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MAFIA: Sequestrati beni per 10 milioni di euro a un imprenditore di Tortorici. Sigilli a mille videogiochi in tutta la Sicilia orientale e inoltre a 4 terreni, sette edifici, veicoli e denaro

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Gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia hanno sequestrato beni del valore di dieci milioni di euro intestati o riconducibili a Gaetano Liuzzo Scorpo, 46 anni, di Tortorici, in provincia di Messina, ritenuto “vicino” ai clan Trigila e Aparo, alleati della potente cosca catanese dei Santapaola, che controllerebbero le attività illecite nella zona sud della provincia di Siracusa. Dalle indagini, che scaturisscono dall’operazione Nemesi, con cui nel 2008 fu azzerato il clan Trigila (furono eseguiti più di sessanta arresti per droga ed estorsioni), emerge che attorno al business dei videogiochi Gaetano Liuzzo Scorpo ha creato un vero e proprio impero. Lo dimostra il lungo elenco di beni ai quali sono stati apposti i sigilli: non solo i videogiochi che probabilmente sfruttando le pressioni della criminalità organizzata è riuscito a piazzare anche in provincia di Ragusa, ma anche immobili e veicoli di diverso tipo, anche parecchio costosi. Sono stati i collaboratori di giustizia, con le loro rivelazioni, a offrire agli inquirenti lo spunto per occuparsi di Gaetano Liuzzo Scorpo. Si è scoperto che la cosca avrebbe investito un milione di euro per finanziare l’acquisto dei videogiochi da piazzare nei locali pubblici del Siracusano e del Ragusano e di altre località della Sicilia orientale. Il tortoriciano avrebbe ripagato versando nelle casse della cosca ventimila euro al mese. In cambio avrebbe ricevuto protezione e soprattutto l’eliminazione dal mercato dei concorrenti più scomodi. E così, di mese in mese, Liuzzo Scorpo ha visto la propria attività crescere, sino a ritrovarsi in alcune aree ad operare in regime di monopolio. In tal modo i guadagni suoi e quelli della cosca sono cresciuti nel tempo a dismisura. Gli uomini della Dia hanno cominciato a indagare su Gaetano Liuzzo Scorpo partendo dalla quantificazione del suo patrimonio, apparso sproporzionato rispetto al reddito dichiarato. Ricostruendo il percorso imprenditoriale del tortoriciano è emerso che inizialmente ha intestato alla madre la società Media Game srl per la commercializzazione e il noleggio di videogiochi. Gli affari che crescevano con un ritmo tumultuoso hanno portato Liuzzo Scorpo a creare una vera e propria holding di famiglia specializzata nel noleggio di apparecchiature elettroniche di intrattenimento e di azzardo. Nel contempo ha varato altre due società, entrambe intestate a familiari e a persone compiacenti. Dal 2000 al 2008, nel periodo cioè in cui si sarebbe legato ai clan Trigila e Aparo, Liuzzo Scorpo avrebbe moltiplicato i propri introiti, al punto da arrivare a piazzare in tutta la Sicilia orientale un migliaio di macchinette che gli avrebbero fruttato sino a 120 milioni di euro. Ma ora tutte le ricchezze che avrebbe accumulato grazie all’appoggio delle due cosche siracusane rischia di perderle. Gli investigatori hanno apposto i sigilli a quattro terreni, quasi tutti in provincia di Siracusa, e a sette costruzioni anche queste nel Siracusano. Inoltre sono stati sequestrati dieci veicoli, tra i quali una Maserati Gran Turismo. Tre le società alle quali sono stati apposti i sigilli: la Media Games srl, la Betting Game srl e la Orizzonti Design di Mazza Ivana snc. Sono stati anche sequestrati, su tutto il territorio nazionale, conti correnti bancari e postali intestati all’indagato e ai suoi presunti prestanome. Santino Calisti - GDS

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