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MESSINA E L’EDILIZIA A TUTTI I COSTI: Pompei, i cappuccini e la ditta hanno presentato ricorso al Tar. L’udienza il 15 dicembre. Il comitato civico al fianco del Comune

I frati cappuccini e la ditta “Progettazioni e costruzioni Bombaci srl” non si arrendono. E così – il prossimo 15 dicembre, giorno dell’udienza – sarà il Tar di Catania a scrivere l’ennesima pagina della vicenda, triste, legata alla realizzazione del complesso edilizio costituito da tre palazzine a sei piani al posto degli storici campetti di Pompei. Lo scorso 5 settembre il dipartimento Attività edilizie e repressione abusivismo del Comune aveva comunicato ai Frati minori Cappuccini di «non accogliere la richiesta di concessione edilizia relativa al progetto per la realizzazione del Residence Orizzonte». E così i Frati minori e la ditta Bombaci costruzioni – con la quale era stato stipulato un preliminare di vendita da 1,3 milioni di euro – hanno deciso di rivolgersi ancora una volta al Tribunale amministrativo. Contestando di fatto le motivazioni del diniego comunale. Provvedimento, quello firmato dal dirigente del dipartimento Attività edilizie Carmelo Famà e del coordinatore del servizio Giovanni La Cava, che riepilogava il percorso seguito da questa vicenda. Che ha delle tappe salienti come quella del 23 agosto quando arrivò il parere del dipartimento Viabilità e mobilità, dal quale emergeva che «la via delle Mura, oltre ad essere di larghezza insufficiente e priva in tutto o in parte di marciapiedi di larghezza conforme alle norme, con conseguente rischio alla circolazione pedonale, essendo una strada senza uscita, non costituisce via di accesso idonea in caso di calamità, tenuto conto dell’ulteriore carico urbanistico». Tra l’altro, il provvedimento di Palazzo Zanca aggiungeva che «l’articolo 2 delle Norme di attuazione del Prg sancisce che le sole previsioni del Prg stesso non conferiscono la possibilità di trasformazione edilizia e del suolo dove le principali opere di urbanizzazione primaria manchino o non siano in corso di realizzazione da parte del Comune o non siano comunque idonee». L’ultimo nodo evidenziato da Palazzo Zanca si riferiva all’alterazione del progetto «del notevole interesse pubblico del Santuario di Pompei, che ha valore estetico e costituisce bellezza panoramica». Spiegazioni che non sono andate giù ai Cappuccini e alla ditta Bombaci che per mano del legale Carmelo Briguglio provano a smontare le tesi del Dipartimento attività edilizie, definendo il provvedimento di diniego «assolutamente illegittimo». Una serie di tesi tra le quali «risulta evidente l’erroneità del diniego laddove si assume che la zona sarebbe priva di supporto viario e che la rete esistente sarebbe insufficiente a sostenere l’aumento del carico urbanistico che deriverebbe dall’insediamento». Per i ricorrenti, dunque, via delle Mura è sufficiente. Verrebbe da chiedersi dove hanno vissuto sinora. Ma tant’è. Cappuccini e ditta Bombaci dunque chiedono la sospensione, in sede cautelare, dell’atto e nel merito di annullarlo, vista la sussistenza di danni patrimoniali che ammonterebbero «a svariati milioni di euro» che il Comune sarebbe chiamato a risarcire. All’udienza del 15 dicembre sarà presente anche il Comitato “Costruttori di Futuro” che in questi mesi, assieme al Consiglio del IV Quartiere, ha difeso i campetti di Pompei e ciò che rappresentano. Il Comitato, attraverso diciotto soggetti, si è infatti costituito “ad adiuvandum”, e sarà rappresentato dall’avvocato Antonio Saitta. «Quello dell’Amministrazione comunale – ha detto ieri il presidente della Circoscrizione, Francesco Quero – è un provvedimento che speriamo faccia scuola e che va difeso. Non siamo contrari all’edilizia e agli imprenditori, ma la presenza di un indice B4c non può bastare da solo, mancando – come di fatto mancano – opere primarie come le strade. Via delle Mura è un budello e per questo difenderemo sempre l’atto dell’Amministrazione, senza dimenticare la valenza sociale dei campetti di Pompei. O forse ciò che è successo in questi anni e i rischi che si corrono non hanno insegnato nulla?». MAURO CUCE’ - GDS

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