E’ in carcere dal 31 agosto scorso, quando i carabinieri lo arrestarono nella piazza di Terme Vigliatore con in tasca le 500 euro appena intascate da un commerciante a titolo di protezione. Oggi per Salvatore Campisi è arrivato un nuovo provvedimento custodiale, scaturito dalla denuncia di un altro esercente del centro messinese, vessato dalle richieste del giovane in ascesa nel panorama criminale della zona. Il titolare del negozio ha raccontato ai carabinieri di Barcellona di aver trovaro una bottiglia piena di liquido infiammabile davanti la saracinesca del locale, nel luglio scorso. Qualche settimana dopo gli si è presentato, a titolo di “mediatore” con chi aveva fatto collocare la bottiglia, proprio Salvatore Campisi. Il commerciante ha risposto di non voler pagare il pizzo e di aver già denunciato l’episodio, ed a quel punto sono scattate le minacce. Il 31 agosto scorso Campisi è stato arrestato con le 500 euro appena intascate da un altro esercente. Qualche giorno dopo la procura di Messina ha aggiunto all’accusa di estorsione l’aggravante mafiosa, alla luce anche dei precedenti del giovane e della sua collocazione nel panorama criminale locale, dove il padre è già ben noto e con un pesante carico di precedenti per mafia. Indagando su quei fatti gli investigatori hanno trovato il collegamento tra l’episodio di luglio e Salvatore Campisi. Il pm della Dda Giuseppe Verzera ed il collega della procura ordinaria di Barcellona, Francesco Massara, hanno quindi chiesto ed ottenuto una nuova ordinanza custodiale, notficatagli in carcere, per tentata estorsione ed associazione mafiosa.
Il procuratore di Barcellona P.G.: “i cambiamenti sono maturi, le vittime del racket denunciano”. L’appello del procuratore Salvatore De Luca ai cittadini, dopo l’arresto di Campisi. E la soddisfazione della magistratura per i segnali positivi dopo l’offensiva dello Stato nel barcellonese.
Le denunzie rese da una pluralità di cittadini di Terme Vigliatore in ordine a due recenti fatti estorsivi inducono ad alcune riflessioni. Innanzi tutto non si può certamente parlare di un fatto isolato, né di una mera coincidenza. Si tratta di fatti che per la loro quantità e qualità lasciano un positivo segno nella coscienza sociale. Mi sembra che significativi cambiamenti siano maturati e stiano maturando in questo territorio. Se l’omertà diffusa è stata una sconfitta per lo Stato, le denunzie delle vittime del racket delle estorsioni sono una grande vittoria per la società e per le istituzioni. Chi subisce un’estorsione denunzia se si fida delle forze dell’ordine e della magistratura; denunzia solo se ritiene che non sarà lasciato solo. Secondo me è proprio quello che è avvenuto pochi giorni orsono in Terme Vigliatore. E’ un ottimo inizio. Possiamo essere fiduciosi senza sentirci degli incurabili ingenui: ci sono tutti i presupposti per andare avanti perché in questo territorio le associazioni antimafia e antiracket, la Chiesa, le forze dell’ordine, la D.D.A. di Messina, la Procura di Barcellona P.G., la Prefettura, con diversi ambiti e competenze, ma condividendo un obiettivo di giustizia, sono veramente pronte ad aiutare le vittime del racket (cito solo alcune associazioni e istituzioni, non per escludere il valore di altre, ma solo perché a quelle sopra indicate si deve rivolgere la vittima in prima battuta). L’operazione condotta dai carabinieri di Barcellona è, secondo me, da manuale. Tutto ha sin qui funzionato alla perfezione. Le persone offese dal reato hanno reso dichiarazioni credibili ed attendibili, subito analiticamente valutate dai magistrati della Procura di Barcellona, i quali hanno trasmesso per competenza il tutto alla Procura di Messina, che il giorno stesso ha richiesto ed ottenuto anche l’applicazione di un PM di Barcellona alla D.D.A. di Messina; così in due giorni l’indagato è stato tratto in arresto; altre vittime hanno reso spontaneamente dichiarazioni accusatorie ed i due sostituti titolari hanno richiesto ed ottenuto in pochi giorni un’altra misura cautelare. Fermo restando l’irrinunciabile principio di diritto della presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva, si deve sottolineare che già due giudici hanno ritenuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, applicando la più grave misura cautelare. Subito le associazioni e le istituzioni hanno preso posizione accanto alle vittime, testimoniando totale solidarietà . Si può, quindi, affermare senza timore di smentite che iniziano ad essere tanti quelli che rifiutano e smentiscono la vecchia paralizzante logica del “le cose sono andate sempre così e continueranno ad andare cosìâ€.





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