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MESSINA: MULTE, SUI GIUDICI DI PACE ORA INDAGA LA PROCURA DI REGGIO CALABRIA

IL GIUDICE BEATRICE RONCHI HA APERTO UN DELICATISSIMO FASCICOLO SULLA GESTIONE DELLE CAUSE DETERMINATE DA MULTE DA PARTE DI GIUDICI DI PACE DI MESSINA. LA PROCURA DI REGGIO HA PREDISPOSTO L’ACQUISIZIONE DEI DOCUMENTI RELATIVI A NUMEROSI FASCICOLI, VERSO I QUALI SI SOSPETTANO ‘INTERESSATI’ FAVORITISMI. A DESTARE SOSPETTI ALCUNE SENTENZE CONTRO IL COMUNE. da centonove del 18-02-11

MESSINA, L’INCHIESTA SUI CONTI IN ROSSO DELLA CGIL: NOMINATO UN PERITO, IL COMMERCIALISTA GENOVESE, DA PARTE DELLA PROCURA

SARA’ UN TECNICO COMMERCIALISTA, IL PERITO GENOVESE, A STABILIRE I MOVIMENTI DELLA ‘PARTITA DOPPIA’ DELLA CGIL. L’INCARICO E’ STATO ASSEGNATO DAI ADA MERRINO E FABRIZIO MONACO CHE STANNO FACENDO LUCE SUI CONTI GESTITI DALLA CASSIERA DELLA CGIL DI MESSINA ALMA BIANCO, AL CENTRO DI UNA INDAGINE DELLA PROCURA. da centonove del 18-02-11

L’INCHIESTA - Nuova teste sulle cene eleganti di Arcore, “Fare sesso con Berlusconi è stressante”. Ecco il verbale di una delle ospiti di Villa San Martino. T.N. di fronte ai magistrati: “Aris mi disse che andando a letto con B. avrei ottenuto denaro”

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Il presidente del Consiglio ha ripetuto in numerose occasioni di non avere mai pagato una donna per avere prestazioni sessuali. Non la pensa così la giovane T.N, 21 anni appena, che racconta ai magistrati Boccassini e Sangermano di quanto accadeva nella sala del Bunga Bunga, dei regali avuti da Berlusconi, dello “stress†manifestato dalle ragazze per i rapporti sessuali con il premier. E soprattutto della motivazione che l’aveva spinta ad Arcore: la speranza di ottenere denaro da Berlusconi, anche in cambio di sesso.

Verbale di assunzione informazione rese in data 15 gennaio 2011 da T.N.
Il giorno 17/01/2011 alle ore 10.10 in Milano negli uffiici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano – stanza 30 – in relazione al fascicolo di cui in epigrafe, innanzi ai Pubblici Ministeri d.ssa Ilda BOCCASSINI e dott. Antonio SANGERMANO, è presente: T.N nata a Milano il 07/05/1990

DOMANDA: Lei studia? In caso negativo, svolge un’attività lavorativa?

RISPOSTA: Io mi sono diplomata l’anno scorso presso un istituto professionale con indirizzo tecnico della gestione aziendale, in particolare ho frequentato l’istituto tecnico ***** di ****, paese dove io vivo con i miei genitori, anzi con mia madre e il suo compagno. Sono figlia unica. Sono in cerca di un lavoro, ho presentato un po’ di curricula presso aziende o anche negozi di abbigliamento in Milano, cioè indipendentemente dalla mia qualifica e dalle mie opportunita e ovvio che per lavorare sono disposta a fare anche un lavoro di commessa piuttosto che altro.

DOMANDA: Lei conosce una ragazza che si chiama Espinoza Arisleida?

