Sono stati sentiti ieri dal gip di Patti i tre indagati dell’operazione “Eolo” che si trovano agli arresti domiciliari. Si tratta del sindaco di Raccuja di Cono Damiano Salpietro e degli imprenditori Michele Tripoli e Giuseppe Astone. Come preannunciato tutti hanno chiesto al gip Onofrio Laudadio la revoca delle misure restrittive disposte su richiesta della Procura della Repubblica di Patti. La richiesta è stata ribadita ieri dai difensori nel corso degli interrogatori di garanzia e le motivazioni a sostegno delle stesse revoche si differenziano secondo la posizione dei vari indagati. Primo ad essere sentito è stato il sindaco di Raccuja Salpietro, difeso dall’avvocato Carmelo Occhiuto, che ha depositato anche della documentazione tendente a dimostrare la mancanza di gravi indizi di colpevolezza al fine di sostenere la richiesta di revoca degli arresti domiciliari e in subordine solo la misura di interdizione dalla carica. Il sindaco ha ribadito di essersi limitato ad indicare un elenco delle ditte esistenti a Raccuja chiedendo il rispetto della convenzione che prevedeva l’utilizzo di imprese e manodopera locale per realizzare i lavori del parco eolico alla stregua di quanto è avvenuto anche negli altri comuni. Da quel momento non avrebbe più seguito l’iter per l’affidamento dei lavori. Ciò per provare che il primo cittadino ha operato per fini leciti, ma il gip a questo proposito nella sua ordinanza aveva già sottolineato che anche questa condotta integra gli estremi di reato perchè il sindaco avrebbe abusato della propria qualità , formulando delle pressioni nei confronti delle vittime, anziché ricorrere alla tutela giurisdizionale qualora ce ne fossero le condizioni. Più delicata sembra la posizione di Salpietro per l’altro capo d’imputazione che lo vede indagato assieme al fratello Carmelo. Si tratta sempre di un caso di concussione per aver determinato, con motivazioni ritenute dagli inquirenti pretestuose, lo spostamento di un aereogeneratore sul terreno di proprietà della cognata causando un aggravio di spese all’impresa e un vantaggio economico alla congiunta consistente nella percezione dei canoni di affitto che in qualche caso ammontano a 5000 euro l’anno con vincoli trentennali. In questo caso il sindaco ha affermato di non aver mai saputo di chi fossero i terreni interessati dai lavori. Diversa la strategia difensiva per l’imprenditore di Ucria Giuseppe Astone, amministratore unico della Astone costruzioni, che ha consegnato al gip una copia delle dimissioni che lo svincolano ufficialmente dalla gestione della società . Un atto chiaramente finalizzato a dimostrare che non vi sarebbero più a suo carico esigenze cautelari giustificate con il pericolo di reiterazione del reato. Il suo difensore, avvocato Giuseppe Mancuso, ha chiesto anche la revoca del sequestro preventivo delle quote azionarie della società . Ha respinto ogni accusa anche l’imprenditore Michele Tripoli, socio della MTP. Il suo legale, l’avvocato Alessandro Pruiti, ha confermato l’avvio di una strategia difensiva tendente a demolire l’impianto accusatorio e anche lui ha chiesto la revoca dei provvedimenti al gip dopo aver già inoltrato analoga istanza al Tribunale del Riesame. Il gip Laudadio si è riservato di decidere in merito e probabilmente lo farà dopo aver sentito anche gli altri indagati nella vicenda. Anche il pm Rosa Raffa si è riservato di esprimere il proprio parere in merito alle richieste avanzate di difensori. SANTINO FRANCHINA





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