marini ha possibilità di fare altrettanto, pur a fronte dei suoi inquietanti e documentati rapporti con il famigerato piduista Giancarlo Elia Valori?â€. “Attendo parole chiare al riguardo -conclude- e nel frattempo mi farò comunque promotrice di una campagna di sensibilizzazione e approfondimento sui rischi di condizionamento massonico delle scelte del Consiglio superiore della magistratura. È un impegno al quale non può sottrarsi ogni cittadino che abbia a cuore l’autonomia e l’indipendenza formali e sostanziali della magistratura e del suo organo di autogovernoâ€.

REGIONE SICILIA: MORTO IL DEPUTATO REGIONALE DELL’UDC SALVATORE CINTOLA. FU INDAGATO E POI PROSCIOLTO PER IL REATO DI CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA

PALERMO - Il deputato regionale dell’Udc, Salvatore Cintola, è morto a Palermo per un male incurabile. Aveva compiuto giovedì 69 anni. In politica dagli anni Novanta Cintola è sempre stato al centro di vicende giudiziarie che però non hanno mai portato a condanne. Nel ‘96 venne eletto all’Assemblea regionale siciliana col partito socialista – Sicilia e poi aderì al Cdu e venne rieletto all’Ars nel 2001. Nel 2004 venne nominato assessore regionale al Bilancio nel governo di Totò Cuffaro. Nel 2006 fu rieletto all’Ars nelle liste dell’Udc. Alle politiche del 2008 venne eletto sempre con lo scudo crociato al senato dopo che Antonello Antinoro optò per l’assemblea siciliana. Quando quest’ultimo venne eletto al parlamento europeo dimettendosi dall’Ars Cintola lasciò il senato tornando nell’assemblea siciliana. Nel giugno scorso il segretario dell’Udc Lorenza Cesa decise la sospensione di Cintola dal partito (chiedendone l’espulsione) perchè un’indagine su un giro di spaccio di cocaina lo vedeva tirato in ballo come consumatore. Nel 2007 uscì indenne da un’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa. «Con commozione esprimo il mio personale cordoglio e quello dell’intero gruppo parlamentare dell’Udc ai familiari del collega Salvatore Cintola, deceduto a Palermo nel Policlinico universitario di Palermo dov’ era ricoverato da qualche settimana per le conseguenze di un male incurabile». Lo dice Rudy Maira, capogruppo Udc all’Ars. «Totò Cintola è stato un protagonista della vita politica siciliana – aggiunge – e ha servito con dignità le istituzioni regionali ricoprendo anche la carica di assessore al Bilancio. Con lui ho avuto anche qualche screzio dialettico, ma ho sempre apprezzato il suo acume politico e la viva intelligenza che era riscontrabile anche nei suoi numerosi interventi. Nel parlamento regionale ha sempre dimostrato di muoversi con assoluta competenza: era un leone d’Aula. Mi mancherà moltissimo, così come mancherà al nostro partito. Addio caro collega». All’Ars, dovrebbe entrare, secondo l’ufficio stampa Udc, Mario Parlavecchio, primo dei non eletti nel collegio di Palermo.

BARCELLONA P. G.: DOPO DUE ANNI E SEI MESI CONCLUSA L’INCHIESTA GIUDIZIARIA SUL TEATRO MANDANICI: AVVISI DI GARANZIA AL SINDACO CANDELORO NANIA, AL DIRIGENTE GAETANO CALABRO’, AL PROF. RAFFAELE TOMMASINI, ALL’ING. GRASSO, AGLI ARCHITETTI FAZIO E NASTASI. ABUSO D’UFFICIO, CONCUSSIONE E PECULATO CONTESTATI AL SINDACO NANIA