RISPOSTA: Io conosco Espinoza Arisleida da anni, in quanto io fin dall’eta di 16 anni ho abitato con mia madre a Milano e frequentavo l’istituto tecnico *** **. E’ lì che io ho conosciuto l’Espinoza, eravamo in due classi diverse pero abbiamo fatto amicizia e ci frequentavamo. Quando io mi sono trasferita a **** ci siamo un po’ perse di vista, anche se ci sentivamo di tanto in tanto e qualche volta ci siamo anche viste. In pratica ero io che venivo a Milano e ci incontravamo.

DOMANDA: La sua amica Espinoza Arisleida ultimamente le ha presentato persone che lei non aveva mai incontrato precedentemente?

RISPOSTA: Sì, mi ha invitato a partecipare ad una serata a casa del Presidente del Consiglio ad Arcore. Quella sera mi e venuta a prendere un signore e mi ha portato ad Arcore. Fu la Espinoza a dirmi che mi avrebbe fatto conoscere il Presidente del Consiglio ed infatti sono stata a casa sua nella predetta residenza. Mi venne a prendere un taxista di fiducia della Aris, da solo, era il 6 gennaio 2011 mi sembra si trattasse di una persona straniera. Questo autista mi venne a prendere, poi mi ha portato a casa della Aris e da lì, insieme, a bordo della stesso taxi ci siamo recati presso Ia residenza del Presidente del Consiglio in Arcore. Giunti nei pressi della villa, abbiamo detto chi eravamo a dei Carabinieri, i quali hanno telefonato all’interno dell’abitazione e così ci hanno fatto entrare. Quella sera eravamo una ventina di ragazze a cena e c’era il Presidente. C’era Emilio Fede e c’era il cantante napoletano Apicella. Poi io sono tornata a casa accompagnata da un’automobile con autista messo a disposizione dal Presidente, da sola. Dopa cena siamo scesi in un’altra sala tipo discoteca, con le luci, il dj, il palo per Ia lapdance, abbiamo ballato; alcune delle ragazze presenti ballavano con dei vestitini scollati. Quella sera tutte abbiamo ricevuto in dono una borsa di Carpisa e dei gioielli, di cui ricordo la marca Nicotra di San Giacomo. lo in particolare ho ricevuto un bracciale, presumo d’oro, e un anello uguale al bracciale. Questi gioielli, io non so se sono d ‘oro. Sono ancora in mio possesso, e cioè presso la mia abitazione, come pure la borsa. Mi si chiede le ragioni per le quali io sono stata disponibile a recarmi alla serata ad Arcore, rispondo che due sono state le ragioni che mi hanno spinta: la prima è che ero curiosa di conoscere di persona il Presidente del Consiglio; la seconda, e forse Ia più importante per me, è che speravo di ricevere una somma di denaro.

DOMANDA: Ma lei, scusi, perché riteneva di ricevere una somma di denaro dal Presidente del Consiglio?

RISPOSTA: Perché Aris, e cioè Espinoza Arisleida, mi aveva detto che se fossi andata lì il Presidente mi avrebbe dato del denaro. Io chiesi che cifra avrei poluto avere e lei mi disse che poteva oscillare da mille euro a cifre più consistenti.

DOMANDA: Durante Ia cena lei si ricorda vicino a chi era seduta? Ed in particolare, lei ha riconosciuto qualcuna delle persone presenti quella sera, oppure le vedeva tulle per Ia prima volta?

RISPOSTA: Come ho gia detto, eravamo circa una ventina di ragazze, io mi sono seduta vicino ad una ragazza italiana che aveva un accento romano, che però io non avevo mai vista. Durante la cena ho fatto a questa ragazza delle domande, del tipo come aveva conosciuto il Presidente del Consiglio, e lei mi rispose che l’aveva conosciuto tramite un’amica, mi precisò che però io non dovevo fare domande, che il Presidente era una brava persona, che aiutava tutti e che comunque dovevo stare zitta e non essere curiosa.

DOMANDA: La cena quanto tempo è durata?

RISPOSTA: Ritengo più o meno una mezz’ora.

