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BARCELLONA P. G.: Sull’auto di servizio col cognato del boss, assolto. L’ex carabiniere Antonino Granata, della scorta del pm Canali, era accusato di peculato d’uso

I giudici del Tribunale di Barcellona, presidente Maria Celi, componenti Sara D’Addea e Francesco Catanese, hanno assolto dall’accusa di peculato d’uso perché il fatto “non sussiste”, l’ex appuntato dei carabinieri, Antonino Granata, 50 anni di San Piero Patti, già in servizio all’epoca dei fatti alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Barcellona e in precedenza addetto alla tutela personale del magistrato Olindo Canali. la vicenda risale ad alcuni anni addietro ed è emersa nel corso di una più complessa inchiesta giudiziaria. L’ex appuntato dei carabinieri, che è intanto andato in quiescenza, era accusato di peculato d’uso perché – così come emerso dall’indagine Tsunami del 21 gennaio del 2005, dopo aver pranzato in una trattoria di Barcellona, assieme all’allora sostituto procuratore Olindo Canali e al medico Salvatore Rugolo, (cognato del boss Giuseppe Gullotti condannato a tren’anni con sentenza definitiva per l’omicidio del giornalista Beppe Alfano), avrebbe permesso a quest’ultimo di prendere posto sull’auto di servizio in dotazione alla polizia giudiziaria della Procura di Barcellona.
Lo stesso carabiniere era stato notato anche successivamente come emerso dalle indagini, il 18 aprile del 2005, mentre a bordo della Fiat Punto in dotazione alla sezione carabinieri della Procura di Barcellona, trasportava il dottor Salvatore Rugolo, successivamente deceduto in un tragico incidente avvenuto a Tripi. A causa delle frequentazioni con il cognato del capo mafia locale, il carabiniere fu trasferito in provincia di Palermo dove è rimasto fino alla data del congedo per anzianità. Il pm Fabio Sozio aveva chiesto la condanna dell’imputato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per il reato di peculato. L’assoluzione era stata invece sollecitata dai difensori, avv. Roberto Materia e Salvatore La Fauci, i quali hanno basato la difesa su una sentenza della Cassazione sull’utilizzo temporaneo ai fini del reato di peculato. LEONARDO ORLANDO - GDS

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