Il sostituto procuratore Francesco Massara ha chiesto ieri la condanna di tutti i 35 imputati - tra amministratori comunali e privati cittadini -, coinvolti nel maxi procedimento giudiziario sulla lottizzazione edilizia di contrada Pizzicarì di Terme Vigliatore, la cui concessione ritenuta illegittima e abusiva, era stata votata nel luglio del 2004 dal disciolto Consiglio comunale e successivamente revocata dalla Commissione straordinaria nominata con decreto del Capo dello Stato, in sostituzione degli organi amministrativi sciolti per ingerenze della criminalità organizzata. La stessa concessione era stata anche bocciata dal Tar che ha rigettato il ricorso dei proprietari terrieri contro l’annullamento deciso dalla Commissione che ha retto il Comune di Terme fino a due anni fa. I reati contestati sono di abuso d’ufficio in concorso e abusivismo edilizio. Ecco le pene chieste per i 35 imputati dal pm Francesco Massara: 9 mesi di reclusione ed un multa di 22 mila euro per il sindaco in carica Bartolo Cipriano, all’epoca dei fatti - il luglio del 2004 - capogruppo della maggioranza consiliare; 6 mesi e 22 mila euro di multa invece per il presidente del Consiglio comunale Domenico Munafò, all’epoca vice sindaco e contitolare della lottizzazione intestata a 19 proprietari terrieri il quale si era astenuto dalla partecipazione al voto; pena maggiore di 1 anno e 22 mila euro per il sindaco dell’epoca Gennaro Nicolò, attuale assessore comunale; 2 anni e 22 mila euro, la pena più alta, chiesta per l’ex presidente del consiglio comunale e attuale consigliere di minoranza Giovanni Torre, al quale si contesta una seconda ipotesi di abuso d’ufficio perché avrebbe negato di aver ricevuto una proposta di delibera con la quale altri proprietari terrieri chiedevano di essere compresi nel piano di lottizzazione. Per il progettista della lottizzazione Vito Aliquò che allo stesso tempo ricopriva la carica di consigliere comunale, la condanna chiesta è stata di 1 anno e 30 mila euro di multa; 9 mesi e 22 mila euro ciascuno per i consiglieri comunali dell’epoca Santo Buglisi; Carmelo Cicero, Domenico Mirabile, Giuseppe Molino, Claudio Giuseppe Recupero. Oltre agli amministratori che hanno approvato il piano di lottizzazione e rilasciato le relative autorizzazioni, le richieste di condanne a 9 mesi di reclusione ciascuno e 22 mila euro di multa, sono state formulate per i componenti dell’epoca della Commissione edilizia, Francesco Bonomo, Francesco Buglisi, Salvatore Crisafulli, Sebastiano Mazzeo, Salvatore Settineri e Giuseppe Torre. Richiesta di condanna a 9 mesi e 22 mila euro di multa, per il dirigente dell’area tecnica Vincenzo Torre. Tutti sono accusati di abuso d’ufficio in concorso e per aver realizzato la lottizzazione abusiva, della violazione edilizia del Dpr 380/2001. Richieste di condanna a 6 mesi di reclusione ed ad una multa di 22 mila euro ciascuno per i titolari della lottizzazione: Giovanni Accetta, Rosalia Buglisi, Milena Buemi, Antonina Calabrò, Elena Cinzia Calabrò, Carmine Costantino, Santo Fugazzotto, Giuseppe Furnari, Francesco Ilacqua, Salvatore Ilacqua, Angela Maria Mancuso, Angelino Milici, Domenico Munafò, Angelo Ofria, Salvatore Papa, Salvatora Russo, Santa Scuderi, Angela Spinella; mentre la richiesta di 9 mesi di reclusione e multa di 22 mila euro è stata invocata per Filippo Neri Squadrito, in passato assessore. L’inchiesta era stata coordinata dai sostituti Michele Martorelli e Francesco Massara. Va ricordato che il terreno è stato nel frattempo sequestrato ai fini della successiva confisca. Alle richieste del pm si è associato anche il legale di parte civile nominato dal Comune, l’avv. Bonaventura Candido, che ha chiesto anche il riconoscimento dei danni subiti dall’ente. La sentenza è attesa dopo le arringhe difensive per il prossimo 13 gennaio. LEONARDO ORLANDO - GDS






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