I carabinieri della compagnia di Barcellona e della stazione di Terme Vigliatore hanno sequestrato nella vallata un impianto industriale per la produzione di calcestruzzo situato in contrada Gonia, in territorio del Comune di Rodì Milici, ai margini del martoriato torrente Patrì. L’impianto dotato di silos e delle più moderne attrezzature per la miscelazione di cemento e inerti, sarebbe stato realizzato abusivamente da un imprenditore di Furnari in un’area sottoposta a vincolo idrogeologico su cui sono stati effettuati illegalmente i lavori di sbancamento e posa dei silos e dei macchinari. Accanto all’impianto industriale, gli stessi militari dell’Arma hanno posto i sigilli ad un’ampia area di scavo trasformata in cava di cui è comproprietario un imprenditore di Terme Vigliatore che a sua volta - secondo il rapporto dei carabinieri - avrebbe estratto abusivamente dalla trincea di scavo, estesa per oltre 8 mila metri quadrati, inerti destinati all’edilizia pubblica e privata. Sulla stessa cava ritenuta abusiva, insiste anche una copiosa sorgente naturale d’acqua che attraverso un canale alimenta il torrente Patrì. A quanto pare nessuno fino adesso nel Comune di Rodì Milici si era accorto dell’esistenza dell’impianto di produzione di calcestruzzo e nemmeno degli ampi scavi effettuati nella cava che il proprietario asserisce essere stata regolarmente autorizzata dall’ente minerario. Indagati per violazioni in materia edilizia e in particolare del Dpr 380 del 2001, il nuovo Testo unico di legge sull’edilizia, l’amministratore della Co.B.i.Fur Santino Bonanno, 45 anni di Furnari, proprietario dell’impianto di produzione di calcestruzzo e l’imprenditore Giovanni Torre, 37 anni di Terme Vigliatore, comproprietario con altro soggetto non indagato del terreno su cui è stata realizzata la cava per l’estrazione di inerti. Entrambi i soggetti indagati risultano ai vertici di società su cui di recente i collaboratori di giustizia hanno fatto rivelazioni circa la presunta contiguità con le organizzazioni mafiose riconducibili alla famiglia dei Barcellonesi. Santino Bonanno era stato anche arrestato nell’operazione Vivaio e di recente la Dda - a seguito delle rivelazioni del collaboratore di giustizia Melo Bisognano - avrebbe riaperto il fascicolo che lo riguarda. Allo stesso imprenditore impegnato nei lavori pere la metanizzazione dei paesi della costa tirrenica, la Commissione straordinaria che fino a qualche settimana fa ha governato il comune di Furnari, aveva revocato l’assegnazione di un capannone nell’area artigianale perché la Co.B.i.Fur. risulterebbe soggetta alle ingerenze della criminalità organizzata. Va detto che la stessa Co.B.i.Fur, oltre ad essere attivamente impegnata nei lavori del parco Eolico di Fondachelli Fantina, ha recentemente lavorato per conto del Comune di Barcellona per l’emergenza ambientale. L’imprenditore Giovanni Torre di Terme Vigliatore invece risulta essere l’amministratore delegato della Torre srl, l’azienda colpita di recentemente da un provvedimento di sequestro preventivo patrimoniale chiesto ed ottenuto dalla Procura distrettuale antimafia di Messina. La stessa Torre srl è anch’essa impegnata nei lavori per l’emergenza alluvionale di Barcellona ed ha anche messo a diposizione l’area ai margini del ponte Termini sul Patrì su cui si conferiscono i fanghi dell’alluvione di Barcellona. I carabinieri, in forza dell’ordinanza emessa dal Gip su richiesta della Procura, hanno proceduto al sequestro preventivo dell’area di scavo e dell’attiguo impianto industriale per il confezionamento del calcestruzzo, in quanto realizzati in assenza di regolare concessione o autorizzazione edilizia in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico. In particolare il provvedimento giudiziario interessa l’impianto per il calcestruzzo composto da opere cementizie e da silos metallici, che insiste su un’area di circa 6 mila metri quadrati e l’area di scavo della cava di inerti pari a 8 mila metri quadrati. LEONARDO ORLANDO - GDS





Lascia un commento >