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CONTINUA LA COSTOSISSIMA FARSA DEL PONTE SULLO STRETTO - L’investimento complessivo sale dai previsti 6,3 miliardi a 8,5 miliardi: A far lievitare i costi sono state alcune varianti al progetto, come la realizzazione del sistema metropolitano per l’intera area dello Stretto. MESSINA: REALACCI (PD), BASTA BALLE, NON C’E’ UN EURO PER LO STRETTO

Nuovo traguardo per il Ponte sullo Stretto di Messina. A segnare un nuovo passo avanti, e’ stato oggi il cda della Stretto di Messina che ha completato l’iter di approvazione, avviato a meta’ giugno scorso, del progetto definitivo dell’opera e dei 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari. Entra cosi’ nel vivo la fase realizzativa in vista dell’apertura dei cantieri a meta’ del 2012 con l’obiettivo di completare i lavori a fine 2018. L’investimento complessivo sale dai previsti 6,3 miliardi a 8,5 miliardi: a far lievitare i costi sono state alcune varianti al progetto, come la realizzazione del sistema metropolitano per l’intera area dello Stretto. Gia’ nei prossimi giorni, ha spiegato l’amministratore delegato Pietro Ciucci, la societa’ Stretto di Messina inoltrera’ la documentazione in vista dell’apertura della conferenza dei Servizi, tra gli altri, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente e a quello per i Beni Culturali, nonche’ alle Regioni Siciliana e Calabria ed agli enti locali interessati, avviando cosi’ la procedura prevista dalla Legge Obiettivo che si concludera’ con l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe. L’attuale timing per la realizzazione dell’opera prevede a dicembre 2011 completamento lavori dell’opera propedeutica ferroviaria a Cannitello; a febbraio 2012 l’approvazione del Cipe e contestuale avvio gara per il reperimento dei finanziamenti. Il passaggio successivo prevede la progettazione esecutiva e apertura dei cantieri principali a partire dalla meta’ del prossimo anno. Soddisfazione e’ stata espressa dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che oggi ha anche partecipato alla riunione del cda. ”E’ un’altra tappa importante verso la realizzazione di un’opera unica al mondo per le sue caratteristiche tecniche e infrastrutturali, che il Governo considera una priorita”’, dice il ministro, ringraziando i vertici della Stretto di Messina, l’ad Ciucci e il presidente Giuseppe Zamberletti. E di ”traguardo importante” parla Ciucci, illustrando il progetto tecnico. Le numerose relazioni presentate sugli oltre 8.000 elaborati progettuali hanno permesso al cda di verificare l’avvenuta conferma di tutte le impostazioni tecniche del progetto preliminare redatto dalla Stretto di Messina ed approvato nel 2003 dal Cipe. ”La conferma delle impostazioni di ordine tecnico - commenta Ciucci - rappresenta un grande risultato e testimonia l’elevato livello della progettazione preliminare svolta dalla Stretto di Messina”. Il progetto definitivo redatto dal contraente generale Eurolink recepisce interamente le prescrizioni formulate dal Cipe con la delibera di approvazione del progetto preliminare, comprende nuove opere richieste degli Enti locali che migliorano l’integrazione fra il ponte ed il territorio, nonche’ gli adeguamenti alle sopravvenute norme tecniche e le ottimizzazioni progettuali. Il cda ha preso atto dell’esito della complessa istruttoria tecnica predisposta dalla Stretto di Messina per la verifica e la validazione del progetto definitivo. ”Si tratta - sottolinea il direttore generale della Stretto di Messina Giuseppe Fiammenghi - di una attivita’ mai realizzata prima in Italia nell’ambito della progettazione delle opere pubbliche che ha coinvolto oltre l’Area tecnica della Stretto di Messina, il Project Management Consultant (Pmc) Parsons; il soggetto validatore Rina Check Srl organismo di controllo tecnico