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MESSINA - Blitz dei Carabinieri nell’area dell’ex inceneritore di “San Raineriâ€: otto cittadini stranieri vengono condotti in caserma per accertamenti

Nell’ambito dell’azione di prevenzione sul territorio, i Carabinieri della Compagnia di Messina Centro hanno effettuato dei controlli nella zona falcata di Messina, in particolare, nell’area dell’ex inceneritore di San Raineri, caratterizzata da un elevato indice di degrado. In tale contesto sono stati impegnati i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Centro e quelli della Stazione di Messina Arcivescovado, territorialmente competenti, che all’alba di oggi, dopo avere cinturato l’area, hanno ispezionato i locali e le pertinenze del complesso industriale in stato di abbandono. Sebbene da una prima ricognizione esterna, nonostante dei panni stesi, non si notasse traccia di persone, una volta all’interno dell’area dismessa, gli operanti hanno assistito ad un tentativo di fuga da parte di diversi cittadini extracomunitari, prontamente bloccati dal dispositivo dell’Arma. Atteso che altri cittadini stranieri potevano avere trovato rifugio all’interno dello stabile, i Carabinieri hanno fatto accesso al primo livello rialzato, un tempo adibito ad uffici, dove hanno sorpreso e fermato altri cittadini extracomunitari che tentavano di nascondersi dietro alcune reti per letto e dei materassi. Nella circostanza, i militari dell’Arma hanno riscontrato una grave situazione di degrado igienico – sanitario, acuita dalla presenza di elettrodomestici in precarie condizioni di sicurezza. All’interno vi erano altresì dei borsoni ricolmi di effetti personali, verosimilmente riconducibili ai cittadini stranieri fermati. Riscontrato che gli elettrodomestici citati erano collegati alla rete elettrica, i Carabinieri hanno anche richiesto l’intervento di personale dell’ENEL che sta accertando, unitamente all’Arma, l’eventuale utilizzo abusivo di energia elettrica da parte dei menzionati stranieri. Nel corso dell’attività, protrattasi per tutto l’arco della mattina, i Carabinieri hanno identificato otto cittadini stranieri, di età compresa tra i 20 ed i 55 anni, di cui sette provenienti da paesi dell’area nord africana, mentre l’unica donna identificata è di nazionalità romena. Le persone fermate, trasferite presso gli uffici della caserma Bonsignore per una più compiuta identificazione e riscontro delle impronte digitali, sono state rifocillate. Dell’attività in corso è stata informata l’Autorità Giudiziaria di Messina.

Compagnia di Messina Sud
Controllo straordinario del territorio per la prevenzione dei reati: denunciate in stato di libertà tredici persone.

Nello scorso fine settimana, i Carabinieri della Compagnia di Messina Sud, sono stati impegnati in un servizio coordinato di controllo straordinario del territorio per la prevenzione dei reati in genere e per il contrasto del triste fenomeno delle “STRAGI DEL SABATO SERAâ€. Il particolare servizio, che è stato svolto nel territorio di competenza della Compagnia Carabinieri di Messina Sud, ha visto impegnate le pattuglie delle Stazioni dipendenti e le gazzelle del Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Provinciale che hanno presidiato i rispettivi territori di competenza e le principali arterie stradali della città, procedendo al controllo di oltre centottanta automezzi e di circa duecento persone. Nel corso della medesima attività, i Carabinieri oltre ad eseguire diverse perquisizioni veicolari, hanno provveduto a denunciare tredici persone alla competente A.G. per la tipologia di reati di seguito indicati:
- cinque persone poiché sorprese alla guida di motoveicoli senza la prescritta patente di guida per non averla mai conseguita o perché revocata;
- quattro persone per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone essendo stati sorpresi alla guida di autoveicoli con stereo ad alto volume;
- una persona per omessa custodia di armi, per omessa denuncia all’autorità del trasferimento della stessa e per aver custodito un fucile senza osservare prescrizioni connesse alla detenzione;
- una persona per ricettazione e per guida senza patente essendo stato sorpreso alla guida di motoveicolo oggetto di furto in Roccalumera (ME) il 03.08.2010 e, privo della patente di guida;
- due persone per abuso edilizio in concorso.
Nel contrasto all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti venivano segnalate alla locale Prefettura otto persone quali assuntori di sostanze stupefacenti e sequestrati grammi quindici tra marijuana, hashish ed eroina. Nello specifico, i Carabinieri, nell’ambito delle attività di contrasto alle violazioni del Codice della Strada hanno elevato 53 contravvenzioni per infrazioni al Codice della Strada per un importo complessivo di 6.000,00 euro, sequestrato sei automezzi, ritirate dieci tra patenti di guida e carte di circolazione, sottratto 108 punti dalle patenti di guida, effettuati venti accertamenti mediante l’etilometro, sequestrati quattro autoradio, un subwoofer, quattro amplificatori e nove casse acustiche per un valore complessivo di circa 10.000,00 euro.

