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INGIURIA AGGRAVATA NEI CONFRONTI DI ADOLFO PARMALIANA: CONDANNATO AL PAGAMENTO DI 20 MILA EURO IL SINDACO DI TERME VIGLIATORE BARTOLO CIPRIANO

Adolfo Parmaliana

ADOLFO PARMALIANA

Il sindaco di Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano è stato condannato dal giudice monocratico del Tribunale di Barcellona, Maria Celi al pagamento di 20 mila euro, perché riconosciuto responsabile agli effetti civili di ingiuria aggravata nei confronti del prof Adolfo Parmaliana, il docente universitario di chimica industriale che condusse alcune battaglie contro l’illegalità, contribuendo con le sue lotte allo scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Terme Vigliatore. Scioglimento che fu deciso il 22 dicembre del 2005 con decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Per effetto della sentenza emessa dal tribunale di Barcellona, il sindaco Cipriano dovrà pagare 20 mila euro, a titolo di risarcimento dei danni morali agli eredi del docente. La vicenda giudiziaria che ha generato la sentenza di condanna del giudice monocratico risale alla primavera del 2002, a conclusione della campagna elettorale delle amministrative di Terme Vigliatore. In quella occasione Bartolo Cipriano che appoggiava la candidatura di Gennaro Nicolò, durante il comizio di chiusura del 24 maggio del 2002, avrebbe pronunciato frasi ingiuriose contro l’altro candidato a sindaco, il prof. Adolfo Parmaliana, offendendo il docente con gravi affermazioni facenti riferimento all’attività accademica svolta al dipartimento di chimica industriale dell’Università di Messina. La sentenza di condanna è stata emessa in riforma della precedente decisione del giudice di pace Maria Riili che in primo grado, il 20 novembre del 2007, aveva assolto Cipriano dal reato penale. La sentenza, ritenuta errata nelle conclusioni dallo stesso prof. Parmaliana, fu oggetto di ricorso in appello tanto che i familiari del docente si sono costituiti parte civile con gli avvocati Fabio Repici e Mariella Cicero. Cipriano è stato inoltre condannato a pagare alla parte civile anche 2.250 euro per le spese dei due gradi di giudizio. (l.o.)

QUESTA MATTINA IL BLITZ A REGGIO CALABRIA: Le cosche contro le mosse del Pg Di Landro. “Per questo misero la bomba a Reggio”. 22 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE. QUEI CONTRASTI CON IL GIUDICE FRANCESCO NERI…

REGGIO CALABRIA - Sarebbe stato legato ai contrasti interni all’ufficio il movente dell’attentato fatto il 3 gennaio scorso a Reggio Calabria contro la sede della Procura generale. Dall’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro è emerso infatti che l’attentato sarebbe da ricondurre ad una reazione della cosca Serraino dopo che il procuratore generale Salvatore Di Landro, poco dopo il suo insediamento, avvenuto nel novembre del 2009, aveva deciso di revocare alcuni fascicoli processuali al sostituto Francesco Neri. A quattro degli indagati arrestati nell’operazione di oggi contro la cosca della ‘ndrangheta (in tutto le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono 22) i carabinieri hanno notificato un’informazione di garanzia perchè indagati nell’attentato. L’accusa ipotizzata nei confronti dei quattro indagati è di avere organizzato ed eseguito l’attentato. “Quanto sta emergendo conferma le ipotesi che erano state fatte nell’immediatezza in merito al movente dell’attentato del 3 gennaio contro la Procura generale”, dice Di Landro commentando le informazioni di garanzia notificate a quattro affiliati alla cosca Serraino per attentato e l’ipotesi che l’episodio si collegherebbe ai contrasti col sostituto procuratore generale Francesco Neri. “Si tratta di congetture - ha aggiunto Di Landro - che furono fatte non soltanto da me, ma anche dai partecipanti ad una riunione di coordinamento in Prefettura. Frutto, dunque, di una riflessione collegiale. Congetture che riguardavano i contrasti all’interno dell’ufficio, con particolare riferimento alla sostituzione del rappresentante della pubblica accusa nel processo d’appello per l’omicidio della guardia giurata Luigi Rende”.

‘NDRANGHETA: SERRAINO, PRESI AUTORI ATTENTATO A GIORNALISTA
Ci sono anche i responsabili dell’intimidazione compiuta a Reggio Calabria contro il giornalista Antonino Monteleone tra le 22 persone coinvolte nell’operazione fatta a Reggio Calabria contro la cosca Serraino della ‘ndrangheta. L’operazione, denominata «Epilogo», ha consentito di individuare, secondo quanto hanno riferito i carabinieri, una componente organica della cosca Serraino, operante nel quartiere San Sperato di Reggio Calabria e nel comune di Cardeto (Reggio Calabria), di definirne gli interessi criminali e di fare luce su alcuni fatti delittuosi compiuti sul territorio. E tra questi c’è l’intimidazione compiuta il 5 febbraio scorso ai danni di Antonino Monteleone, al quale fu incendiata l’automobile, parcheggiata nei pressi della sua abitazione. (ANSA)

PONTE SULLO STRETTO, I SAGGI GEOGNOSTICI ALL’INTERNO DEI DUE COMPLESSI RESIDENZIALI A TORRE FARO: RITIRATO IL RICORSO, I LAVORI SI DOVREBBERO CONCLUDERE TRA 10 GIORNI. SABATO IL CORTEO