indipendente; il comitato scientifico e l’expert panel composti dai massimi esperti del settore”. Le nuove opere finalizzate ad una migliore integrazione del ponte con il territorio comprendono una variante ferroviaria sul Versante Sicilia, che prevede lo spostamento della nuova Stazione di Messina da Maregrosso a Gazzi ed il conseguente allungamento, per circa 3 km in galleria, dei collegamenti ferroviari. Tale opera consente la riqualificazione delle aree attualmente occupate dagli impianti ferroviari per il recupero di una importante area fronte-mare messinese. Inoltre, sono previsti tre fermate ferroviarie in sotterraneo per realizzare un sistema metropolitano interregionale tra Messina e Reggio Calabria, si tratta della metropolitana a servizio degli oltre 400.000 abitanti dell’area dello Stretto di Messina; lo spostamento a monte del tracciato autostradale lato Sicilia in corrispondenza degli impianti sportivi della citta’ Universitaria in localita’ Annunziata; la nuova area direzionale (lato Calabria) progettata dall’architetto Libeskind, un intervento architettonico che apre nuovi scenari di assoluto rilievo non solo per l’area polifunzionale del centro direzionale del ponte, destinata ad ospitare strutture espositive, commerciali, congressuali ed alberghiere, ma anche per il lungo mare di Villa San Giovanni. Sul fronte del piano economico- finanziario, l’opera vede aumentare l’importo dell’investimento complessivo. ”Escludendo le nuove opere - precisa Ciucci- il costo aggiornato del progetto risulta sostanzialmente invariato rispetto a quanto stimato nel progetto preliminare. L’investimento complessivo previsto nel piano economico finanziario viene aggiornato da 6,3 a 8,5 miliardi. I maggiori costi sono da mettere in relazione alle varianti rese necessarie dalle sopravvenute norme tecniche, alle varianti che hanno arricchito il progetto come la realizzazione del sistema metropolitano per l’intera area dello Stretto, il recupero di ampie aree fronte-mare e la realizzazione di un’area direzionale che con il progetto Libeskind diverra’ un punto d’incontro di culture e di religioni al centro del Mediterraneo”. Il piano economico finanziario approvato oggi dal cda conferma, dice Ciucci, ”l’obiettivo di minimizzare i contributi statali ed assicurare al contempo il piu’ ampio coinvolgimento dei privati nel progetto”. Lo schema di finanziamento del progetto prevede di raccogliere sui mercati finanziari oltre 4 miliardi di euro, cosi’ come previsto nel piano 2009. Nell’ambito del piano economico finanziario saranno individuate le risorse necessarie per la copertura dei maggiori fabbisogni graduati seconde l’avanzamento del progetto. Un’attenzione particolare viene poi posta sui temi legati all’ambiente e territorio. Il piano di monitoraggio ambientale predisposto dalla societa’ interessa un’area di 78 km2, ovvero circa 20 volte superiore a quella interessata dai lavori e copre 1.600 km2 di area marina. Si sviluppa attraverso una rete di circa 2000 stazioni (centraline monitoraggio dell’aria, pozzi monitoraggio acque, sonde inclinometriche per controllo geomorfologico del territorio, ecc.) dedicate al monitoraggio costante di 14 componenti ambientali i cui risultati sono gia’ a disposizione delle competenti autorita’ ed enti . E’ stato inoltre illustrato l’aggiornamento dello studio di Impatto Ambientale (SIA) condotto mettendo a confronto il progetto preliminare e il definitivo. Dal confronto, riferisce la societa’, e’ emerso un complessivo miglioramento ambientale sia sotto l’aspetto progettuale (opere d’arte, varianti planimetriche, cantierizzazione) che quello piu’ propriamente gestionale operativo (tecniche e tecnologie costruttive, sistema di gestione ambientale, progetto di monitoraggio) le cui impostazioni sono state condivise con la firma di accordi con i Comuni interessati.