IL POLICLINICO DI MESSINA SOTTO I RIFLETTORI DEL PAESE: QUESTA VOLTA SONO GLI SCARAFAGGI NELLE CUCINE A FAR PARLARE DELL’AZIENDA OSPEDALIERA. IL COMUNICATO DELL’ORSA

SCARAFAGGIO

Ci duole dover gravare sulla già denigrata immagine del Policlinico di Messina attraverso la protesta dei lavoratori impiegati nel servizio di ristorazione dei degenti che ci apprestiamo a dichiarare, ma di fronte all’arroganza della SR-Ristorazione che insiste a perseguire la strada della messa in mobilità senza assegno di oltre il 50% dell’attuale forza lavoro, non possiamo abdicare al ruolo di tutela dei lavoratori. Con la presente s’intende altresì denunciare la gestione, quanto meno, approssimativa del servizio essenziale e le chiare violazioni di punti salienti del capitolato d’appalto che, nonostante le nostre reiterate denuncie alla Direzione Sanitaria, restano impunite con tutto ciò che ne consegue per la qualità del servizio dovuto all’utenza e per i livelli occupazionali che la SR-Ristorazione si appresta a dimezzare. Allo stato dell’arte la SR-Ristorazione (gestrice dell’appalto) fornisce il vitto in contenitori plastici usa e getta, in aperta violazione del capitolato d’appalto che prevede posate metalliche e contenitori ceramici, il tutto per organizzare il servizio con meno personale in previsione degli annunciati licenziamenti. Risulta bizzarra la posizione della SR-Ristorazione che in sede Prefettizia ha dichiarato di poter fornire il servizio con soli 35 dipendenti mentre, in occasione degli scioperi pretende 45 lavoratori per effettuare i servizi minimi essenziali. Per la descrizione dettagliata delle omissioni che, a giudizio della scrivente, la SR-Ristorazione reitera da tempo, si allega la denuncia alla Procura della Repubblica che questa O.S. ha inoltrato in data 14/05/2010 senza, purtroppo, ricevere alcun riscontro, stesso destino hanno subito le numerose segnalazione inviate al Direttore Pecoraro. Se quanto denunciato non bastasse, alleghiamo alcune foto che dimostrano la poca igiene e una breve clip dove si vede chiaramente uno scarafaggio passeggiare su un carrello della cucina del Policlinico, si spera che il breve filmato non serva solo ad arricchire il nostro archivio fotografico già inoltrato ai NAS ed alla Procura della Repubblica dove, fra l’altro, si vedono chiaramente escrementi di gatto giacere nei locali destinati alla preparazione del vitto. Solo a mero scopo informativo segnaliamo che la SR-Ristorazione ha licenziato un dipendente, Rappresentante Sindacale di questa O.S., che si è macchiato della “colpa†di denunciare lo stato di degrado in cui versa questo settore del Policlinico, abbandono e incuria ben evidenziati dagli allegati fotografici inviati ai NAS ed alla Procura della Repubblica. Si spera che il Direttore Pecoraro, questa volta, intervenga energicamente per chiarire alla SR-Ristorazione che, come da capitolato d’appalto, nessun taglio alla forza lavoro è possibile senza l’autorizzazione della Stazione Appaltante e che i denunciati disservizi potranno solo peggiorare in caso di ulteriore dimensionamento al ribasso del personale addetto.
MARIANO MASSARO - SEGRETARIO GENERALE ORSA-SICILIA