Dopo due anni e 10 mesi di gestazione è stata conclusa con l’emissione di sei avvisi di garanzia, notificati al sindaco, a due funzionari comunali e tre componenti della commissione di gara, l’inchiesta giudiziaria sul progetto e sulle fasi d’appalto del Nuovo teatro “Placido Mandanici”di Barcellona. Gli avvisi di garanzia, firmati dal sostituto procuratore Olindo Canali, hanno raggiunto il sindaco di Barcellona, il medico pediatra Candeloro Nania, il dirigente dell’ufficio tecnico l’ing. Gaetano Calabrò, 63 anni di Barcellona, nella funzione di presidente della commissione tecnico giuridica di esperti, indicati dagli ordini professionali, che hanno valutato i dieci progetti in concorso per l’appalto integrato, effettuando la scelta finale del vincitore. Avvisi di garanzia anche agli altri componenti la commissione giudicatrice, il prof. avv. Raffaele Tommasini, 67 anni, dell’università di Messina; l’ing. Pietro Grasso , 63 anni, originario di Tripi e residente a Siracusa; l’arch. Salvatore Fazio 54 anni, funzionario dell’ufficio tecnico del comune di Barcellona e l’arch. Sergio Nastasi, 57 anni di Milazzo, dirigente all’epoca dei fatti, dell’ufficio tecnico del comune di Pace del Mela. Tutti sono indagati per le ipotesi di reato di abuso d’ufficio perché avrebbero aggiudicato in violazione di norme di legge l’appalto integrato per il teatro (lavori e progettazione) all’Ati “Carlo Gavazzi impianti spa” e “B - B costruzioni srl” - di Milano. Al sindaco Nania invece, oltre all’accusa di abuso, vengono imputate altre tre contestazioni: omissione di atti d’ufficio per essersi rifiutato di attivare gli atti per la stipula del contratto con la ditta che aveva vinto il ricorso al Cga, concussione e peculato. Questi ultimi due reati ipotizzati farebbero riferimento, per la concussione, a presunte pressioni che il primo cittadino avrebbe esercitato attraverso lettere firmate dall’avv. Andrea Lo Castro e indirizzate al dirigente dell’ufficio tecnico Gaetano Calabrò con le quali si intimava allo stesso dirigente di procedere alla firma del contratto d’appalto con l’Associazione temporanea di imprese - “Carlo Gavazzi impianti spa” e “B - B costruzioni srl” - di Milano e ciò - scrive il magistrato - nonostante fosse pendente dinanzi ai giudici del Cga il ricorso proposto dalla “I.co.red. srl” contro il provvedimento di aggiudicazione della gara. In quella occasione l’ing. Gaetano Calabrò si rifiutò e - come si legge nel capo d’accusa -, il contratto fu fatto firmare verso febbraio del 2007 a tale ing. La Torre del Comune di Barcellona. Frattanto nelle more, il 21 giugno del 2007, il Cga accoglieva l’appello della “I.co.red. srl” annullando la precedente aggiudicazione. L’accusa di peculato è stata contestata solo perché - secondo la Procura che ha emesso l’avviso di garanzia - il sindaco avrebbe indotto tra settembre del 2004 e aprile del 2005, l’ing. Antonino Pantè di Barcellona (che solo dopo essere stato interrogato aveva presentato un esposto) a dimettersi dall’incarico progettuale degli impianti tecnologici del teatro affidatogli dalla precedente amministrazione comunale e ciò al fine - si legge nel capo di imputazione - di “sollevare la pubblica amministrazione dalla corresponsione degli emolumenti ed al fine di consentire che il progetto di Pantè fosse firmato dagli ingegneri dell’ufficio tecnico che per tale incarico percepivano emolumenti nell’ordine di 2 mila euro”. Stralciata, per essere archiviata. La posizione di un settimo indagato che all’inizio dell’inchiesta fu raggiunto da informazione di garanzia. Si tratta dell’architetto nisseno Giuseppe Ippolito 39 anni, residente a Santa Caterina Villermosa, in provincia di Caltanissetta, il cui studio professionale era stato sottoposto a perquisizione, con sequestro dei computer, lo stesso giorno e la stessa ora in cui i Finanzieri stavano setacciando l’ufficio tecnico di Palazzo Longano e notificato gli avvisi di garanzia. La vicenda giudiziaria è stata generata da un sequestro di un plico destinato ad un notaio di Barcellona (a cui è poi seguita una dettagliata denuncia) rinvenuto durante un posto sulla litoranea di Ponente a Milazzo, sull’auto dell’arch. Maurizio Marchetta, ex vice presidente del Consiglio comunale, direttore tecnico dell’impresa di famiglia, la “Co.ge.mar. Costruzioni Generali Marchetta srl” che in Ati, assieme alla “I.co.red. srl” e “Co.in.sot. srl”, è risultata aggiudicataria dell’appalto dopo una sentenza del Cga a cui la stessa Ati si era appellata per ottenere l’assegnazione dei lavori. Su quel plico, che in definitiva conteneva una sorta di memoriale, c’era scritto “Da aprire se mi succede qualcosa di male”. Dopo il sequestro delle carte, Marchetta presentò un esposto per spiegare meglio la vicenda. Le persone raggiunte da avviso di garazia, difese dagli avv. Laura Autru Ryolo, Filippo Barbera, Fabrizio Formica, Giuseppe Amendolia e Benedetto Calpona, avranno 20 giorni per presentare memorie a discolpa e chiedere di essere interrogati. Leonardo Orlando - gds