MESSINA: REALACCI (PD), BASTA BALLE, NON C’E’ UN EURO PER LO STRETTO

“Basta con le balle. Per il ponte dello Stretto non c’è un euro e nemmeno un vero project financing. Se si fosse realizzato un chilometro di ferrovia per ogni annuncio fatto di avvio dei lavori del Ponte il nostro meridione sarebbe il territorio meglio servito d’Europa e l’economia del Sud di Italia ci avrebbe di sicuro guadagnato. In un momento così difficile per il Paese è da irresponsabili continuare a prendere in giro gli italiani con la propaganda e con progetti improbabili e certamente non prioritariâ€, lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, commentando il via libera al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina.

LA SOCIETA’ CIVILE PIANGE UN COMBATTENTE - Csoa Cartella: E’ morto Ciccio Svelo, l’avvocato “rompiscatole” e “No global”

Come tante e tanti di voi sapranno, nella giornata di venerdi 29 luglio, abbiamo appreso della scomparsa di Ciccio Svelo. Nonostante la violenza della notizia ci abbia profondamente colpito, non possiamo che proseguire, nel suo ricordo, con l’impegno e la perseveranza che lui stesso ci ha fatto conoscere. Ciccio è stato, ed è, parte di noi. È stato un compagno presente in ogni situazione conflittuale del nostro territorio. Il suo profondo senso critico, la sua testardaggine e la sua indiscutibile onestà, sono stati punti di riferimento per tanti di noi, nelle varie battaglie, da quelle generaliste come la lotta alla Bolkenstein, alla quotidiana vicinanza ai migranti tutti, dalla posizione di principio contro il Ponte sullo Stretto, all’impegno con il supporto legale nel caso del compagno Nisticò, morto il 19 dicembre 2009 sul palco di Cannitello. E ancora lo spendersi per la buona musica e per un miglior modo di comunicare, anche attraverso la radio, con la storica trasmissione “OutOfTheShell†prima e con il progetto web radio “Transizione di fase†poi. L’ “avvocato no globalâ€, come definito dalla polizia all’atto del suo ritrovamento, non si è mai risparmiato quando c’è stata la necessità di difendere il territorio e le vittime delle sue contraddizioni. Proprio perché Ciccio è uno di noi, abbiamo maturato la decisione di rinviare di una settimana la “Fiera della decrescitaâ€, prevista per domenica 31 luglio al C.s.o.a. “A. Cartella†di Gallico e che si terrà, quindi, il 7 di agosto. Ma, di certo, non vogliamo piangerci addosso. Anzi, questa perdita ci sarà di insegnamento per andare avanti in modo ancora più deciso. Perciò, intendiamo far nostro uno dei suoi maggiori desideri, affinchè la sua splendida collezione di film, dischi, libri e fotografie, possa divenire un patrimonio comune, in particolare per le nuove generazioni. A questo scopo, ci impegneremo a sostenere l’idea della creazione di una fondazione che possa gestire questo patrimonio, progetto per cui la famiglia Svelo ha già manifestato assenso. In queste ore sono state decine le chiamate di chi, da ogni parte d’Italia, è venuto a conoscenza della notizia. Ci sembra il minimo condividere questo momento con quanti, in questi anni, hanno condiviso battaglie ed esperienze con Ciccio Svelo. Perciò, lanciamo una riflessione comune che possa essere un volano non solo di “commemorazione†ma anche, e soprattutto, di ripresa delle questioni contraddittorie della nostra società. Con questi intenti ci ritroveremo il prossimo giovedi 4 agosto alle ore 17,00, al C.s.o.a. per condividere il percorso che ci porterà all’organizzazione di una giornata in suo ricordo. Domani sera, dalle 17,00 in poi, saremo al Cartella per quanti volessero condividere insieme questa perdita e salutare il più grande “rompiscatole†della nostra storia.

Reggio Calabria, 29 dicembre 2011
Le compagne ed i compagni del
C.s.o.a. “A. Cartellaâ€

CINEMA: Al Festival del cinema di VENEZIA 2011 gli arzilli vecchietti ultraottantenni Lizzani, Maselli, Gregoretti, Nino Russo di “Scossa” che rievoca i 100 anni e i 100 mila morti del terremoto di Messina