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Le trivelle del ponte sullo Stretto possono completare i saggi geognostici all’interno dei complessi residenziali “Due Torri” e “Torre Faro”, a Messina, a patto che rispettino il termine di 20 giorrni garantito dall’ad della Stretto di Messina Pietro Ciucci. Il legale dei condomini della zona, Carmelo Briguglio, ha ritirato il ricorso al Tribunale Civile e che doveva essere discusso ieri. I due cantieri per i carotaggi erano stati impiantati tra il 23 ed il 24 settembre ed i saggi dovrebbero concludersi in appena 10 giorni. Intanto il Comitato «No Ponte» ha presentato la manifestazione che si svolgerà sabato per chiedere che i soldi destinati dal Governo per quella che ritengono «una megaopera inutile» vengano invece destinati per mettere in sicurezza il territorio. Un corteo partirà alle 16 da piazza Cairoli ed atraverserà le principali vie del centro fino a piazza Unione Europea, sede del Palazzo Municipale. Alla manifestazione parteciperanno anche i Comitati de L’Aquila e di altre zone del Mezzogiorno e della Sicilia per chiedere investimenti strutturali per il Sud come il potenziamento del trasporto marittimo e ferroviario.

TERME VIGLIATORE: Erano in ufficio solo sulla… carta. Dipendenti comunali a giudizio l’8 aprile. La tentata truffa contestata anche a due dirigenti

Il sostituto procuratore Michele Martorelli ha citato in giudizio, il prossimo 8 aprile davanti al Tribunale di Barcellona, sei dipendenti del Comune di Terme Vigliatore, tra dirigenti comunali e semplici impiegati, a seguito del blitz portato a termine dalla Guardia di finanza della Tenenza di Barcellona, messo in atto la mattinata del 26 aprile dello scorso anno in occasione dello straordinario elettorale disposto dalla Prefettura. Il magistrato inquirente che ha disposto a suo tempo il rinvio a giudizio ha già fatto notificare agli impiegati e ai dirigenti indagati, ai quali si contesta l’ipotesi di reato di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato, sei diversi avvisi di garanzia. Il blitz della Guardia di finanza scattò in una mattinata di domenica, il 26 aprile appunto, quando i sei dipendenti incaricati di effettuare lavoro straordinario in vista delle elezioni avrebbero dovuto essere presenti in municipio in preparazione delle operazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento Europeo. Al momento dell’ingresso in municipio - bloccate le porte - i finanzieri intervenuti al comando del tenente Pasquale Danese, già comandante della Tenenza di Barcellona, trovarono solo 11 dipendenti, mentre all’appello tra coloro che puntualmente al mattino alle 8 precise avevano passato la tessera magnetica al lettore ottico dell’orologio elettronico mancavano ben sei impiegati. I sei furono denunciati e per loro adesso - dopo l’avviso di garanzia - è arrivato il decreto che dispone il giudizio per l’8 aprile del prossimo anno. Si tratta del dirigente dell’area culturale Tindaro Porcino, 59 anni, di Barcellona; del dirigente dell’ufficio tecnico Vincenzo Torre, 57 anni. Degli impiegati Domenica Rao, 56 anni, residente a Tonnarella; Anna Maria De Mento 51 anni, di Terme; Antonina Murabito, 53 anni, e Carmelo Rizzo, 57 anni, entrambi di Terme Vigliatore. Tutti i sei imputati devono rispondere del reato di tentata truffa perché, secondo l’accusa, al fine di trarne un profitto avrebbero tentato di ingannare il Comune di Terme per ottenere il pagamento delle ore straordinarie per le elezioni europee, attestando falsamente la presenza in ufficio, mentre invece si sarebbero assentati per ore. A differenza di quanto avvenuto al Comune di Barcellona per l’analoga inchiesta, a Terme Vigliatore sono stati indagati anche i dirigenti comunali responsabili delle aree amministrative che non possono aggirare l’obbligo della presenza in ufficio. Appuntamento, dunque, il prossimo 8 aprile al tribunale di Barcellona. Leonardo Orlando - GDS

MESSINA, MANIFESTAZIONE PRECARI DEL 12 SETTEMBRE: DENUNCIATI 25 ANARCHICI PER INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO

Sono stati denunciati, con l’accusa di interruzione di pubblico servizio, i 25 anarchici che, durante la manifestazione dei precari del 12 settembre, hanno occupato i binari della Stazione Centrale causando, per circa un’ora, il parziale blocco della circolazione ferroviaria. L’attività investigativa effettuata dalla Digos con la collaborazione del personale della Polizia Ferroviaria, ha consentito di individuare, tra il gruppo di manifestanti, gli anarchici anche grazie alle riprese della Polizia Scientifica. Oggi i loro nomi sono stati comunicati alla Procura della Repubblica che procederà nei loro confronti.

L’INTERVENTO DI ANTONIO DI PIETRO OGGI ALLA CAMERA CONTRO IL PREMIER SILVIO BERLUSCONI. ‘BERLUSCONI E’ UNO STUPRATORE DELLA DEMOCRAZIA’

ll leader di Italia dei Valori, nella replica alla Camera, critica duramente il presidente del Consiglio, accusandolo di aver emanato soltanto leggi ad personam in difesa dei suoi interessi e per sfuggire alla giustizia, assieme alla sua cricca”. L’ex pm definisce Berlusconi “stupratore della democrazia” e il presidente della Camera Gianfranco Fini richiama Di Pietro, invitandolo a “usare un linguaggio più consono”. I deputati Pdl lasciano la Camera.