Il Gup Paolo Ramondino ha rinviato a giudizio, con l’accusa di aver commesso il reato di usura ai danni delle aziende De Masi, Enrico Pernice (ex direttore generale di Banca Antonveneta), Ernesto Manna, Davide Croff, Mario Girotti, Ostilio Miotti e Rocco Segreti (ex Direttori Generali e dirigenti di Banca Nazionale del Lavoro), fissando l’inizio del dibattimento il 26 gennaio 2012. Per gli altri indagati nel medesimo procedimento, Pietro Celestino Locati , Vincenzo Tagliaferro, Alessandro Maria Piozzi , Matteo Arpe e Roberto Marini (ex Direttori Generali e dirigenti di Banca di Roma) il Gup ha invece disposto l’incompetenza territoriale del Tribunale di Palmi trasmettendo il fascicolo alla Procura di Reggio, in quanto i rapporti bancari erano intrattenuti presso la sede di Reggio Calabria. «La vicenda banche e usura, instaurata dalle mie denunce – ha evidenziato De Masi – già passate al vaglio di un Gip, e giunte a sentenze di primo e secondo grado che hanno sempre confermato la presenza del reato e la riconducibilità della colpa del reato in capo ai presidenti (su tale responsabilità si esprimerà a breve la Suprema Corte), vede quindi un altro importante tassello che va ad aggiungersi ad un’altra recente pronuncia. In data 4 ottobre scorso infatti, il Gip Fulvio Accurso, era stato disposto il rinvio a giudizio per gli imputati Enrico Pernice e Achille Mucci (Direttori Generali pro tempore della Banca Antonveneta)». De Masi, assistito dagli avvocati Saccomanno e Mazzone, porta avanti da alcuni anni questa battaglia, che ha da sempre definito di «legalità ». «In questo modo – ha proseguito De Masi – cerco di tutelare gli interessi non solo miei, ma quelli di un intero territorio depredato dall’illegale comportamento del sistema bancario. Certamente giorno per giorno i procedimenti penali che vengono avviati in Italia contro le illegalità bancarie fanno luce sui reali livelli di degenerazione ai quali il sistema bancario è arrivato». Il procedimento prende quindi spunto da una serie di esposti alla magistratura presentata nel tempo dall’imprenditore di Gioia Tauro, Antonino De Masi, secondo cui le banche avrebbero applicato contro le sue aziende dei tassi tali da risultare usurari. Già il primo processo, nei quali furono processati anche i vertici nazionali rappresentati da Abete, Marchioriello e Geronzi, ha superato i primi due gradi di giudizio ed è in attesa dell’ultima pronuncia della Corte di Cassazione. In entrambi i gradi di giudizio Abete, Marchioriello e Geronzi sono stati assolti. Un secondo processo inizierà nei prossimi mesi davanti al collegio del Tribunale di Palmi, dopo il rinvio a giudizio avvenuto il 4 ottobre scorso, mentre il terzo, infine, si aprirà il 26 gennaio prossimo, dopo il rinvio a giudizio disposto ieri dal giudice per l’udienza preliminare di Palmi. Ivan Pugliese - Gds





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