Una storia d’amore impervia come la montagna del Monte Rosa in cui è stato girato “Quando è la notte” di Cristina Comencini con Filippo Timi e Claudia Pandolfi, un incontro-scontro tra due donne in cerca di una vita migliore sullo sfondo degli sbarchi dei migranti africani in “Terraferma” di Emanuele Crialese con Timnit, Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello, un’Italia in piena crisi economica che attende l’arrivo degli alieni in “L’ultimo terrestre” dell’outsider fumettista toscano Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, alla s ua opera prima cinematografica. Questo il terzetto tricolore in gara a Venezia 68. che dovrà sfidare autori importanti come il Polanski di “Carnage” o il Philippe Garrel di “Un etè brulant”, gli attesi Clooney delle “Idi di Marzo” o il Cronenberg di “A Dangerous Method”. «Il quarto film in concorso? Noi l’avevamo scelto: “Il villaggio di cartone”, ma il Leone d’oro Ermanno Olmi non ne ha voluto sapere di andare in gara neanche di fronte a profferte golose come la polenta primigenia di Maranello»: dice il direttore Marco Müuller spiegando, durante la presentazione della selezione ufficiale di Venezia 68 (31 agosto – 10 settembre), perchè siano rimasti tre i film italiani in gara dopo una tradizione, vecchia di cinque anni, di quattro. Ma il numero degli italiani alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia è ben più alto: 15 titoli solo nella selezione ufficiale tra concorso, fuori concorso e Orizzonti, più la valanga della sezione dedicata di Controcampo con 7 lungometraggi, 6 documentari, 7 cortometraggi, 9 eventi fuori concorso, oltre a una decina tra Giornate degli autori (l’atteso Ruggine di Daniele Gaglianone) e Settimana della critica. Un percorso quanto mai vario che avrà con l’evento Vasco Rossi il 5 settembre, per il documentario biografico “Questa storia qua” di Alessandro Paris e Sibylle Righetti, con il rocker di Zocca si spera in buona salute (lui ha assicurato di star bene e che la prossima settimana tornertà a casa) per un red carpet tra musica e cinema, il suo momento ad alta isteria collettiva paragonabile solo all’arrivo di Madonna regista di “W.E”. Anche nel Fuori concorso non mancano le curiosità, specie su “Giochi d’estate” di Roberto Colla, una storia di crescita di due adolescenti in vacanza in Toscana, che Müller azzarda accanto a maestri conclamati: l’Ermanno Olmi del “Villaggio di cartone” (una storia sull’emigrazione per la quale il giovane ottantenne ha scelto veri migranti extracomunitari accanto a Rutger Hauer e Michael Lonsdale) e gli arzilli vecchietti ultraottantenni Lizzani, Maselli, Gregoretti, Nino Russo di “Scossa” che rievoca i 100 anni e i 100 mila morti del terremoto di Messina. Italia vuol dire naturalmente anche “Leone d’oro” alla carriera a Marco Bellocchio che 40 anni dopo rivisita completamente per l’occasione Nel nome del padre”. L’annata quest’anno parte favorevole per Rai Cinema e 01 Distribution: tre su tre dei film in concorso per un totale di venti titoli dall’apertura di controcampo “Scialla” e “Ruggine”, «un risultato straordinario», come commenta l’ad Paolo Del Brocco. «La competizione è fondamentale, ma ancora di più è far vedere il film, questo è il mio rapporto con il mio mestiere e la Mostra d’arte cinematografica di Venezia è il massimo, un grande onore», commenta Emanuele Crialese, che torna a Venezia dopo aver vinto nel 2006 il Leone d’argento con il film “Nuovomondo”.

MESSINA: “Pilastro”, nuova stangata al clan Mulè. Pene da 5 a 25 anni per l’operazione che stroncò le estorsioni a imprenditori e commercianti

Una nuova, dura stangata al clan Mulè di Giostra è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri dalla seconda sezione penale del tribunale. Sette condanne, da cinque a venticinque anni, sono state inflitte nel processo scaturito dall’operazione antimafia “Pilastro” che nel 2008, oltre a svelare i particolari della latitanza del boss Giuseppe Mulè (morto nel 2010), consentì di sollevare il coperchio dal giro di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti della città. La seconda sezione penale, presieduta dal giudice Mario Samperi e composta da Bruno Sagone e Monica Marino, ha utilizzato il pugno duro, appesantendo, nella maggior parte dei casi, quelle che erano state le richieste del sostituto della Dda Fabio D’Anna. Questo il dettaglio. Floriana Rò, ex convivente di Mulè, è stata condannata a 14 anni di reclusione ed al pagamento di una multa di 3.300 euro (il pm aveva chiesto 10 anni e 1.500 euro); al fratello Giovanni Vincenzo Rò sono stati inflitti 21 anni (5 in più di quelli richiesti) oltre a 5.500 euro di multa; l’imprenditore Antonio Giannetto è stato condannato a 9 anni e 9 mesi di reclusione (3 mesi in meno di quelli invocati dal pm); sono 13 gli anni di reclusione per Giuseppe Mazzeo (ne erano stati chiesti 8), più 3 mila euro di multa; la pena più pesante è stata inflitta ad Alessandro Amante, 25 anni e 4 mesi oltre a 35 mila euro di multa, ben 7 anni e 32 mila euro in più di quanto nel maggio scorso aveva sollecitato il pm D’Anna; caso inverso per Cristian Conciglia, che rispetto ai 7 anni richiesti ha subito una condanna a 5 anni di reclusione e 600 euro di multa; infine Rosario Tamburella è stato condannato a otto anni e cinque mesi di reclusione, oltre a 1.100 euro di multa (la richiesta del pm era di 5 anni). Ai sette condannati è stata applicata anche la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e legale per la durata della pena principale. Per Floriana Rò, il fratello Giovanni, Mazzeo ed Amante è stata disposta la libertà vigilata per tre anni. Giannetto e Giovanni Rò sono stati inoltre condannati al risarcimento dei danni in favore di Rosario Di Stefano e Giuseppe Santoro, costituitisi parti civili. Stesso provvedimento per Amante e ancora Giovanni Rò, che dovranno risarcire Domenico Cataldo, costitutosi parte civile nella qualità di amministratore giudiziario delle quote sociali della Messina Scavi snc di Teresa Scopelliti e Teresa Costantino. All’imprenditore Antonio Giannetto, infine, sono state confiscate le quote a lui intestate nel capitale sociale delle imprese “Presente Costruzioni srl” e “Giannetto Antonio snc”. Condanne, ma anche assoluzioni dalla seconda sezione penale. Parziali per Floriana e Giovanni Rò e per Cristian Conciglia, totali per Letterio Morgante (la cui assoluzione piena era stata richiesta dallo stesso pm D’Anna), Giovanni Curreri (per lui la richiesta era stata di 3 anni), Domenico Bonasera (a maggio chiesti per lui 7 anni) e Giovanni La Bella (per lui erano stati invocati 2 anni). In quest’ultimo caso l’assoluzione è arrivata perché il fatto non costituisce reato, in tutti gli altri per non aver commesso il fatto. Nel collegio di difesa erano impegnati gli avvocati Carmelo Vinci, Dario Grosso, Salvatore Silvestro, Antonello Scordo, Antonio Strangi, Francesco Bonanno, Tommaso Autru Ryolo, Giovambattista Freni, Nunzio Rosso, Massimo Marchese e Carlo Autru Ryolo. Avvocato di parte civile Mario Lizzio, mentre legale per l’amministratore giudiziario delle quote della “Messina Scavi” era Giovanni Randazzo. NUCCIO ANSLMO - GDS

