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PROCURA DI PATTI, L’OPERAZIONE ‘EOLO’: Il prefetto ha sospeso il sindaco di Raccuja. Il gip ha respinto l’istanza di scarcerazione

Restano in vigore le misure cautelari decise nell’ambito dell’operazione Eolo. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Patti Onofrio Laudadio che ha respinto tutte le richieste di revoca inoltrate dagli indagati. Restano quindi agli arresti domiciliari il sindaco di Raccuja Cono Salpietro e gli imprenditori Giuseppe Astone e Michele Tripolo. Obbligo di presentazione presso la stazione carabinieri di Raccuja tre volte la settimana per Calogero Manera, Leo Tripoli, Riccardo, Carmelo e Leo Palazzolo. Tutti sono coinvolti nell’inchiesta del Parco Eolico di Raccuja con accuse di concussione in concorso per delle presunte pressioni del sindaco perché venissero affidati dei lavori all’impresa locale Mtp. Come preannunciato i legali si sono rivolti al Tribunale del Riesame di Messina per ribadire le richieste di revoca e già oggi è prevista una prima udienza per discutere l’istanza depositata dall’avv. Alessandro Pruiti difensore di Tripoli. Anche il pm Rosa Raffa aveva espresso parere contrario all’accoglimento delle istanze difensive. In particolare, per quanto riguarda il sindaco, non sono state ritenute convincenti le spiegazioni fornite dallo stesso in ordine al contenuto di alcune intercettazioni. Salpietro, tra l’altro, aveva sostenuto davanti al gip di essere intervenuto solo per chiedere il rispetto della convenzione che prevedeva l’utilizzo di imprese e manodopera locali per realizzare i lavori del parco eolico alla stregua di quanto è avvenuto anche negli altri comuni e che le accuse mosse nei suoi confronti sono da ricercare evidentemente nella volontà di liberarsi di un sindaco scomodo che non ha accettato compromessi. Anche quest’ultima affermazione non è apparsa verosimile al gip che ha confermato la misura restrittiva degli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame valuterà le richieste di revoca inoltrate dagli avvocati Maurizio La Pedalina e Carmelo Occhiuto il 4 novembre prossimo. Confermati gli arresti domiciliari anche per Astone, difeso dall’avvocato Giuseppe Mancuso. Il gip non ha ritenuto sufficienti le dimissioni di Astone da amministratore della omonima impresa edile per dimostrare di essere svincolato da qualsiasi rapporto con la società. In questo caso le esigenze cautelari non sono venute meno visto il rapporto di parentela esistente con gli altri soci. Intanto, il prefetto di Messina ha sospeso dalla carica il sindaco. Il provvedimento, espressamente previsto dalla legislazione vigente in caso di misure cautelari emesse nei confronti di persone che rivestono cariche pubbliche, è stato comunicato direttamente al presidente del consiglio. Si tratta di una “sospensione di diritto” che avrà effetto per tutta la durata di applicazione della misura cautelare. Con lo stesso provvedimento il prefetto ha comunicato che, in mancanza di un vicesindaco, l’assessore anziano Totò La Cava sostituirà il sindaco. Santino Franchina - Gds

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