DOMANDA: Dopa la cena che cosa avete fatto?

RISPOSTA: Premetto che prima della cena ci e stato offerto un aperitivo, nel corso del quale lui personalmente ha distribuito a tutti i regali, e cioè la borsa di Carpisa e i gioielli. Dopa la cena il Presidente ha detto “Ora andiamo tutti a ballare in discotecaâ€, ha usato anche il termine Bunga Bunga, ma io non so cosa significhi ed era per me la prima volta che sentivo tale terminologia. Anzi, mi ricordo che mi hanno preso in giro le persone presenti perché io non avevo mai sentito il termine Bunga Bunga.

DOMANDA: Ma, scusi, negli ultimi periodi sui giornali è uscito spesso tale termine.

RISPOSTA: Si, lo so, me l’hanno detto anche quella sera quasi prendendomi in giro le persone presenti, dicendomi: “Ma come, tu non sai cos’e il Bunga Bunga?â€. Ma io leggo poco i giornali e quindi per me era un termine sconosciuto.

DOMANDA: Ma quando lei ha fatto anche domande circa il Bunga Bunga, anche questo secondo lei ha provocato l’irritazione di qualcuna delle ragazze presenti?

RISPOSTA: Non lo so, quello che ricordo perfettamente è che alcune di loro quando io ho chiesto “Ma che cos’è questo Bunga Bunga?†mi hanno preso in giro, dicendo più o meno testualmente “Ma dove vivi?â€

DOMANDA: Lei ha detto che posi su proposta del presidente del Consiglio, siete andati in discoteca, che cosa intende dire? RISPOSTA: Intendo dire che siamo andati in un locale che si trovava sempre un villa a un piano inferiore, questo locale era adibito a discoteca, nel centro c ‘era un palo da lapdance, luci soffuse, un dj, varie poltroncine e si è cominciato a ballare .

DOMANDA: Lei com’era vestita?

RISPOSTA: Io indossavo un mini abito di colore nero, tacchi a spillo e le altre più o meno erano vestite in modo similare

DOMANDA: Ma anche il Presidente e Emilio Fede ballavano o stavano seduti e guardavano?

RISPOSTA: Mentre noi ballavamo, il Presidente e Emilio Fede erano seduti e guardavano. Alcune delle ragazze che ballavano si avvicinavano al Presidente, che le toccava e loro toccavano lui; stessa cosa con Emilio Fede. Le ragazze baciavano il Presidente, lo accarezzavano; alcune delle ragazze hanno fatto anche degli spogliarelli. Io non so indicare i nomi delle persone che hanno fatto gli spogliarelli perché era tutta gente che io non conoscevo e non avevo mai visto, però la maggior parte delle ragazze era straniera. Alcune delle ragazze che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al Presidente, che gli toccava il seno o le parti intime o il sedere. Insomma l’atmosfera era quella di un night club, con ragazze che si spogliavano, che mostravano le loro parti intime e che si avvicinavano al Presidente o ad Emilio Fede, lo toccavano nelle parti intime o si facevano toccare. lo non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere perché sono timida e quindi non mi sono spogliata, né mi sono fatta toccare dal Presidente o da Emilio Fede. Io peraltro ero una neofita, cioè nel senso che era la prima volta che andavo, mentre invece tutte le altre partecipanti era evidente dai loro comportamenti che erano abituate a fare cose del genere. Io ritengo che tutti i presenti si siano accorti della mia timidezza, Aris era una di quelle che ballava; io ho trascorso il tempo piu seduta che a ballare .

DOMANDA: Lei a che ora è andata via da Arcore?

RISPOSTA: Se ricordo bene verso le due, due e mezza, sono stata accompagnata fino alla mia abitazione di Meda da un autista del Presidente del Consiglio.

DOMANDA: Durante il tragitto lei ha avuto modo di parlare con questa persona?