CALCIO O GIU’ DI LI’… - Acr Messina, superato lo scoglio iscrizione. Manfredi: il successo di tutta la città. Grassani: «Fatta giustizia». Ma ora servono altre forze imprenditoriali

La prima “battaglia” è stata vinta. Adesso arrivano le più difficili. L’Acr ce l’ha fatta. Non da sola ma con la spinta di una comunità giallorossa che al più presto vuole uscire dall’inferno dei dilettanti. Dal primo pomeriggio di ieri l’Acr risulta regolarmente iscritta al campionato di serie D. Una notizia non proprio da strapparsi i capelli, ma di questi tempi è un segnale importante per puntare a programmare un futuro certamente migliore. Il Consiglio direttivo della Lega Nazionale Dilettanti ieri ha accolto il ricorso della società giallorossa avverso la mancata iscrizione – inizialmente “suggerita” dalla Covisod – per una storia di firme sull’iscrizione e sul ricorso apposte da Bruno Martorano, ancora ufficialmente il presidente (uscente) dell’Acr, inibito per la vicenda legata alla vertenza Alizzi. La documentazione integrativa presentata dal club giallorosso è stata ritenuta idonea a partecipare al prossimo torneo di quinta serie. Ha vinto la forza di volontà di un gruppo – imprenditori e tifosi – che ha messo sul piatto soldi e passione per evitare il peggio, ha vinto la spinta del popolo giallorosso che ha messo in moto un movimento arrivato, con tutta la sua forza, nelle stanze romane della Lnd. Ha vinto la voglia di non arrendersi dei messinesi, popolo orgoglioso, desiderosi di svoltare sperando nell’arrivo di altri imprenditori capaci di rilanciare le sorti dell’Acr. Ha vinto la linea dettata dall’avvocato Grassani, un fuoriclasse di diritto sportivo. Ovvia la soddisfazione di chi è stato tra i primi, una settimana fa, a credere che il progetto Acr non poteva finire nel peggiore dei modi. «È il primo giorno di una nuova stagione – sono le prime parole di Lello Manfredi, il rappresentante della cordata di imprenditori e tifosi che ottenuto la promessa, attraverso la sottoscrizione di un preliminare, del passaggio dell’85% delle quote dal gruppo Martorano – nata dall’unità d’intenti e dallo slancio di tutte le componenti della città, tifosi, imprenditori, istituzioni, stampa, che nel momento più duro sono riusciti a salvare la squadra dal fallimento. Quanto accaduto negli ultimi giorni deve essere una base per costruire insieme il futuro del Messina. Se l’Acr Messina può adesso disputare il campionato con le carte in regola lo dobbiamo esclusivamente al coraggio ed all’impegno di quei messinesi che hanno creduto fino in fondo nella possibile rinascita». Manfredi ringrazia tutti: «dall’avvocato Mattia Grassani, che ha deciso di stare al fianco della neonata società ed ha fatto un lavoro straordinario, agli imprenditori ed ai tifosi che nelle frenetiche ore prima della presentazione del ricorso alla Covisod non hanno esitato a contribuire per garantire il saldo delle vertenze ai calciatori, consentendo così un’iscrizione che appariva ormai irrimediabilmente compromessa. Ringrazio le istituzioni che hanno dato pieno sostegno alla mobilitazione ed in particolare il sottosegretario allo sport Rocco Crimi, il sindaco Giuseppe Buzzanca, il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, l’assessore regionale Mario Centorrino, il presidente provinciale del Coni Giovanni Bonanno, il deputato nazionale Vincenzo Garofalo. La vittoria di oggi è la vittoria dei messinesi ma rappresenta solo l’inizio di un lungo percorso che potremo riuscire a fare soltanto mantenendo lo stesso entusiasmo di queste ore e la stessa unità d’intenti». Manfredi ha vinto l’ennesima battaglia. Da imprenditore di successo – a Messina è “mister eventi”: con la sua agenzia ha organizzato show da “sold out” come Vasco Rossi (due volte), Benigni, Jovanotti, contribuendo al concerto di Ligabue e organizzando anche la Notte della Cultura, due Capodanno in piazza e altri spettacoli a villa Dante – era una partita che non poteva perdere. «Mi auguro che adesso lo stesso spirito di rinascita, reso più forte dal traguardo ottenuto, contagi tutta la città e quegli imprenditori che potranno determinare il ritorno del Messina nel calcio professionistico». Il tocco in più all’azione vincente l’ha dato l’avvocato Mattia Grassani, una garanzia al fianco dei giallorossi. «La vicenda si è conclusa – ha detto dal suo studio bolognese – con il riconoscimento della ragione dei giusti. Ho sposato la causa perché ho apprezzato gli sforzi del nuovo gruppo dirigenziale e di una città che merita il grande calcio». MARCO CAPUANO - GDS

