Un incontro «sereno» durato più di un’ora, in cui sono stati analizzati tutti i problemi sul tappeto. Il direttore generale del Policlinico di Messina Giuseppe Pecoraro ha incontrato ieri pomeriggio l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo, dopo il caso della “lite” tra medici e le vicende di malasanità emerse in questi giorni e che hanno indotto il ministro della Salute Ferruccio Fazio a inviare i carabinieri del Nas, i quali hanno accertato «gravi e pericolose carenze». E il dg Pecoraro non si sente affatto messo in discussione, anzi assicura: «Continuerò il mio lavoro con la determinazione di sempre, perché sono convinto di poter contare su tanti che in città hanno reale voglia di cambiamento. L’assessore ha preso atto sia di quanto rilevato dai Nas sia delle iniziative già assunte dall’azienda, sollecitandomi a responsabilizzare tutti gli operatori a essere partecipi del processo di cambiamento già avviato». Pecoraro ha consegnato all’assessore Russo i verbali relativi all’ispezione dei Nas di mercoledì. I rilievi, spiega, «attengono soprattutto a problemi di manutenzione ordinaria dei reparti e solo in qualche caso sono di natura strutturale, logistica e organizzativa. Di nessun reparto è stata disposta la chiusura, pertanto l’attività del Policlinico va avanti senza alcuna limitazione o interruzione». Il manager continua: «I rilievi dei Nas sono sicuramente importanti, tanto è vero che già da qualche mese avevamo individuato le carenze segnalate e di conseguenza avevamo avviato tutte le iniziative necessarie» ed erano stati aggiudicati lavori per circa 2 milioni di euro. Il dirigente, infine, fa un accenno anche alle accuse da lui lanciate in questi giorni in ordine alle resistenze ai cambiamenti che intendeva avviare, a certe prassi anomale, alle pressioni da parte di interessi, persino della massoneria: «Relativamente alle mie affermazioni che hanno suscitato tanto scalpore e tante reazioni – assicura –, preciso che ho informato le autorità competenti sui fatti che volta per volta ho ritenuto potessero essere di particolare interesse per la magistratura. Inoltre voglio rassicurare il preside della facoltà che continuerò il mio lavoro con la determinazione di sempre, perché sono convinto di poter contare su tanti che in città hanno reale voglia di cambiamento». Intanto ieri sul fronte dell’inchiesta aperta dalla Procura di Messina sulla “rissa” tra i medici Benedetto e De Vivo, che vede indagate cinque persone, è stata nuovamente sentita dai carabinieri Laura Salpietro, la puerpera che ha avuto complicazioni dopo la lite scoppiata in sala parto. Il legale della donna, l’avvocato Flavia Buzzanca, che ieri si è recata nuovamente a Palazzo di Giustizia per depositare altri atti e la nomina del consulente di parte, ha spiegato che la sua assistita ha presentato un’integrazione della denuncia fatta nei giorni scorsi. «La mia cliente e il figlio – ha detto l’avvocato Buzzanca –, non stanno ancora bene. Il bambino è in Terapia intensiva neonatale, dovrà passare tempo hanno spiegato i medici prima di capire se ha avuto danni neurologici». E il “caso Messina” è ormai sul tavolo dell’assessore regionale per la Salute Massimo Russo. Oggi terrà una conferenza stampa, alle 9.30, all’assessorato di piazza Ottavio Ziino, a Palermo, dopo gli sconcertanti avvenimenti che nel giro di una settimana hanno riguardato il Policlinico. «Una serie di episodi che hanno gettato grave discredito sull’immagine del sistema sanitario siciliano – ha detto l’assessore Russo –, a cui ha fatto seguito il rapporto dei Nas che nel corso della loro ispezione di ieri hanno rilevato gravi carenze igieniche, sanitarie e strutturali». Intanto si è formalmente conclusa ieri l’ispezione dei carabinieri del Nas al Policlinico di Messina. Gli investigatori adesso vaglieranno i documenti acquisiti. Il controllo è stato eseguito da 30 militari dell’Arma guidati dal comandante del gruppo dei carabinieri del Nas dell’Italia meridionale, il tenente colonnello Ernesto Di Gregorio. Da fonti investigative si apprende poi che il lavoro di preparazione della relazione finale non sarà breve. Copia del documento sarà poi trasmesso per conoscenza alla Procura di Messina. Ieri nuova dichiarazione del dott. De Vivo, uno dei due medici coinvolti nella “rissa”: «Non sono ancora stato chiamato dai magistrati, e non so quando verrò interrogato, ma confido nella magistratura. Anche oggi – ha aggiunto De Vivo – sono venuto per accompagnare alcune delle mie pazienti che devono partorire con il cesareo al Policlinico, però non varco la soglia nel reparto. Dopo tredici anni, da quando ho terminato la specializzazione non posso entrare dove ho lavorato. Sono molto dispiaciuto – ha concluso il ginecologo – anche perché nessuno da parte delle istituzioni del policlinico e dell’Università si è fatto sentire con me solo tanti miei colleghi e pazienti mi hanno espresso la loro solidarietà ». NUCCIO ANSELMO - GDS






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