Tre le proposte presentate all’Ufficio programmi complessi del Comune per far splendere di nuovo il Pilone di Torre Faro, pregevole elemento di architettura industriale che ha captato l’interesse di una docente dell’Università di Innsbruck, Wittfrida Mitterer. È di pochi giorni fa infatti la notizia secondo cui una Onlus, “Curatorium beni tecnici culturali” (società che da vent’anni si occupa in tutta Europa del recupero dei siti e delle più significative emergenze architettoniche dell’archeologia industriale), ha appunto manifestato interesse per il nostro Pilone, prospettando un intervento di riqualificazione che sostituisse il vecchio impianto di illuminazione con uno a led alimentato dal fotovoltaico. Così il Comune ha deciso di pubblicare un avviso di gara proprio per la realizzazione di questi due impianti, unico modo per accogliere la richiesta della onlus, brevissimi tempi per chi volesse partecipare: dieci giorni, scadenza lo scorso 8 settembre. E venerdì sono state aperte le buste, come spiegano il responsabile del procedimento, l’ing. Salvatore Saglimbeni, e l’ing. Caminiti, incontrati a bordo della nave Vestfold che ieri ha ospitato un convegno sulle energie rinnovabili (ne riferiamo a pagina 31). Oltre alla Onlus “Curatorium beni tecnici culturali” che ha immaginato un sistema che oltre a coprire i costi di manutenzione e di consumo dell’impianto di illuminazione garantirebbe anche le necessarie risorse per assicurare gli interventi di manutenzione e valorizzazione della struttura, per un progetto in cui la società conta di investire complessivamente circa 400 mila euro, somme che verrebbero presto recuperate grazie al ritorno economico dell’impianto fotovoltaico e alle altre iniziative collegate, altri due sono i partecipanti. Il “Gruppo siciliano croceristi”, a cui hanno preso parte anche agenzie di viaggio della città , che punta sempre su illuminazione a led e fotovoltaico e la società “Eone 5″, una cooperativa che ha proposto un intervento di 500 mila euro che oltre al led prevede l’utilizzo di un impianto che sfrutterebbe energia mini-eolica. Il Comune comunque non dovrebbe sborsare un euro e in più ci sarebbe un beneficio di immagine per la comunità , visto che il nuovo impianto di illuminazione avrebbe un bassissimo impatto energetico-ambientale rispetto all’attuale. E un enorme ritorno di immagine avrebbe anche la società alla quale verrebbe affidato l’intervento. La forma scelta dal Comune però è la sponsorizzazione mentre nelle altre due proposte presentate, come riferisce l’ingegnere responsabile del procedimento, vi erano degli interventi che travalicavano la sponsorizzazione, prevedendo anche dei progetti per ottenere introiti dalla gestione, come la realizzazione di visite guidate. «L’idea adesso è di convocare i soggetti che hanno presentato richiesta di partecipazione – spiega l’ing. Saglimbeni – per cercare di trovare la via più semplice alla sponsorizzazione. Il Comune intanto aveva già in cantiere un progetto per la sostituzione dell’impianto di illuminazione tradizionale con uno a led, che – aggiunge Saglimbeni – comporterebbe un enorme risparmio nei costi di gestione». Da 50 mila euro annui a meno di 2 mila. Elisabetta Reale - GDS
Energie rinnovabili, un’esaltante sfida per privilegiare la bioarchitettura. Sole, mare geotermia ancora poco sfruttati. Un progetto per illuminare con led il Pilone
Una sfida da vincere per un futuro che sfrutti al meglio le energie rinnovabili e migliori la qualità della vita. Il convegno “Dallo Stretto una sfida energetica verso il ponte della Bioarchitettura” evento internazionale che ieri ha consentito di fare il punto sullo stato dell’arte di applicazioni eco-compatibili, per comprendere e acquisire strumenti di orientamento nell’ambito dei processi in atto e verificare nel concreto praticabilità e progettualità a livello locale dell’applicazione di tali tecnologie, per traghettare la società , come recita il sottotitolo del simposio, verso la cultura dei materiali e delle fonti rinnovabili ad alta efficienza economica e a basso impatto ambientale. L’importante momento di confronto tra professionisti privati e tecnici delle amministrazioni pubbliche, ha avuto anche una location particolare, ospitato a bordo della nave Vestfold, che ha fatto la spola tra Messina e Villa San Giovanni per tutta la durata dei lavori. Il convegno è stato organizato da Kuratorium per i Beni tecnici culturali e bioarchitettura con il supporto scientifico dell’Università di Innsbruck, la Libera Università Maria Santissima Assunta (Lumsa) di Roma, il supporto di numerosi sponsor e la collaborazione del Comune di Messina e di società di bioarchitettura. Numerosi gli interventi proposti, che hanno visto alternarsi docenti di fama internazionale, esperti del settore, imprenditori, per un eventoche, per la prima volta in Italia ha affrontato in modo chiaro e lineare e con voci eterogenee uno dei temi che sta più a cuore al dibattito internazionale, cercando di fornire indicazioni concrete. Oggi è possibile produrre energia sfruttando sole, vento, geotermia, fonti energetiche alternative, attraverso impianti ad alto rendimento e facile applicazione, risparmiare nella bolletta utilizzando materiali costruttivi biocompatibili. Ieri sono stati forniti importanti dati in merito nel dibattito condotto dalla prof. Witti Mitterer, docente di Innsbruck a capo della Onlus che ha organizzato il convegno e ha lanciato la proposta di illuminare a led il Pilone di Torre Faro; presenti tra gli altri l’assessore comunale ai Lavori pubblici Gianfranco Scoglio, il presidente dei costruttori calabresi Francesco Cava e il presidente di Confindustria Messina Ivo Blandina. La prof Mitterer ha posto l’accento sull’importanza del luogo che ha ospitato l’evento, lo Stretto diMessina, dove vento e sole, sono poco sfruttati e ha esortato il territorio a partire da questa considerazione per promuovere uno sviluppo eco-sostenibile e rinnovabile. Poi i contributi: Monica Schultz, ha parlato di sistemi complessi di ambito di climatizzazioni; e le esperienze degli architetti Piero Svegliado di Padova, Giorgio Faraci di Palermo; dei progettisti Helmut Profanter e Giuseppe Ottiaviani; degli ingegneri Paolo Migliavacca di Milano, Francesco Di Renzo di Siena, Cristian Cavazzuti di Lugano, Gianluca Fochesato di Roma, Anna Giordano del Wwf, Nicola Brianti dell’agenzia provinciale dell’energia di Messina che ha parlato di green economy facendo riferimenti a progetti in atto nella provincia peloritana che sta investendo nel rinnovabile in 25 comuni e ancora l’ing. Rosario D’Andrea che ha illustrato l’intervento di installazioni di pannelli fotovoltaici nella sede del quotidiano Gazzetta del Sud; l’ing. Gianni Silvestrini. In serata l’inaugurazione della prima power-station microeolica nel porticciolo Marina del Nettuno e la performance “Bom Vento” del gruppo musicale M.P.B. project presentato da Gabriella Ilardo.





Lascia un commento >