CATANZARO: Omissione in atti d’ufficio, indagato il giudice d’appello Enrico Trimarchi

Il giudice della Corte d’appello di Reggio Calabria Enrico Trimarchi è indagato dalla Procura di Catanzaro per il reato di omissione in atti d’ufficio relativamente ai ritardi nel deposito delle motivazione di una sentenza, presentata dopo oltre 1.400 giorni, che portò alla scarcerazione di quattro esponenti delle cosche della ‘ndrangheta reggina. Trimarchi è stato sentito ieri mattina dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Carlo Villani, che conduce l’inchiesta. Nel corso dell’interrogatorio il magistrato di Reggio Calabria ha sostenuto che le motivazioni della sentenza furono depositate dopo oltre quattro anni a causa della notevole mole di lavoro a cui sono sottoposti i giudici della Corte d’appello di Reggio Calabria. Il giudice è stato il magistrato estensore delle motivazioni della sentenza d’appello, emessa il 3 marzo del 2006, del processo “Prima Luce”, relativo alla faida di Sant’Ilario, protrattasi per oltre 17 anni, tra le famiglie di ‘ndrangheta dei D’Agostino, da una parte, e dei Belcastro-Romeo, dall’altra. Al momento della sentenza i termini per le motivazioni furono fissati in 90 giorni ma in realtà furono depositate a distanza di quattro anni e sei mesi. Sulla vicenda, nel dicembre 2010, l’ex ministro della giustizia Angelino Alfano, dispose un’ispezione ministeriale ed il Procuratore generale della Cassazione esercitò l’azione disciplinare nei confronti di Trimarchi. A seguito del ritardo con cui vennero depositate le motivazione, furono scarcerati diversi imputati per decorrenza dei termini della custodia cautelare. Si tratta di Giuseppe Belcastro, 51 anni, presunto boss della ‘ndrangheta di Sant’Ilario condannato all’ergastolo per l’omicidio di Emanuele Quattrone, e Vincenzo D’Agostino, 61, di Canolo, presunto capo dell’omonima famiglia coinvolta nella cosiddetta “Faida di Sant’Ilario”, condannato a 24 anni di reclusione per associazione a delinquere armata finalizzata al narcotraffico internazionale di stupefacenti.(g.m.) - GDS