RISPOSTA: No, non abbiamo scambiato neanche una parola, lui si e messo alla guida, io gli ho detto dove abitavo e lui mi ha portato fino a casa.

DOMANDA: Lei ricorda che tipo di autovettura era? Lei ricorda se aveva un lampeggiante?

RISPOSTA: Era un’auto monovolume di colore scuro, aveva i vetri oscurati e non aveva nessun lampeggiante, come mi chiedono le SS. VV.

DOMANDA: Quando lei e andata via le altre ragazze sono andate via anche loro o sono rimaste nel locale adibito a discoteca?

RISPOSTA: Alcune sono rimaste, penso circa la metà. Le altre ragazze sono andate via sempre con autovetture guidate da autisti del Presidente del Consiglio. Aris è venuta via con me, cioè nella stessa autovettura. Anzi, preciso, nell’autovettura in cui ero io eravamo in quattro ragazze, io sono stata l’ultima ad essere accompagnate a Meda, insieme a me c’era Aris e le altre due che erano straniere; una è stata accompagnata a Milano2, anche Aris a Milano2, l’altra aveva parcheggiato la propria auto a Milano 2 e quindi, in pratica, da Segrate fino a casa mia sono rimasta da sola in auto.

DOMANDA: Lei alle altre ragazze che erano presenti ha visto se venivano consegnate delle buste?

RISPOSTA: Io con i miei occhi quella sera non ho vista nulla del genere, però avevo saputo da Aris che alle ragazze venivano date dal Presidente delle buste contenenti denaro. Aris mi ha confidato di avere ricevuto molte volte delle buste contenenti denaro dal Presidente. perche Aris mi aveva detto di essere andata a letto col Presidente in più occasioni; io non so se questo risponde a verità, ma è questo che mi aveva confidato Aris, che ripeto io conosco da anni perché eravamo campagne di scuola. Anzi, come ho già detto, Aris mi disse che se fossi andata a letto col Presidente avrei ricevuto anch’io denaro.

DOMANDA: Ma se lei sapeva che quella sera avrebbe potuto fare sesso col Presidente e ricevere denaro perché poi è tornata a casa?

RISPOSTA: Io, come ho detto, sapevo perfettamente da quello che mi aveva raccontato Aris che avrei potuto fare sesso con il Presidente del Consiglio e ricevere in cambio denaro e quindi quando ho accettato di andare ad Arcore sapevo che avrei potuto fare questo. Quando sono arrivata lì e ho visto tanta gente e ho visto il contesto in cui si è celebrata la serata ha prevalso la mia timidezza, quindi a un certo punto Aris mi ha detto “Andiamo a casaâ€.

DOMANDA: Lei ha detto che Aris le ha confidato di essere andata a letto piu volte con il Presidente del Consiglio e di aver ricevuto denaro da quest’ultimo, le ha raccontato anche che tipo di rapporto sessuale aveva col Presidente?

RISPOSTA: Non mi ha raccontato nel dettaglio che tipo di rapporto sessuale, mi diceva però che andare a letto col Presidente era stressante.

DOMANDA: Scusi, le chiese che cosa significava ‘stressante’?

RISPOSTA: Sì, mi diceva che durava un bel po’ perché il Presidente aveva rapporti sessuali non solo con Aris, ma contestualmente anche con altre donne. Quindi mi si chiede se nel momento in cui ho accettato di andare ad Arcore io sapevo che cosa mi sarebbe potuto capitare, cioè di fare sesso col Cavaliere anche in presenza di altre donne, rispondo: Si, lo sapevo, ero preparata psicologicamente, ma quando sono arrivata lì è prevalsa, come dico, la mia timidezza. E poi, vedendolo di persona sinceramente, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere dal Presidente, io sinceramente non me la sono sentita.

DOMANDA: Le persone che erano presenti quella sera, lei è una ragazza di appena 20 anni, erano più grandi di lei oppure sue coetanee? Almeno, qual è stata la sua sensazione?

