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MILAZZO: Si dimette il presidente Stefano Messina e un commissario alla Fondazione Lucifero. Hanno già lasciato Aveni e don Abbriano, che rappresentava la Curia e ai domiciliari perchè accusato di molestie sessuali ai danni di una giovane parrocchiana

Fondazione Lucifero, lasciano il presidente Stefano Messina e il consigliere Giuseppe Aveni. A questo punto occorrerà procedere alla nomina del nuovo cda visto che dopo l’uscita di padre Nunzio Abbriano, non sostituito dalla Curia, e la mancata designazione del rappresentante della Prefettura, dopo l’uscita della dottoressa Laganà, trasferita a Reggio, il Consiglio risulta composto solo dai consiglieri Giuseppe Falliti, Franca Allia e Davide Vento. Le dimissioni del giudice Messina sarebbero legate solo a problemi personali, mentre Aveni ha formalizzato le dimissioni per «motivi di lavoro». Della situazione è stato informato con una lettera l’assessorato regionale agli Enti Locali, che a questo punto nominerà nell’attesa delle nuove designazioni l’ennesimo commissario. Il Consiglio di amministrazione si era insediato circa un anno fa e stava portando avanti un programma finalizzato non solo al risanamento dell’ente, ma a rendere produttivi i terreni, estesi anche nella Piana e i cespiti dati in dotazione, al fine di realizzare progetti a favore della gioventù svantaggiata del comprensorio di Milazzo. In questa logica, dopo una ridefinizione dell’inventario dei beni, rivedendo in molti casi i canoni di affitto e procedendo allo sfratto dei morosi nonché alle procedure giudiziarie per terreni espropriati da enti pubblici e mai pagati, è stata portata avanti la convenzione venticinquennale con l’azienda vinicola “Planeta” cui sono stati messi a disposizione 24 ettari di terreno a Capo Milazzo, di cui 8 destinati alla produzione vitinicola e i restanti a quella dell’olio, con la possibilità di usufruire di due fabbricati agricoli esistenti e di un cantina per la vinificazione. Il gruppo Planeta, che si è impegnato alla realizzazione di un piano di investimento del valore non inferiore agli 800 mila euro, verserà nelle casse dell’Ente morale, per il primo quinquennio un canone di 10 mila euro l’anno, mentre per gli anni successivi, e successivamente un importo fisso annuale di 25 mila euro, a cui ne va aggiunto uno variabile, pari all’1 per cento del fatturato annuo lordo, ricavato esclusivamente dal vino e dall’olio provenienti dal fondo Baronia. In base a quanto previsto dalla convenzione, inoltre, le “Aziende Agricole Planeta” si stanno occupando – nei primi 4 ettari l’intervento è avvenuto – del ripristino del vigneto esistente mediante l’espianto e il reimpianto di nuove colture per la produzione di varietà del Mamertino DOC, su cui ha molto lavorato la locale Cantina sperimentale, nonché del mantenimento degli alberi di ulivo esistenti per consentire la produzione di olive destinate alla trasformazione in olii Dop. Novità in arrivo anche per quel che concerne il fotovoltaico. Nei locali della Baronia sono stati installati dei pannelli per la produzione di energia solare che oltre a soddisfare le esigenze dell’immobile potrà essere messa a disposizione di soggetti esterni favorendo così un ricavo per l’ente morale. DA GDS

1 commento

Si prega di non accostare più la Fondazione Lucifero con i guai giudiziari di Don Abbriano.

tino
30 Novembre 2011 13:51

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