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19 LUGLIO 1992 - 19 LUGLIO 2010: CONVENTION DEL PDL O FIACCOLATA IN RICORDO DI PAOLO BORSELLINO? QUANDO LA MEMORIA PUO’ CONVENIRE… IN NOME DEL MAGISTRATO UCCISO DALLA MAFIA (DI STATO), LA DESTRA SI RICOMPATTA

borsellino

Il circolo della Giovane Italia “Quo Usque Tandem”, l’Ugl, i Giovani Cisl, il Pdl Giovani provincia di Messina, i Giovani Udc, Azione universitaria, le associazioni Atreju, Ingenium, Messina Giovane, PrimaVera Peloritana, Università Eclettica, Fare Verde, Circoli Giovane Italia, Agorà, Lepanto, Circolo Pdl Catilina-Morgana. E poi il sindaco Buzzanca, il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, l’assessore Isgrò e tanti altri. Scorrendo le sigle e i nomi avrete pensato ad una convention pidiellina di metà luglio nella città dello Stretto. Magari a sostegno del premier Berlusconi, perseguitato dalle toghe rosse e ‘intimorito’ dalle inchieste sui mandanti occulti della strage di Via D’Amelio. Ma non è così. Nulla di tutto ciò. Quelle che avete letto sono infatti associazioni, partiti e singoli uomini delle Istituzioni che stasera parteciperanno alla ormai stanca e rituale fiaccolata per ricordare il giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia assieme agli uomini della scorta, e organizzata dal circolo della Giovane Italia “Quo Usque Tandem”, giovane costola locale del partito di Gianfranco Fini, laboratorio politico e trampolino per tanti freschi aennini, alcuni dei quali adesso seduti in poltrone di rilievo dei sottogoverni messinesi. “La manifestazione è aperta alla cittadinanza, e non sono ammesse bandiere perché non vuole essere un’iniziativa di parte”. Così nel comunicato ufficiale. Peccato che di parte è l’associazione che la organizza ogni anno ma che non raduna mai più di un centinaio di persone. Peccato che di parte sono sigle e nomi di chi aderisce alla manifestazione. Peccato che ad essere assente è costantemente la città. Peccato davvero. Perché avremmo voluto un pò di coraggio in più da parte degli ideatori con la fiamma accesa. Che non possono pensare di fare politica 364 giorni l’anno in nome di ideali e alleanze ben caratterizzate, per poi affermare che il 19 luglio la fiaccolata sarà apolitica e ‘aperta’. Tutto ciò ha il sapore di una sana ipocrisia. Peccato perché avremmo voluto che anche a Messina ad organizzare l’evento fosse stato il sindaco Buzzanca e la sua giunta, istituzionalizzandolo, così come succede per altri importanti momenti di ‘memoria collettiva’. Perché, lo dico in generale, queste date ormai entrate nella storia di questo Paese rischiano, se già non lo sono, di diventare vuoti momenti vestiti di retorica, anche un pò farseschi. C’è un breve elenco di nomi di personaggi illustri di questa città o di questo Paese che a Messina ogni anno vengono commemorati grazie a sigle che di volta in volta si sono appropriate di questo piuttosto che di quell’altro ‘eroe’. Approfittando della totale assenza delle Istituzioni. Qualche esempio? Tanto per rimanere al circolo “Quo Usque Tandem”, potremmo citare il gastroenterologo Matteo Bottari, crivellato di colpi da mano rimasta impunita. Anche per lui, il 15 di gennaio, la ’solita’ fiaccolata con qualche decine di soliti noti animati da buona volontà a tenere le candele. E tantissime assenze. A partire dal sindaco. Poi Giovanni Falcone. Siamo in attesa ancora di una risposta all’idea di esporre l’auto dell’attentato in una zona del centro città. Il ‘cimelio’ si trova a Messina per ragioni burocratiche. Nel 1992 l’autocentro di Palermo era infatti una sede distaccata di quello di Messina, che adesso si occupa di gestire i mezzi della Polizia soltanto per la Sicilia orientale e la Calabria. Per dieci lunghi anni i resti della Croma sono rimasti a disposizione dei soli investigatori. Poi, nel 2003, la loro prima uscita pubblica. Incastonato in un grande cubo di vetro, con tanto di carrello e luci interne, il cimelio fu portato per una quindicina di giorni a Barcellona Pozzo di Gotto per un’esposizione e un convegno organizzato dal circolo Corda Fratres. E fu subito polemica. Il circolo, nel 1992, aveva tra gli iscritti anche Giuseppe Gullotti, il capofamiglia di Cosa Nostra che fornì a Giovanni Brusca il telecomando usato per uccidere Falcone e per distruggere quella Croma. Contro la scelta di esporre l’auto si scagliarono la vedova Montinaro e Sonia Alfano, figlia di Giuseppe, cronista ammazzato dalla mafia (su ordine dello stesso Gullotti). La polemica investì anche Franco Cassata, allora sostituto procuratore nonché animatore del Corda Fratres. Nel mirino sue presunte frequentazioni con esponenti mafiosi di cui si è occupato anche il Csm. Un procedimento disciplinare poi archiviato, anche se le polemiche si sono riaccese dopo la nomina di Cassata a Procuratore generale della Corte d’appello di Messina (oggi comunque presente alla fiaccolata organizzata per Paolo Borsellino). Tentativi di valorizzare i resti sono stati fatti anche dalla società civile messinese. Nel 2005 Renato Accorinti del movimento “No Ponte†chiese di esporre la teca in una piazza della città. Richiesta analoga lo scorso agosto da Alessandro Russo, presidente del V quartiere. Niente da fare. Si sa, i governanti sono più interessati alle auto blu. E l’autocentro continua ad aprire le porte al pubblico soltanto nel giorno dell’anniversario della strage (da un pò di tempo soltanto su richiesta). Rosario Livatino? Il suo nome a Messina è ormai accostato ad un premio organizzato dall’ex consigliere comunale democristiano Calogero Centofanti che ogni anno, tra gli altri, ricorda in solitutidine anche lo statista Aldo Moro, le vittime della strage dell’Heysel, Papa Giovanni Paolo II. Insomma, soliti nomi, solite date, soliti organizzatori. Solito silenzio delle amministrazioni, di tutti i colori dell’arcobaleno, che hanno pensato bene di delegare a singoli questi momenti di riflessione. Troppo comodo, pensiamo. Noi, che da cronisti seguiamo da anni tutte le fiaccolate, lo diciamo chiaramente, non ne possiamo più. Almeno in questi termini. Per tanti motivi. Perché si è perso così quell’aspetto emozionale che faceva di un momento di piazza collettivo una profonda riflessione privata. Perché non si può pensare di fare antimafia, di formare coscienze, indignazione e ribellione tenendo una candela accesa per una o due notti l’anno. Perché non vorremmo che sfilassero uomini delle Istituzioni, sotto processo per diversi reati, che pensano di rifarsi una verginità in questo modo. Perché, dopo averli ascoltati da vivi e attraverso video d’archivio, siamo certi, sia Falcone che Borsellino, così come tanti altri, non avrebbero accettato questo gattopardismo tipicamente siciliano. Che sia chiaro. Nulla di personale. Rispettiamo chi, in buona fede, dedica anche quel poco di tempo a tutto ciò. Ma diventerà sempre più tempo perso se non si farà un salto di qualità. Se non si sostituiranno alla retorica e al dilettantismo una vera e propria presa di coscienza. Tutto sarà inutile. Tutto si scioglierà come quella cera che anche staserà scivolerà lenta come la voglia di cambiare le cose in questa città. Scivolerà lenta come il passo di tanti politicanti interessati soltanto ad interessi privati. Scivolerà lenta e stanca si consumerà davanti ad alcuni occhi non limpidi che nulla hanno a che fare con quelli puri di Paolo Borsellino e che questa sera lo ricorderanno. A modo loro… Enrico Di Giacomo