DOPO LO SCANDALO AL POLICLINICO DI MESSINA, ARRIVANO I PRIMI PROVVEDIMENTI: SOSPESO GRANESE, RISOLUZIONE IMMEDIATA DEL CONTRATTO PER IL DOTT. DE VIVO E AVVIO DI PROCEDIMENTO DISCIPLINARE PER BENEDETTO

Arrivano le prime sanzioni per i medici del Policlinico di Messina, dopo la lite tra due camici bianchi che giovedì scorso potrebbe aver ritardato il parto di Laura Salpietro, causando complicazioni alla salute della donna e del neonato. Uno dei due medici sospesi è il direttore dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, professore Domenico Granese, per “omessa vigilanzaâ€. Il medico è sospeso dall’incarico ma non dalla professione, e continuerà a lavorare in ospedale. E’ stato invece completamente sospeso dall’attività uno dei due medici che sarebbe stato protagonista della rissa: Vincenzo Benedetto. L’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, ha sottolineato che la sua posizione dovrà essere valutata anche perché “le buone ragioni che forse ha avuto non possono essere espresse con la violenzaâ€. Questi due provvedimenti cautelari sono stati confermati dal direttore generale del Policlinico Giuseppe Pecoraro. Il terzo medico per cui sono stati adottati provvedimenti è Antonio De Vivo che secondo l’assessore “era un assegnista che non può prestare assistenza pubblica ed era quindi un abusivoâ€. “Per lui – ha aggiunto Russo – il rettore mi ha annunciato che attuerà la risoluzione del contratto e sarà fuori dall’Ateneoâ€. L’assessore ha annunciato anche che chiederà “severità e inflessività ai presidenti degli Ordini dei medici di Messina e Reggio Calabriaâ€. “Avvieremo un’azione civile – ha concluso Russo – per danni all’immagine: è una cosa normale perché qui qualcuno ha sbagliato e deve pagare perché dobbiamo salvaguardare chi lavora onestamenteâ€. L’assessore Russo ha infine annunciato che saranno eseguiti “accertamenti sulle autorizzazione per le attività extra e intramoenia: non vorrei scoprire che qualche medico abbia fatto diventare privata la struttura pubblicaâ€. E’ stato inoltre deciso di commissariare l’Unità operativa di ginecologia, teatro della lite. Le funzioni saranno assegnate alla direzione sanitaria. L’azienda sanitaria universitaria, infine, avvierà un’azione civile per danni di immagine subiti. Nel primo pomeriggio anche l’Ateneo dice la sua: “l’Università degli Studi di Messina ha adottato, con ferma determinazione, in piena sintonia e di intesa con il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Martinoâ€, Giuseppe Pecoraro, e con l’Assessore Regionale alla Sanità, Massimo Russo i seguenti atti di propria competenza:
1) risoluzione immediata del contratto dell’assegnista di ricerca , dott. Antonio De Vivo;
2) avvio di procedimento disciplinare nei confronti del dott. Vincenzo Benedetto.

E sul versante giudiziario c’è un avviso di garanzia per tutti. Da chi ha litigato per l’arbitrio di una scelta che competeva al medico di turno al Policlinico, al borsista titolare di un megastudio privato, pare invasore di campo, al primario di ginecologia che avrebbe tardato a intervenire tra i due contendenti, ai due ginecologi che hanno effettuato il parto cesareo su Laura Salpietro. Tutti indagati, secondo le regole di un’inchiesta della magistratura che deve, in prima battuta valutare la specifica posizione di tutte le parti intervenute nella vicenda che ha sconvolto l’Italia per un caso impropriamente definito di malasanità (sin qui non esistono elementi probatori a supporto di questa tesi) quando sarebbe più pertinente definirlo di mala…educazione. Almeno sin qui. Laura Salpietro è la giovane partoriente divenuta “oggetto†del contendere dei due medici. Colei che - a detta del marito, firmatario della denuncia in Procura - per quella lite pre-parto avrebbe subìto l’asportazione dell’utero, ed il bimbo venuto alla luce due arresti cardiaci con probabili conseguenze cerebrali. Nesso di casualità, quello preso in ipotesi dal magistrato che ha aperto l’inchiesta, smentito dal primario del reparto, Domenico Granese, che ha dichiarato che quanto accaduto successivamente alla partoriente ed al nascituro sarebbe comunque avvenuto, a prescindere dall’inconcepibile comportamento dei due medici venuti alle mani, comunque sospesi a seguito di provvedimento interno dell’azienda universitaria. Ma se nesso esiste o meno saranno gli accertamenti disposti dalla Procura a stabilirlo. Intanto, questa mattina, i carabinieri della Compagnia Messina Sud hanno ultimato l’acquisizione della documentazione relativa alla degenza della signora Salpietro. Al momento, i medici indagati sono Antonio De Vivo e Vincenzo Benedetto, i due in lite, Domenico Granese, il primario del reparto, Vittorio Palamara e Alfredo Mancuso, i due ginecologi che hanno effettuato il cesareo sulla paziente. DA 98cento.it

