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IL GOVERNATORE SICILIANO: Finanziamenti alla moglie di Raffaele Lombardo? L’agronomo dell’azienda lo smentisce

«Ad oggi posso affermare che da quando l’onorevole Raffaele Lombardo è presidente della Regione, la mia committente, la signora Saveria Grosso, non ha mai utilizzato neppure un euro di contributo per la sua azienda agricola grazie a investimenti da parte della Regione». Lo afferma Claudio Raciti, agronomo tecnico dell’impresa agricola della moglie del governatore siciliano. La precisazione è in risposta a una notizia pubblicata su Repubblica-Palermo, nella quale si parla di un bando per 120 milioni di euro, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, che destinerebbe 530 mila euro a un’azienda della moglie del governatore – su una richiesta di 1,3 milioni - e 743 mila euro – su una richiesta di 1,8 milioni – a Giacoma Chiarelli, consorte dell’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro. In tutto le società finanziate sono 959. «Mi corre l’obbligo di precisare – continua Raciti – che la signora Grosso ha già spontaneamente rinunciato a un finanziamento per un impianto fotovoltaico e a un precedente decreto dell’assessorato Agricoltura di circa 200 mila euro già finanziato per la realizzazione di un’azienda agrituristica». «Per quel che riguarda la notizia relativa a finanziamenti di fondi dell’agricoltura alla moglie del presidente Lombardo – spiega Raciti – faccio presente che la notizia è a dir poco imprecisa e suona sicuramente strumentale. Non si tratta di finanziamenti, ma è solo l’approvazione di una graduatoria provvisoria di “ammissibilita” all’istruttoria per pratiche di miglioramento fondiario. A questa fase preliminare di “controllo di documenti allegati alle domande”, segue, dopo comunque la pubblicazione della graduatoria definitiva, la fase relativa all’istruttoria tecnica delle stesse, che possono, dai funzionari a cui vengono assegnate, essere approvate o respinte. Alla conclusione di questa seconda fase, gli uffici provinciali dell’assessorato (Ispettorati provinciali) emettono il decreto di finanziamento, sempre ammesso che siano sufficienti i fondi mi messi a disposizione per il bando». La notizia del presunto finanziamento all’azienda agricola della moglie del governatore aveva scatenato alcuni esponenti del Pdl. «Ora comprendiamo le ragioni per cui il presidente Lombardo voleva supervisionare gli atti predisposti dai singoli rami dell’amministrazione regionale: non certo per razionalizzare, non certo per dare unità d’indirizzo, ma per verificare direttamente il buon esito delle innumerevoli istanze presentate dal proprio coniuge», ha sostenuto il coordinatore siciliano del Pdl, Giuseppe Castiglione. «È morale – si è chiesto Castiglione – che un presidente della Regione predisponga i criteri di selezione delle istanze, poi, attraverso i direttori regionali da lui nominati, stili la graduatoria finale e, infine, avuta la certezza del buon esito della familiare istanza, le approvi? Il mondo agricolo, dopo ritardi insostenibili, si ritrova con bandi che assicurano risorse ai soliti nomi noti. Anche in questo caso vogliamo pensare che il presidente non sapesse della istanza inoltrata dalla moglie, ma questa incomunicabilità familiare abbia presto a terminare».

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