RISPOSTA: Alcune erano un po’ più grandi di me, altre diciannovenni.

DOMANDA: Lei ha riferito ai suoi genitori che sarebbe andata a casa del Presidente del Consiglio?

RISPOSTA: No, assolutamente

DOMANDA: Lei ha detto di essere stata a casa del Presidente il 6 gennaio 2011, quanto tempo prima Aris le ha proposto la serata a casa del Presidente?

RISPOSTA: Era da un po’ che Aris mi proponeva di andare a casa del Presidente, però per una cosa o per l’altra non si era mai concretizzato.

DOMANDA: Le disse Aris chi l’aveva portata lì?

RISPOSTA: Aris era stata portata nel giro delle serate del Presidente da una persona famosa, quella che fa Colorado, Maristel Garcia.

DOMANDA: Questa persona c ‘era la sera del 6 gennaio 2011?

RISPOSTA: No, non c’era.

DOMANDA: Lei ha detto che Aris abita a Milano2, l’affitto di casa lo paga lei?

RISPOSTA: No, assolutamente no, almeno così mi ha detto la Aris.

DOMANDA: Quella sera, lei ha detto che ha avuto modo di parlare con le ragazze, ricorda se furono fatti nomi di persone dello spettacolo noti per frequentare la villa di Arcore?

RISPOSTA: No, questo non me lo ricordo.

DOMANDA: Lei possiede un cellulare, può dare il numero?

RISPOSTA: Possiedo un cellulare, il mio numero è ***/*******; il cellulare non è a me intestato bensì al compagno di mia madre.
DA IL FATTO QUOTIDIANO

FINANZA: Aicon in soldi dopo l’accordo con Meridie. Siclari conferma il sostegno al gruppo: “Sono pronto a fare la mia parte”

Svolta nella vertenza Aicon, l’azienda che progetta e costruisce imbarcazioni e navi da diporto di lusso. L’azienda ha siglato un accordo con Meridie SpA per l’organizzazione e gestione della ristrutturazione finanziaria e industriale del Gruppo. Meridie SpA è la prima Investment Company dedicata alle piccole e medie imprese localizzate nel Mezzogiorno d’Italia, che investe in PMI al fine di favorirne lo sviluppo e la crescita, offrendo servizi di consulenza in finanza strategica. Meridie ha altresì manifestato il proprio interesse, ad oggi non vincolante, ad avviare una fase di negoziazione con il Gruppo stesso, finalizzata a un eventuale intervento anche in qualità di investitore qualificato a supporto del piano finanziario, previo soddisfacente completamento dell’attività di due diligence e relativa delibera dei propri organi deliberanti, qualora l’investimento si rivelasse coerente con le proprie politiche societarie. Meridie, di concerto con gli altri consulenti del Gruppo, supporterà Aicon nella predisposizione e attuazione del piano finanziario a sostegno della proposta di revisione del Piano Industriale, nella gestione del rapporto con gli Istituti di Credito e nella ricerca dei mezzi finanziari e di investitori, in grado di accompagnare la società nel piano di ristrutturazione e rilancio. Aicon ha comunicato inoltre che, l’azionista di maggioranza, Airon S.r.l, al fine di sostenere l’attività del Gruppo nel breve termine, fino all’attuazione del processo di ristrutturazione finanziaria e industriale, ha confermato al Consiglio di Amministrazione il proprio supporto finanziario al Gruppo, a garanzia della sostenibilità finanziaria dell’attività dello stesso nel prossimo futuro. Il Gruppo comunica inoltre che, al completamento dell’attività di definizione del Piano finanziario annesso al Piano Industriale, la società provvederà a riconvocare l’assemblea degli Azionisti per l’approvazione del bilancio 2009/2010, dopo avere apportato le eventuali modifiche necessarie alla Relazione Finanziaria Annuale, derivanti dalla rivisitazione del Piano stesso. “Credo che l’affiancamento di Meridie sia un importante passo nel processo di ristrutturazione e rilancio della società, e da Azionista di Maggioranza sono pronto ancora una volta a sostenere il Gruppo Aicon, e a fare la mia parte†– ha dichiarato Lino Siclari, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo.