FINALMENTE: INTITOLAZIONE DELLA SALA GIUNTA AI GIUDICI FALCONE E BORSELLINO
Domani, alle 10.30, il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca con gli assessori municipali, scoprirà la targa con cui si intitolerà la sala Giunta di palazzo Zanca, a Paolo Emanuele Borsellino (19 gennaio 1940 - 19 luglio 1992) e Giovanni Falcone (18 maggio 1939 - 23 maggio 1992), i due magistrati, vittime di mafia. L’esecutivo si riunirà domattina per deliberare l’intitolazione e subito dopo la ratifica del provvedimento sarà scoperta la targa che vuole essere memoria per le generazioni di oggi e di domani, di quella dignità della terra siciliana che attraverso i due nomi, nell’immaginario collettivo, è divenuta inscindibile esempio di impegno nella lotta alla mafia e testimonianza di una tragedia che ha colpito un intero popolo. Nella sala Giunta, che da domani porterà il nome di Falcone e Borsellino, è collocato l’affresco staccato dal refettorio del Convento di S. Maria del Gesù Inferiore, raffigurante “L’ultima Cena†(1617) opera del messinese Alonzo Rodriquez (1578 - 1648), uno dei più intelligenti interpreti della pittura caravaggesca. Vi è anche custodito il Gonfalone della città di Messina, decorato della Medaglia d’oro al valor militare, concessa alla città il 31 gennaio 1978 e di Medaglia d’oro al valor civile, tributata alla città per i bombardamenti subiti durante l’ultima guerra mondiale. Il Gonfalone è anche decorato della medaglia d’oro concessa da Umberto I per gli avvenimenti bellici svoltisi nel 1848, fra le truppe siciliane e messinesi ed i soldati borbonici, comandati dal generale Carlo Filangeri; della medaglia d’oro concessa nel VI centenario del Vespro per l’eroico comportamento della città durante la guerra del 1282-1302 e del distintivo dell’Associazione Mutilati ed invalidi di guerra, ottenuto per le distruzioni subite da Messina a causa degli eventi bellici del 1940 - 43.