Nania: «La mia Amministrazione ha operato sempre nella legalità». L’indagine partita da un memoriale dell’ex vicepresidente del Consiglio

“Temo per la mia incolumità”. Si chiudeva così il testo contenuto nel plico segreto che ha dato l’input alle indagini sull’appalto integrato del Teatro Placido Mandanici, indirizzato ad un notaio e intercettato dai Finanzieri sull’auto dell’ex vicepresidente del consiglio comunale, Maurizio Marchetta, direttore tecnico dell’impresa di famiglia, la “Co.ge.mar.”. Era il 28 maggio del 2007. Perquisita la vettura, come routine, l’attenzione dei Finanzieri è stata richiamata da quel plico, sul quale c’era scritto “Da aprire solo se mi succede qualcosa di male” e indirizzato ad un notaio di Barcellona. I Finanzieri, al comando del capitano Danilo Persano, decidevano di sequestrare la busta nella convinzione che in essa fossero contenuti fatti gravi oggetto di “notizie di reato”. Una volta aperta, su ordine del magistrato inquirente, il sostituto procuratore Olindo Canali, è saltato fuori un memoriale sull’appalto integrato del “Mandanici”, importo a basa d’asta di 4 milioni e 122 mila euro appaltato e assegnato il 31 luglio 2006, all’Associazione temporanea di imprese - “Carlo Gavazzi impianti spa” e “B - B costruzioni srl” - di Milano. Nel memoriale si sarebbe sostenuto con dovizia di particolari, tra l’altro, che l’appalto integrato del Teatro sarebbe stato oggetto di una gara viziata per far vincere l’impresa aggiudicataria e collocare la “Co.ge.mar.” della famiglia Marchetta al terzo posto. Chi avrebbe orchestrato la gara d’appalto in favore del vincitore avrebbe avuto - sempre secondo quel documento - anche un secondo scopo finale, quello di favorire concretamente una impresa locale classificatasi al quarto posto “vicina” a politici. I contenuti del dossier che ha prodotto l’inchiesta saranno comunque oggetto della verifica processuale in quanto, un anno dopo il sequestro dell’atto, Marchetta presentò una più dettagliata denuncia sulla gestione dell’appalto stesso. Sei, come abbiamo riferito ieri, le persone indagate. Intanto, dopo aver avuto notificato l’avviso di garanzia con le ipotesi di reato di abuso, omissione, concussione e peculato, il sindaco Candeloro Nania, ha emesso un comunicato stampa affidato all’avv. Filippo Barbera che lo difende assieme all’avv. Laura Autru Ryolo. Afferma il primo cittadino di Barcellona: «Pur rimandando al prosieguo ogni più puntuale considerazione in merito alle assurde accuse mosse nei miei confronti dall’ex Pm titolare delle indagini sull’aggiudicazione dei lavori del nuovo Teatro Mandanici, e senza volermi addentrare per ora più di tanto nel merito della vicenda (mi riprometto infatti di farlo solo dopo un’attenta disamina degli atti insieme ai miei difensori), desidero esprimere il mio indignato sconcerto per l’inopinato approdo investigativo. È un mio dovere, prima ancora che un diritto. Perché - spiega il sindaco - al di là della mia privata onorabilità di uomo, cittadino e padre - è in gioco l’onorabilità dell’Amministrazione che rappresento e, quindi, della mia amata Città. Ebbene: sappiano anzitutto i miei concittadini che tutte le accuse mossemi sono, semplicemente, destituite di qualunque fondamento, giacché l’operato dello scrivente - nella vicenda dei lavori del Teatro Mandanici come d’altronde in ogni altra vicenda amministrativa - è stato improntato al più cristallino e rigoroso rispetto delle Leggi». «Non si dimentichi - aggiunge Nania - che chi scrive, lo rivendico con orgoglio, è il primo Sindaco della Città che ha dimostrato negli anni con azioni concrete e continue (penso soprattutto ai “protocolli di legalità” siglati con la Prefettura) il proprio impegno nella lotta al malaffare ed alla criminalità e nel rispetto del principio pieno e sostanziale di legalità. Quindi non tacerò. Ed anzi, nel difendere con forza ed orgoglio l’operato dell’Amministrazione e l’onorabilità della mia Città, vigilerò pure attentamente su qualunque tentativo di discredito che sia stato eventualmente ordito e messo in atto da chiunque, tanto più se portatore di personali e poco chiari interessi. «Ed ecco perché, quindi, nell’auspicare che quel lavoro di vaglio critico delle fonti d’accusa che è prerogativa della Magistratura sia condotto con il massimo rigore, assicuro - conclude Nania - i miei cittadini che personalmente non tralascerò di esercitare ogni legittima azione, in qualunque sede istituzionale, che apparirà idonea alla migliore tutela delle mie ragioni e della verità storica dei fatti, perseguendo legalmente chi - vuoi per interesse personale, vuoi per inclinazione al dolo, vuoi per irresponsabile superficialità - quella Verità voglia invece nascondere o tentare di sovvertire o piegare ai propri calcoli di bottega». Leonardo Orlando - Gds

