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MESSINA, GIUDIZIARIA: Nomine degli esperti alla Provincia. Dichiarato prescritto l’abuso d’ufficio

Non luogo a procedere per intervenuta nei confronti di Salvatore Leonardi, Gianni Raffa, Francesco Verbaro, Matteo Cuccia e Raffaele Tommasini. Lo ha deciso ieri mattina il gup Daria Orlando, al termine dell’udienza preliminare svoltasi ieri mattina in Tribunale. I reati contestati, l’abuso d’ufficio in concorso, sono quindi estinti «per intervenuta prescrizione». La vicenda riguardava gli incarichi di consulenza affidati dall’allora presidente della Provincia regionale Salvatore Leonardi nel periodo tra il 2003 e il 2005. Il pm Liliana Todaro il 4 novembre scorso aveva chiesto il rinvio a giudizio non solo per Leonardi ma anche per l’ex direttore generale di Palazzo dei leoni Gianni Raffa e per i tre esperti nominati, i dottori Francesco Verbaro e Matteo Cuccia e il prof. Raffaele Tommasini. L’accusa, sostenendo la tesi dell’abuso d’ufficio, aveva richiamato la condanna decisa dalla Corte dei Conti nei confronti dello stesso Leonardi per la stessa vicenda. I legali della difesa – gli avvocati Massimo Rizzo, Nino Favazzo, Franco Restuccia, Alessandro Sammarco, Francesco Giuseppe Catullo, Maria Russo, Enzo Zappulla e Giuseppe Amendolia – avevano, da parte loro, sottolineato la differenziazione tra responsabilità contabile e responsabilità penale, escludendo di fatto la presenza del dolo. Verbaro venne nominato con determina del 10 novembre 2003, durata biennale e compenso da 131 mila euro (il compito era quello di rideterminare la dotazione organica dell’Ente). Cuccia ricevette l’incarico annuale (40 mila euro) il 13 maggio 2004 per un progetto di formazione alle Pari opportunità. Infine, al prof. Tommasini venne affidata la consulenza come «esperto nei settori amministrativi di opere pubbliche, anche per i rapporti con i Comuni, e della disciplina giuridica dei rapporti di lavoro del personale dipendente». Il compenso era di 63 mila euro. Con la sentenza di ieri si chiude, dunque, un caso politico-amministrativo che ha fatto discutere a lungo a Palazzo dei leoni.

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