POLICLINICO DI MESSINA NELLA BUFERA: «Voglio vedere mio figlio». E il marito le porta un filmino. Laura Salpietro: loro litigavano e io ho pensato di morire

MESSINA — «Ho pensato di morire, anzi i medici me lo hanno detto in faccia subito dopo il parto: “Signora, deve tornare subito in sala operatoria: se non interveniamo immediatamente asportando l’utero lei rischia di morire”». Per Laura Salpietro è stato il secondo, terribile, trauma dopo la furiosa lite tra il suo ginecologo di fiducia e il collega di guardia in ospedale: «Mentre li sentivo litigare mi guardavo attorno e mi chiedevo: ma dove sono finita?». La rissa è scoppiata proprio ai piedi del suo letto per poi proseguire nella stanza accanto mentre lei era in preda agli effetti del gel per stimolare le contrazioni di quello che in principio doveva essere un parto naturale. «Mi ha raccontato che mentre i medici litigavano lei ha cominciato a vomitare — spiega il marito —, per il resto non posso aggiungere altro di quel che è successo in quei momenti. Mia moglie lo ha riferito ai carabinieri e c’è un’indagine in corso». E anche questo sarà un calvario. Dopo la lite, l’ansia per il bambino, l’emorragia e l’asportazione dell’utero, ora Laura sarà il principale teste della sua odissea.
I MAGISTRATI - Il magistrato ha deciso di prender tempo ma nei prossimi giorni la ascolterà per capire cos’è successo tra i due medici che si dovevano prendere cura di lei e del suo bambino. E tutto ciò la rende inquieta e quasi impaurita. Come se si sentisse ancora prigioniera di quell’enorme ospedale che non è stato in grado di garantirle la semplice gioia di un parto normale. «Penso a mia sorella — ha detto al marito —, lei vive a Milano e ha partorito appena un settimana fa. Un parto cesareo: dopo qualche giorno era già a casa. Tutto felice e regolare. Perché qui da noi non è possibile?».
ANSIE - Laura è sopraffatta da tante ansie ed interrogativi al secondo piano del reparto di Ostetricia del Policlinico. «È avvilita — spiega il marito —, si sente una donna deturpata per l’asportazione dell’utero. Non riesce proprio ad accettare l’idea che non potremo avere altri bambini. E questo ad appena 30 anni». La sua è la prima stanza del corridoio ma è anche l’unica dove non si respira aria di festa. A sbarrare il passo ai curiosi c’è un piccolo servizio d’ordine fatto di mamma, sorella, zii ed amici. Dalla stanza filtra solo l’immagine di una donna minuta con uno scomposto casco di capelli biondi e gli occhi vispi.
TELEFONINO - «Voglio vedere mio figlio» continua a ripetere a chiunque le si avvicini. E il marito cerca di accontentarla come può. Ieri a mezzogiorno le ha portato le foto ed un filmato fatti col telefonino. Si vede un neonato pacioccone che non sembra avere i problemi di cui si preoccupano i medici. Pesa 3 chili e trecento grammi e farebbe la felicità di qualunque mamma. Eppure appena Laura vede entrare il marito con le foto, afferra il telefono ma lo caccia via in malo modo. «È in una fase difficile e sta scaricando su di me tutta la sua rabbia — spiega Matteo —, ce l’ha con me perché mi ritiene responsabile di tutto il clamore dato alla vicenda. Non ha ancora capito che se non avessi chiamato subito i carabinieri sarebbero morti sia lei che il bambino. E anche con i carabinieri ho dovuto gridare: venite immediatamente altrimenti sto per commettere un duplice omicidio. Solo grazie a ciò che ho fatto si sono messi tutti in riga. Anche lei prima o poi lo capirà». Laura alterna scatti di rabbia a lunghi silenzi. Non riesce a trovare risposte a troppe domande. Prima di entrare in ospedale era una donna sanissima e piena di interessi. Laureata con 110 e lode in Scienze della formazione, si è sempre impegnata nel volontariato assistendo bambini difficili e ragazze madri proprio all’interno del Policlinico. Mai un problema di salute ed è stata in piena attività fino al sesto mese di gravidanza. «Ora i medici dicono che hanno dovuto asportare l’utero perché c’era un problema di coagulazione del sangue ma due anni fa era stata operata di peritonite in anestesia totale — racconta il marito —. Se c’erano problemi di coagulazione perché quella volta è andato tutto bene ed è stata dimessa dopo pochi giorni?».
INVESTIGATORE PRIVATO - Matteo fa l’investigatore privato e nello «scavare alla ricerca della verità» si sente un «addetto ai lavori». Ma il pensiero fisso di Laura è altrove. È tutto per il suo bambino, l’unico che le può ridare un briciolo di serenità: «Non vedo l’ora di stringerlo forte al petto, il mio piccolo Antonio».
Alfio Sciacca

