Era “Adel il grosso” la mente del viaggio della speranza degli 84 migranti intercettati a Taormina sabato scorso, ammassati in un tir come bestie. Era l’egiziano di 51 anni Adel Riad Said Gouhar che aveva contattato l’autista romano Giampaolo Corsini e aveva assoldato gli altri due “mercanti”, vale a dire il 32enne Maher Ali Ouda e il 28enne Shokry Abovelnaser Mohamedhagag (quest’ultimo potrebbe avere anche un altro nome all’anagrafe), per l’affare del trasporto che avrebbe fruttato a tutti parecchie migliaia di euro. Tutti e quattro restano in cella, nei loro confronti nel pomeriggio di ieri dopo la tornata di interrogatori della mattinata al carcere di Gazzi il gip Walter Ignazitto ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare accogliendo la richiesta dio misura restrittiva del sostituto procuratore Anna Maria Arena, il magistrato che ha coordinato le indagini della polizia. L’accusa per tutti è quattro è legata alle leggi sull’immigrazione, in concreto hanno «organizzato ed effettuato il trasporto e l’ingresso sul territorio italiano di 84 persone prive di permesso di soggiorno». Tutti e quattro i “mercanti” hanno risposto ieri mattina alle domande del gip Ignazitto con accanto i loro difensori, gli avvocati Giuseppe Romeo, Antonella Puglisi, Cesare Santonocito e Giuseppe Serafino. L’autista romano Giampaolo Corsini che guidava il tir intercettato dalla polizia stradale sulla A18 prima a Giardini e poi bloccato all’uscita della galleria Taormina in una piazzola di sosta, ha raccontato di aver bisogno di soldi per fare fronte ai debiti e di essere stato contattato a Roma da Adel Riad per effettuare un trasporto di extracomunitari che dovevano sbarcare ad Agrigento, la destinazione finale era Milano o dintorni. E così Corsini insieme ad Adel e a Shokry Abovelnaser Mohamedhagag, soprannominato “Fabio”, è partito da Bari venerdì scorso e si è diretto ad Agrigento, dove è stato “scortato” da una Golf con a brodo tre arabi sino alla spiaggia di San Leone. Ha parcheggiato, avrà dormito tre o quattro ore, poi in piena notte è stato svegliato dagli arabi, perché erano arrivati i disperati dopo il viaggio disumano in un barcone. Una volta completato il “carico” l’egiziano Adel si è seduto al suo fianco nella cabina di guida e si teneva in contatto con il suoi “colleghi” a bordo della Golf. Secondo quanto ha dichiarato Corsini il compenso preventivato era in tutto di 10.000 euro e a prospettarlo sarebbero stato “Fabio”, alias Shokry Abovelnaser Mohamedhagag, che aveva già anticipato dei soldi ad Adel. E proprio Adel ha dichiarato che Corsini vedendo tutti i migranti sulal spiaggia di Agrigento ha litigato con Shokry perché pretendeva un compenso maggiore. Il gip Ignazitto nella sua ordinanza di custodia cautelare emessa ieri parla di un quadro indiziario grave ed univoco a carico dei quattro e gravi indizi di colpevolezza sono ravvisabili soprattutto a carico innanzitutto di Corsini e Adel. Il primo infatti era il conducente dell’autotreno «ovviamente consapevole dell’inquietante e compromettente “carico” di clandestini trasportati», e lo stesso può dirsi per Adel «anch’egli annoverabile tra gli organizzatori del trasporto e non già tra i trasportati: la momento del controllo di polizia infatti, costui viaggiava a fianco del Corsini, nella cabina di guida dell’autotreno, con indosso la somma di 1.660 euro», e come Corsini era munito di una “carta di qualificazione conducente”, la patente professionale che è obbligatoria dal 2009 per chi conduce autoveicoli per il trasporto merci. Spiega ancora il gip che «gravi indizi di colpevolezza sussistono pure nei confronti degli altri due indagati», vale a dire il 32enne Maher Ali Ouda e il 28enne Shokry Abovelnaser Mohamedhagag, entrambi residenti in Italia da tempo con regolare documento, e che secondo il gip nel corso degli interrogatori di garanzia hanno fornito giustificazioni «del tutto sfornite di credibilità ». Intanto nella serata di martedì sono stati rimpatriati, con due voli charter partiti dallo scalo aereo di Catania e diretti a Il Cairo, 61 dei migranti, tutti «cittadini egiziani maggiorenni – si legge in una nota del Viminale –, sbarcati clandestinamente sulle coste agrigentine e rintracciati nel corso di un controllo effettuato nel primo pomeriggio del 24 luglio scorso sul tratto autostradale Messina-Catania dalla Polizia Stradale messinese. Gli stranieri erano nascosti all’interno di un autoarticolato condotto da un cittadino italiano accompagnato da un pluripregiudicato egiziano, che sono stati arrestati, unitamente ad altri due egiziani presenti sull’automezzo, in quanto responsabili di aver organizzato l’ingresso ed il trasporto illegale degli stranieri». «Il rimpatrio dei 61 egiziani – prosegue il viminale –, avvenuto solo dopo pochi giorni dal loro arrivo in Italia, è frutto dell’ottima collaborazione da tempo instaurata con gli Uffici immigrazione dei Paesi del Mediterraneo dai quali originano i traffici migratori illegali». Nuccio Anselmo