6 commenti

Preciso che il circolo “Quo Usque Tandemâ€non ha nulla a che vedere con il “partito”di Gianfranco Fini,ormai morto e sepolto.Quo uscque tandem è la creatura di Ciccio Rizzo del pdl ed organico,a Messina,al gruppo di Domenico Nania.
In campo nazionale ad Alemanno.
E’ singolare che questo “truppone”di sigle che spesso rappresentano solo due o tre aspiranti lacchè,si siano trasformati in negrofagi del cadavere di Borsellino.
Hanno la faccia tosta di proporsi come autenti soldati di destra quando in effetti non sono altro che dei TRADITORI AL SOLDO DELLA P.2 DI CESARE.QUANTO PRIMA UNA SONORA PERNACCHIA LI SPAZZERA’VIA.

UGO
19 Luglio 2010 15:56

CARO UGO, NON SCRIVI IL TUO COGNOME PERCHE’ HAI PAURA DI ESSERE QUERELATO.LE TUE, AFFERMAZIONI SONO DA QUERELA.IL SOTTOSCRITTO, SI FIRMA E SI E’ SEMPRE FIRMATO CON NOME E COGNOME ANCHE QUANDO HA SCRITTO E SCRIVE COSE PESANTI.NEL 2004, PERUN GIUDIZIO ESPRESSO SULL’OPERATO DI UN RICORRENTE PER FAR DECADERE BUZZANCA, IL SOTTOSCRITTO E’ STATO QUERELATO PERCHE’ LE PROPRIE FRASI SONO STATE RITENUTE DIFFAMATORIE DAL PRESUNTO DIFFAMATO.IL GIUDICE, FORTUNATAMENTE MI HA ASSOLTO.

Filippo PANSERA
19 Luglio 2010 20:33

PER UGO

Cassazione: vietato dare del “lacchè”
non semplice critica ma vera offesa

Il palazzo della Corte di Cassazione
ROMA - “E’ vero che la polemica politica ci ha abituati all’uso di termini che un tempo erano considerati inammissibili, così come è vero che la critica, per essere efficace, deve contenere espressioni forti, suggestive e iperboliche per richiamare l’attenzione, ma è anche vero che non deve mai trascendere nell’offensivo”.

Con queste parole la sentenza della cassazione ha messo in chiaro le conseguenze di una situazione che spesso si ripete sul luogo di lavoro: dare del “leccac…”, o del “ruffiano” a qualcuno, avverte la Suprema Corte, è “del tutto offensivo” e “fuoriesce del tutto dai canoni della continenza espressiva”. Il relatore Gennaro Marasca ricorda come “la critica può essere anche corrosiva e forte ma “non può sfociare in un gratuito attacco personale”.

Parole di disappunto la Cassazione le riserva anche alla definizione di “acida nubile”, termine “certamente ingiurioso”, come si legge nella motivazione.

Filippo PANSERA
20 Luglio 2010 9:08

NON ti nascondere dietro paraculate …ha ragione ugo. PUNTO!

giovanni
20 Luglio 2010 10:08

Caro Filippo,mi fa veramente piacere che sei stato assolto in un processo per diffamazione.Come vedi i magistrati non sono dei feroci comunisti.
Spiegami che senso ha essere del pdl e poi definirsi di destra o fascisti come dice di essere un (credo tuo amico)ex consigliere comunale?
Mio padre ha avuto l’onore di militare in o.n.quando i tuoi amici stavano nella democrazia cristiana e nel partito socialista,si prese una denuncia per aver affisso un manifesto dal titolo”MANCINI LADRO” e si trovava in via del Corso quando buttarono le monetine a Craxi.
Dimmi una cosa di destra del tuo partito se la trovi,ma non parlare di anti comunismo perchè,anche se fate finta di non saperlo,COMUNISMO ED ANTI-COMUNISMO SONO MORTI E SEPOLTI.Con buona pace di CESARE.
p.s.
ai tempi di mio papà era disonorevole andare a denunziare i compagni,ma erano altri tempi ed altri UOMINI.
Ciao.
Ugo

Ugo
20 Luglio 2010 12:04

Alla fine della manifestazione il sindaco Buzzanca,in risposta al valoroso Renato Accorinti,bieco e violento mangia bambini comunista,avrebbe dichiarato:”grazie alla mia elezione anche a deputato regionale posso offrire un miglior servizio alla cittàâ€.Concordo con quanto detto dal signor sindaco e come dicono a Barcellona a noi messinesi…CI HANNO FATTO IL SERVIZIO!!!
P.S.
e speriamo che non mi querelino.
sempre Ugo

Ugo di Sant'Elia 11
20 Luglio 2010 14:28

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