BARCELLONA P. G.: Per i sindacati l’Opg “Madia” non va chiuso ma adeguato alle nuove esigenze

«La politica si scusi per l’inerzia dimostrata nei riguardi degli Opg e adotti gli interventi legislativi e finanziari necessari per restituire dignità ai ricoverati e serenità al personale». Sindacati e Rsu intervengono sulla polemica generata dalla relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta, che ha rappresentato con estrema durezza il degrado riscontrato in uno dei reparti del “Madia” traendo considerazioni complessivamente desolanti. «Speravamo che, messa di fronte alla realtà drammatica che da anni denunciamo, la Commissione prendesse atto delle responsabilità della politica – afferma Giancarlo Cavallaro, Rsu Cgil – e invece abbiamo assistito a un atteggiamento ipocrita e a una rappresentazione che non ha tenuto conto di ciò che di buono è stato fatto in questi anni dall’amministrazione, dal personale e dal mondo del volontariato». Salvatore Chiofalo, responsabile della locale Camera del Lavoro, evidenzia come negli ultimi anni si sia assistito a un vertiginoso aumento di internati, a fronte della riduzione del personale. «Siamo convinti che l’Opg sia una risorsa per la città, – afferma il sindacalista – ma occorre accelerare l’adeguamento della struttura e il passaggio della sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale». Francesco Barresi (Uil Penitenziari), Giuseppe Bucca (Cisl), Salvatore Mandanici (rsu Cisl) mettono in evidenza la carenza di farmaci, il taglio delle mercedi, il sovraffollamento. IL dott. Rosania, infine, ha formulato l’auspicio che «l’ispezione ssione rappresenti un veicolo positivo per attuare quelle soluzioni alternative agli Opg, da noi più volte proposte e sollecitate». Saverio Vasta - GDS

MESSINA: A SETTEMBRE L’INCIDENTE PROBATORIO ACCERTERA’ LA QUALITA’ DEL CALCESTRUZZO FORNITO DAGLI IMPIANTI DEI FRATELLI PELLEGRINO. CALCESTRUZZO A RISCHIO PER SETTE OPERE PUBBLICHE?

Tra poco più di un mese, a settembre, sarà un incidente probatorio ad accertare la qualità reale del calcestruzzo fornito dagli impianti dei fratelli Pellegrino per la realizzazione di varie opere edili sia in città che in provincia. I difensori dei fratelli Pellegrino nel pomeriggio di ieri si sono infatti opposti alla nomina - da parte del sostituto della Direzione distrettuale antimafia Angelo Cavallo - di un perito cui sarebbe stato affidato il compito di rispondere ai quesiti formulati dall’accusa. La richiesta di poter nominare propri consulenti di fiducia è stata infatti avanzata anche dagli avvocati Alessandro Billè, Carlo Autru Ryolo e Agatino Allegra. Adesso toccherà al giudice per le indagini preliminari, presumibilmente ormai dopo la pausa estiva, dare incarico ad un proprio perito per esaminare la documentazione sequestrata dalla “Direzione investigativa antimafia” lo scorso anno e per procedere all’accertamento irripetibile sui campioni di calcestruzzo acquisti in alcuni cantieri proprio per poter procedere alla verifica della qualità del materiale. La fornitura di calcestruzzo dagli impianti dei fratelli Pellegrino sarebbe stata fatta per 7 opere pubbliche e per la realizzazione di tre complessi residenziali privati. (gi.pa.)