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L’ALLUVIONE DI NOVEMBRE: «A Saponara, Villafranca e Barcellona servono almeno 200 milioni di euro». Il capo regionale della Protezione civile, Lo Monaco: noi ne abbiamo già stanziati 2 e mezzo per le emergenze

«Il governo regionale non si fermerà un solo momento finché tutti i 1045 sfollati dal disastro del 22 novembre non rientreranno nelle loro case». “Così parlò” il governatore, Raffaele Lombardo, che la vigilia di Natale ha raggiunto l’hotel “Parco degli Ulivi” di Villafranca Tirrena per porgere gli auguri a quelle 90 persone (60 di Saponara e 30 di Villafranca), ospitate in albergo dal giorno dopo la sciagura. La struttura ricettiva di Villafranca Tirrena ospita una parte dei “senzatetto” in seguito all’alluvione di un mese fa. Successivamente, il governatore, accompagnato dal capo della protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco, dall’assessore Mario Centorrino, dai parlamentari di Sala d’Ercole Giuseppe Laccoto e Giuseppe Picciolo, si è recato da chi in questa triste storia a perso il bene più prezioso, gli affetti più cari, le famiglie delle tre vittime del 22 novembre, il piccolo Luca Vinci, Luigi e Giuseppe Valla, per manifestare il suo cordoglio e la sua vicinanza a Piera Vinci e al suo compagno Gianluca Ghezzi e a Rosetta Arrigo e al giovane Francesco Valla, tutti orfani senza un perché. Tutti, indistintamente, insieme ai sindaci presenti – Nicola Venuto (Saponara), Piero La Tona (Villafranca Tirrena) e Giuseppe Pappalardo (Spadafora) – da Lombardo e dal governo nazionale si aspettano risposte immediate e concrete per ricostruire la normalità, a partire da quell’ordinanza di protezione civile di cui non v’è ancora nessuna traccia: «martedì alle 17 (oggi, n.d.c.) incontrerò a Palazzo Chigi il presidente del consiglio Mario Monti – annuncia subito Lombardo – per definire finalmente la copertura finanziaria per avviare tutti gli interventi di risarcimento danni a cittadini e imprese, ristrutturazione immobili e infrastrutture e soprattutto opere di prevenzione. L’ordinanza è già scritta, mancano solo i soldi». Quello economico è il nodo principale da sciogliere in questa delicata vicenda e il motivo di fondo di tutti i ritardi che stanno tenendo col fiato sospeso oltre mille sfollati, centinaia di aziende danneggiate e le amministrazioni locali. «Noi la nostra parte l’abbiamo fatta e continueremo a farla – aggiunge il capo regionale della Protezione Civile, Pietro Lo Monaco – abbiamo già stanziato dai fondi regionali 2 milioni e mezzo di euro, 1 milione e mezzo per i primi interventi e 1 milione per l’assistenza alla popolazione sfollata. In questo contesto tra Villafranca e Barcellona servirebbero almeno 200 milioni di euro. Il problema non è la gravità dei dissesti, ma la quantità, perché sono tanti e disseminati in tutto il territorio. Per questo chiediamo almeno un anticipo di 40-50 milioni per partire con le opere più importanti e rimborsare anche i sindaci che, in quest’emergenza, hanno disposto innumerevoli lavori di somma urgenza svuotando le casse comunali». Cosa faranno, nel frattempo, le famiglie che non possono tornare a casa? «Tutti i 1045 sfollati – assicura Lo Monaco – saranno assistiti e aiutati a trovare una sistemazione anche in affitto, facendo ricorso ai fondi regionali per un minimo di 200 euro a un massimo di 600 euro a famiglia». «Tutto quello che potevamo fare l’abbiamo fatto – sottolinea il sindaco di Saponara Nicola Venuto – ora manca solo il contributo dello Stato. Ma sono fiducioso, sarà solo una questione di tempo ma arriverà anche quello». «Daremo la stessa risposta che abbiamo dato a Giampilieri e a S. Fratello – aggiunge infine il presidente Lombardo – spesso lo abbiamo fatto con i nostri fondi e continueremo a farlo fino all’ultima risorsa disponibile. Ma non basterà, abbiamo bisogno di un aiuto straordinario». Le parole del governatore sono state accompagnate dall’applauso finale dei 90 cittadini sfollati di Villafranca e Saponara ospitati al “Parco degli Ulivi”, cui Lombardo ha formulato infine i propri auguri di Natale. Un applauso dettato dalla speranza e dalla voglia di rinascita che a questa gente – che da oltre un mese ha affrontato sciagure e mille difficoltà con enorme dignità e operosità, senza lamentarsi – non sono mai mancati. È il mezzogiorno della gente che lavora, paga le tasse e non vuole speculare sulle disgrazie. Pretende solo rispetto e considerazioni da chi ha in mano la gestione della cosa pubblica. Che la missione di oggi vada a buon fine. Tonino Battaglia - GDS

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