Interrogatori di garanzia questa mattina per le persone coinvolte nell’operazione “Eolo” che ha portato venerdì scorso agli arresti domiciliari del sindaco di Raccuja, Cono Damiano Salpietro e degli imprenditori Giuseppe Astone di Ucria e Michele Tripoli di Raccuja. La parola passa ora ad indagati e difensori che hanno già avviato iniziative per chiedere la revoca dei provvedimenti restrittivi firmati dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Patti. Già oggi l’avvocato Giuseppe Mancuso, difensore dell’imprenditore Giuseppe Astone, chiederà la revoca degli arresti domiciliari e presenterà al gip Onofrio Laudadio la lettera di dimissione di Astone da amministratore unico e socio della ditta omonima. Un atto che servirà a dimostrare che non esistono più le esigenze cautelari legate al pericolo che l’indagato possa continuare a commettere il reato. Nello stesso tempo scatterà la richiesta di revoca del sequestro preventivo dei beni consistenti in questo caso in quote azionarie della società . Richiesta di revoca direttamente al Tribunale del Riesame è stata inoltrata dal difensore di Tripoli e di altri imprenditori indagati, l’avvocato Alessandro Pruiti, che sostiene invece una tesi che tende a demolire il capo di imputazione di concussione. Non trapela nulla invece sulla posizione del sindaco Cono Damiano Salpietro che oggi verrà sentito dal gip assistito da un nuovo difensore, l’avvocato Carmelo Occhiuto, che deciderà sul da farsi solo dopo l’interrogatorio. Sul fronte delle indagini intanto si apprendono ulteriori particolari sull’impianto accusatorio messo in piedi dai carabinieri della Compagnia di Patti e dagli agenti del Commissariato di Capo d’Orlando sotto la direzione del procuratore capo Rosa Raffa. Particolare attenzione concentrata sul contenuto di una lunga registrazione consegnata agli inquirenti da Tindaro Marino, l’imprenditore di Gioiosa Marea estromesso dal subappalto dei lavori di movimento terra per la realizzazione di un campo eolico a Raccuja. L’imprenditore scopriva che la società che doveva realizzare l’opera aveva deciso di affidare i lavori alla ditta Astone di Ucria e denunciava di aver appreso che tutto ciò era avvenuto sotto forti ingerenze e pressioni anche di natura politica da parte del sindaco Salpietro. A sostegno di questa accusa ha depositato una registrazione di un colloquio avvenuto con altri imprenditori che commentano le pressioni operate dal sindaco di Raccuja per favorire il subentro della ditta Astone. Quest’ultima avrebbe fatto solo prestanome per il successivo trasferimento dei lavori alla ditta M.T.P., la quale non aveva i requisiti tecnici e finanziari per potere contrattare ufficialmente la realizzazione delle opere. Una registrazione che dimostrerebbe come l’unico motivo di esclusione delle altre ditte dipendesse esclusivamente dalle forti ingerenze del sindaco Salpietro il quale avrebbe minacciato che in caso di esclusione delle ditte locali dai lavori il Comune avrebbe fatto ostracismo nei limiti della legalità . Il gip del Tribunale di Patti, Onofrio Laudadio, nel motivare i provvedimenti restrittivi, sostiene «che il sodalizio criminoso creatosi in occasione della gestione dell’ “affare eolico” desta particolare allarme, mostrandosi in grado di aggredire le potenziali risorse destinate allo sviluppo dell’asfittica economia locale, dirottando le stesse in favore dei soli appartenenti alla cerchia dei prossimi congiunti o dei sostenitori politici». Santino Franchina - GDS





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