C’è una voce che incide, e tanto, sul bilancio “equilibrista” di Palazzo Zanca. Incide, per l’esattezza, per 4 milioni 661 mila 67 euro e 38 centesimi. Sono i cosiddetti “fitti passivi”, cioè tutti quegli affitti che il Comune paga ad altri soggetti, privati e non solo, per uffici, scuole, parcheggi, mercati. Una cifra importante, forse anche troppo, alla luce dei tanti immobili che il Comune ha e non utilizza, quando non li mette direttamente in vendita per far cassa (vedi l’ex Amam di Gravitelli, preda del degrado). Entrando nei dettagli, Palazzo Zanca paga oltre 571 mila euro per uffici municipali, 273 mila per gli uffici di collocamento, 153 mila per sedi circoscrizionali, 144 mila per il Tribunale di sorveglianza, ben 1 milione 602 mila euro per gli uffici giudiziari (spesa rimborsata per circa il 75 per cento dal ministero della Giustizia), 936 mila per scuole materne, 246 mila per scuole elementari, 61 mila per scuole medie, 46 mila per parcheggi. Questi i dati che vengono fuori dal bilancio di previsione 2011 sul quale il consiglio comunale dovrà discutere nei prossimi giorni. Dati che potrebbero ridursi perché molti dei contratti di locazione sono in scadenza proprio quest’anno, anche se già sono iniziati i rinnovi e, in assenza di alternative, è facile pensare che ce ne saranno altri. Resta la bella cifra, 4,6 milioni, che sembra davvero elevata per un Comune che non naviga certo nell’oro. Negli scorsi mesi l’argomento è stato sfiorato quando si è parlato della sede del Dipartimento Urbanistica di via Industriale da “traslocare” a Catarratti, nei locali che avrebbero dovuto ospitare una scuola. Il sindaco Buzzanca sembrava deciso, «il contratto di locazione in via Industriale è scaduto, per risparmiare prima dell’estate trasferiremo tutti gli uffici a Catarratti». Una posizione ferma che non era piaciuta particolarmente a chi in via Industriale ci lavora e che si è scontrata, poi, col parere negativo del Dipartimento Viabilità . Risultato: l’Urbanistica è rimasta dov’era, con tutto il suo “oneroso” contratto di locazione che, per inciso, non è scaduto ma ha durata fino al 13 febbraio 2012. Proprietaria dell’immobile è la Paride srl, società riconducibile all’ex sindaco e oggi parlamentare del Pd Francantonio Genovese. La società , infatti, appartiene oltre che al costruttore Orazio De Gregorio, alle società Ge.Imm. srl di Franco Rinaldi (cognato di Genovese e parlamentare regionale) e alla Caleservice srl, i cui proprietari sono proprio Genovese e Rinaldi. Il Comune per quest’immobile ha pagato e continuerà a pagare 209 mila euro l’anno (169 mila euro di canone più Iva, imposte e spese di condominio). Rimanendo all’Urbanistica, quasi 90 mila euro vengono sborsati per l’archivio e lo sportello unico, sempre in via Industriale, immobili della Sior di Orazio Gugliandolo. A quest’ultimo appartiene, in comproprietà con Simonetta Coniglio, la sede del nodo comunale informativo territoriale (36 mila euro annui). Diversi i contratti in essere tra il Comune e la Miscela d’Oro, a cui appartengono i locali dell’ufficio tecnico del Risanamento (oltre 12 mila euro annui), dello staff “N” di Statistica ed Urbanistica (66 mila euro), gli archivi del tribunale (110 mila euro più altri 66 mila per immobili della stessa famiglia Urbano) e la direzione didattica Mazzini di via Trento (41 mila euro). ”Fitto”, è il caso di dirlo, anche il rapporto col Gruppo Franza. Al quale sono riconducibili gli uffici giudiziari di via Malvizi (di proprietà della Neptunia Spa) che al Comune costano 427 mila euro l’anno e gli archivi della Procura, della “Gf Property & Facility Management” (una volta Imfra srl), che di euro ne costano invece 22.323. Dando un’occhiata agli altri immobili che costano di più, troviamo gli uffici Euromed (di Felice Siracusano, 78 mila euro), gli uffici di collocamento di Messina Centro (della Arr Spa, 186 mila euro), gli uffici di sorveglianza del tribunale in via Manara (Giovambattista Magno, 144 mila euro), lo stesso Palazzo di Giustizia (102 mila euro al Demanio), gli uffici giudiziari di via Domenico Savio (Giuseppe Pugliatti, 388 mila euro). Tutte somme, va ribadito, comprensive di imposte di registro, Iva e spese di condominio. Ci sono poi i locali della polizia giudiziaria (quasi 72 mila euro alla Ard Immobiliare e 17 mila ad Antonietta Ardizzone), l’Istituto comprensivo n. 3 di via Corbino Orso (ben 598 mila euro alla Sitat Srl). Non mancano gli immobili affittati al Comune da altri enti pubblici. Su tutti l’Iacp, ben undici, in gran parte botteghe, ma spicca la sede della polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, 78 mila euro, che contribuisce fortemente al totale di 156 mila euro che da Palazzo Zanca transitano all’Iacp. 122 mila euro l’anno costano gli immobili che il Policlinico affitta al Comune per ospitare le scuole materne ed elementari dell’ospedale. C’è poi il terreno dell’ex Mandalari di viale Giostra, di proprietà dell’Asp, che al Comune costa 60 mila euro. Infine, la scuola materna Mazzini, per cui Palazzo Zanca sborsa ogni dodici mesi più di 15 mila euro. I proprietari sono il presidente della Provincia, Ricevuto, e i suoi fratelli. Sull’enorme mole di fitti passivi del Comune non sono mancate le battaglie, negli anni, di alcuni consiglieri comunali, tra cui l’attuale capogruppo del Pdl Pippo Capurro che spinge perché l’Amministrazione riduca questa voce in uscita di un già “critico” bilancio. Oggi come ieri, Capurro (così come altri consiglieri hanno fatto in passato) chiede di sollecitare una seria e dettagliata analisi degli edifici di proprietà e di quelli in affitto, di quantificare con certezza l’ammontare dei fitti passivi, per evitare gli sprechi che l’Amministrazione, pur essendo proprietaria di diversi immobili, continua a produrre con reiterate proroghe dei contratti d’affitto. Palazzo Zanca dunque si svena e i privati incassano. Tutto questo a causa di un Comune che ancora fatica a razionalizzare la spesa. E questa non è certo una colpa dei privati che gli immobili li affittano e se li fanno pagare. SEBASTIANO CASPANELLO - GDS