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L’imprenditore catanzarese Giuseppe Criniti, noto alle cronache locali per via della sua fugace esperienza calcistica in Provincia, ha subito un agguato che gli è costato la vita. Poco dopo la mezzanotte in via Bocenavo, nella zona dell’Infernetto (periferia Sud di Roma), l’ex massimo dirigente dell’Igea Virtus è stato colpito da una pallottola alla testa. È stato condotto prima all’ospedale Grassi di Ostia e poi trasferito al San Camillo per essere sottoposto ad un intervento chirurgico che i medici non hanno potuto eseguire perché le condizioni nel frattempo sono irrimediabilmente peggiorate. È morto nel pomeriggio, verso le 18. Indagini sono in corso da parte della squadra mobile della Polizia di Stato. Ancora poco chiara la dinamica dei fatti: Criniti sarebbe stato fermato da due uomini nelle vicinanze del villino in cui risiede la sua ex fidanzata; uno in sella ad un motorino, l’altro a bordo di un’autovettura. Pochi secondi dopo sarebbero stati esplosi i due colpi fatali da una pistola calibro 7,65. Un passante che stava portando a spasso il cane ha visto l’uomo agonizzante, riverso in una pozza di sangue, accanto alla Smart di proprietà della vittima, e ha immediatamente allertato il 118. Come riportato da alcuni siti internet romani, Criniti, residente ad Ostia, si occupava di lavori edili ed attività immobiliari ed aveva precedenti penali per spaccio di droga, reati contro il patrimonio e contro la persona: per questo la polizia sospetta che l’agguato possa essere stato originato da un regolamento di conti, ma non si esclude la pista passionale. Secondo la ricostruzione di “Repubblica” finì in manette nel marzo del 2000 durante l’operazione “Brancaleone” che portò all’arresto di 42 persone per traffico di cocaina. Per l’accusa tutti gli appartenenti al sodalizio criminale, tra cui due poliziotti, facevano capo alla cosca della ‘Ndrangheta Gallace-Novella, attiva anche sul litorale romano. Criniti era considerato una persona dal tenore di vita molto alto, come testimoniava una Ferrari bianca di sua proprietà . Fratello degli ex calciatori Antonio e Gianfranco Criniti, l’imprenditore catanzarese era stato anche presidente di due squadre di calcio, il Morro d’Oro e la Sorianese, entrambe fallite. Brevissima invece la sua permanenza ai vertici dell’Igea Virtus, acquisita nel giugno del 2009 dopo l’addio di Immacolato Bonina un anno e mezzo fa. Dopo appena 48 ore l’imprenditore catanzarese cedette infatti il pacchetto azionario a Pietro Caminiti, che pochi mesi prima, nel marzo del 2009 al pari di Criniti, aveva tentato invano di acquisire l’ACR Messina nell’asta fallimentare successiva al fallimento del FC. Vana si rivelò un’offerta di 140.000 €, superata dal rialzo voluto dall’avvocato Maurilio D’Angelo e dalla dottoressa Marcella Chierichella. FRANCESCO STRAFACE






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