Anquetil, Ocana, Fuente, Gimondi, Merckx, Hinault, Zoetemelk, Rominger, Jalabert, Olano, Ullrich, Heras, Menchov, Vinokourov, Contador, Valverde: nell’ultimo mezzo secolo questi sono i nomi che hanno inchiostrato lo stellare albo d’oro della Vuelta (curiosità : il mitico Miguel Indurain non l’ha mai vinta). Accanto al numero 2010 c’è da ieri anche Vincenzo Nibali, quinto italiano della storia ad aggiudicarsi la corsa spagnola dopo Angelo Conterno (1956), Felice Gimondi (1968), Giovanni Battaglin (1981) e Marco Giovannetti (1990). A distanza di vent’anni, il tricolore è tornato a sventolare alto in Plaza de Cibeles grazie ad un 25enne dal talento purissimo che con il suo volto pulito sta rilanciando uno sport troppe volte nella bufera. Nibali è la cartolina più brillante del ciclismo di oggi, un campione “normale”, capace di trionfare in una corsa lunga, prestigiosa e dura senza vincere neppure una tappa. Con la forza delle gambe e della testa e un’intelligenza tattica da manuale, ha messo in fila avversari di valore assoluto come Sastre, i due Schleck, Menchov, Arroyo (secondo all’ultimo Giro) senza dimenticare gli altri eccellenti corridori che hanno preso il via: Cancellara, Gilbert, Freire, lo stesso Pozzato, tutti comunque con la testa al Mondiale che si corre il 3 ottobre a Melbourne. Sgretolata giorno dopo giorno la più autorevole concorrenza, Nibali si è trovato a lottare con tre spagnoli di secondo piano diventati eroi quasi per caso. Una caduta e tanta sfortuna hanno messo fuori causa Igor Anton; il presuntuoso “Purito” Rodriguez, che aveva a lungo sognato, è stato distrutto a cronometro dall’alfiere Liquigas mentre l’ultimo rivale Ezequiel Mosquera - sorretto dall’entusiasmo di tutta una nazione - è andato a sbattere, nella tappa decisiva sulla lunare Bola del Mundo, contro la solidità e la forma strepitosa dello “Squalo dello Stretto”, autore al traguardo di un gesto di grande classe per omaggiare un avversario leale. Vincenzo Nibali è l’orgoglio di Messina, un simbolo da amare in una città dalle mille contraddizioni e da anni priva di realtà sportive di alto livello dopo aver solo “assaggiato”, prima di perderle senza lottare o tra l’indifferenza, la serie A di calcio, di basket maschile e femminile, di pallavolo femminile, di pallanuoto e pallamano maschile. Rimpiangiamo troppo quei tempi, ma possiamo sicuramente gioire per i figli migliori di questa terra che grazie al sacrificio, al coraggio e all’umiltà si sono affermati, ieri e oggi, nel mondo seguendo l’ideale spirito olimpico. Vincenzo Nibali ad appena 25 anni fa il suo trionfale ingresso nella storia del ciclismo e l’incoronazione di Madrid è l’immagine che questa città dovrà portarsi dentro per provare a diventare presto più bella.





Lascia un commento >