LITE AL POLICLINICO DI MESSINA: SOSPESO ANCHE IL DIRETTORE DI GINECOLOGIA DOMENICO GRANESE

Nel corso della conferenza stampa è stato ufficializzato il provvedimento di sospensione nei confronti del direttore del Reparto di Ginecoligia, Ostetricia e Neonatologia, prof. Domenico Granese.

LITE IN SALA PARTO AL POLICLINICO: Messina, il ministro visita la puerpera: «Chiedo scusa per quello che è successo». Ferruccio Fazio: «In Sicilia e Campania troppi cesarei»

MILANO - Il ministro della Salute Ferruccio Fazio a Messina, nel Policlinico della lite tra medici: «Chiedo scusa alla signora e alla famiglia a nome dei medici e della Sanità per quello che è successo, e lo dico da medico». Lo ha affermato il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, in visita al Policlinico di Messina, dopo aver incontrato Laura Salpietro, la puerpera che ha partorito mentre due medici litigavano in sala parto. «La mia è stata una visita di solidarietà alla signora, al piccolo Antonio e a suo marito - ha aggiunto Fazio -. Ho trovato la signora bene. Ho cercato di darle parole di speranza e soprattutto ho cercato di ribadirle che le istituzioni sono vicine a lei e alla sua famiglia in questo momento».
TROPPI CESAREI - Nel corso della sua visita, il ministro non ha promosso atti ufficiali. E ai giornalisti si è limitato a fornire alcune significative annotazioni statistiche: «Non sono qui per fare nessun tipo di indagine. Secondo me i nessi non so neanche quanto siano importanti. E questo è il primo aspetto. Il secondo aspetto è che se succede qualcosa è anche perché succede in un contesto particolare. Qua stiamo parlando di parti, la media Ocse accettabile per numero di parti cesarei è non oltre il 25 per cento. In Italia siamo al 28. Ricordo che regioni come la Lombardia, Toscana, Veneto, Emilia Romagna sono sotto il 30 per cento. Ricordo che nel 2009 la Sicilia è al 52 per cento, la Campania è oltre il 60 per cento». Fazio però ha avuto un confronto con l’assessore regionale siciliano alla Sanità: «Devo dire che l’assessore Russo - ha aggiunto - ha emanato dei provvedimenti proprio per ridurre questo fenomeno. La proliferazione dei cesarei può essere anche dovuta a forme di non trasparenza. Ho parlato ieri della necessità di non lucrare nel settore delicato della sanità».