Due delle inchieste avviate dalla Procura di Brindisi sul cosiddetto “fotovoltaico selvaggio”, in cui risultano indagati manager, tecnici e imprenditori di Terme Vigliatore e dei paesi dell’hinterland di Barcellona, sono state concluse con l’invio di 27 avvisi di garanzia estesi anche a funzionari pubblici di due comuni della provincia di Brindisi. Gli impianti entrati nel mirino della magistratura pugliese, realizzati da un’impresa di Terme Vigliatore per conto di un dedalo di società riconducibili a imprenditori della provincia di Messina sono quelli realizzati, e secondo gli inquirenti frazionati artificialmente per semplificare le procedure di via e concessioni edilizie, a San Donaci e Mesagne e che inizialmente provocarono nel marzo scorso anche il sequestro di un maxi impianto fotovoltaico esteso per circa 50 mila metri quadri, con pannelli solari già installati per un valore stimato di 30 milioni di euro, realizzato da cinque società che fanno capo a imprenditori di Terme Vigliatore. Le persone indagate che adesso hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, tra imprenditori e tecnici, sono: Gaetano Buglisi, 36 anni, di Terme Vigliatore, la moglie di questi Roberta Famà , 37 anni, di Mazzarà Sant’Andrea; Sebastiano Buglisi, 62, ex sindaco di Terme Vigliatore; Roberto Saija, 40, di Messina e Francesco Coppolino, 28 anni, di Terme Vigliatore. Tra gli indagati anche il manager spagnolo a capo della holding che raggruppa le diverse società . Gli accertamenti investigativi disposti dal procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi, hanno portato alla contestazione delle accuse di abusivismo e false dichiarazioni in atto pubblico a carico di 27 indagati, fra cui figura per l’ennesima volta il nome di Javier Ignacio Romero Ledesma, lo spagnolo già coinvolto nello scandalo Tecnova, la società accusata dello sfruttamento al limite della schiavitù della manodopera immigrata, finita nel mirino della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. L’elenco degli indagati che hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini prosegue con il direttore dei lavori Antonio Puliafico, 37 anni, di Barcellona; il progettista Domenico Catalfamo, 37, di Messina. Nell’elenco degli indagati sono ricompresi i rappresentanti delle cinque società titolari dei lotti di impianto frazionati. In particolare Sebastiano Buglisi come titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori; mentre Roberto Saija e Francesco Coppolino, quali soci e rappresentanti della società madre titolare della disponibilità del terreno. Il personaggio chiave della maggior parte delle inchieste sui campi al silicio realizzati in violazione alle normative previste per le fonti energetiche rinnovabili, ricompare come amministratore di fatto o di diritto di diverse società , socio di lungo corso e si tratta di Gaetano Buglisi, 36 anni, di Terme Vigliatore. Buglisi, assieme al socio Roberto Saija e allo spagnolo Javier Ignacio Romero Ledesma, ritornano sistematicamente nelle società a responsabilità limitata costituite per realizzare gli impianti fotovoltaici in provincia di Brindisi. Le società coinvolte sono: Ecopower Srl, Girasole Srl, Photos Srl, Mt 2007 Srl, e Geos Srl, tutte riconducibili all’azienda madre, la Società agricola energetica europea srl, proprietaria dei terreni sui quali sarebbero poi stati installati gli impianti e amministrata da un giovane ventottenne di Terme Vigliatore. Nella seconda inchiesta anche le società Enersol srl e Solmar srl. LEONARDO ORLANDO - GDS






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