STROMBOLI: FRANE ED ESPLOSIONI SULLA SCIARA DEL FUOCO

Cinque segnali sismici associabili a eventi franosi di piccola entita’, sono stati registrati dagli strumenti dell’Osservatorio vesuviano sullo Stromboli, lungo la Sciara del fuoco. Due di questi eventi, probabilmente dovuti a rotolamento di vario materiale, hanno seguito alcune esplosioni. L’ampiezza del tremore e’ generalmente su valori medio-bassi, con qualche piccola oscillazione su valori medio-alti.

MESSINA - Il movimento “No Ponte” torna alla carica: «I fondi dell’opera si destinino alla messa in sicurezza»

«Uno striscione esposto nel corso della manifestazione di sabato a Giampilieri chiedeva come mai non venissero utilizzati i fondi Fas per la messa in sicurezza dei paesi colpiti dall’alluvione del 1. ottobre 2009. La risposta è che ciò non avviene perché quelle risorse vengono utilizzate per altro, per esempio per alimentare l’iter della costruzione del Ponte sullo Stretto». Torna alla carica il movimento “No Ponteâ€, che annuncia un’assemblea per il prossimo 12 marzo e rilancia il tema della diversa destinazione dei fondi oggi impegnati per la grande opera, da utilizzare invece per la messa in sicurezza. «Gli unici soldi attualmente impegnati per il Ponte, infatti, sono soldi pubblici e corrispondono a 1,3 miliardi di euro facenti capo ai Fas. Sarebbe, quindi sufficiente porre fine alla prospettiva devastante del Mostro sullo Stretto (per il quale sono già stati sperperati centinaia di milioni di euro, 110 solo nell’ultimo anno per trivellazioni e progettazione definitiva) e utilizzare le risorse a esso destinate per dare risposte soddisfacenti alla richiesta di sicurezza che viene dagli abitanti delle aree a rischio sismico e idrogeologico. Questo è il nostro punto di vista. Questo è l’elemento centrale della piattaforma delle nostre manifestazioni che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini». Proprio per la giornata di sabato era in programma un’assemblea del movimento No Ponte per fare il punto sulla situazione e mettere in cantiere le prossime mobilitazioni, «ma quando (mercoledì scorso) abbiamo avuto notizia della manifestazione indetta dai comitati dei paesi colpiti dall’alluvione del 1. ottobre non abbiamo esitato a rinviare la nostra iniziativa. Lo abbiamo fatto perché ne condividevamo i presupposti (la richiesta di messa in sicurezza dei paesi) e perché non volevamo limitarne, fosse anche in minima parte, la partecipazione. Con questo spirito siamo stati oggi a Giampilieri ed è proprio questo punto di vista che ci spinge a dire che sarebbe urgente andare oltre la passerella dei politici. Politici che, peraltro, non “portano pane a casa†visto che, a quasi un anno e mezzo dalla tragedia, rimangono largamente disattese le promesse fatte nell’immediatezza degli eventi (ricordiamo tutti il miliardo di euro annunciato dal presidente del Consiglio)». L’assemblea No Ponte è stata rinviata al 12 marzo alle ore 10 e si svolgerà nell’aula di ex-chimica dell’Università di Messina, autogestita dagli studenti che si battono contro la dismissione dell’istruzione pubblica. «Non ci saranno passerelle a disposizione – chiariscono subito i responsabili del Movimento - tutti insieme decideremo le iniziative da mettere in campo per contrastare la costruzione del Ponte sullo Stretto e per rivendicare la messa in sicurezza dei territori. Da ciò dipende il futuro di tutti noi».