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Trattativa Stato-Mafia, interrogato Arnaldo Forlani: Per la Procura dietro la sostituzione potrebbe esserci stata la necessità di togliere la guida del Viminale a un personaggio che, con misure come il carcere duro, aveva lanciato segnali duri alla criminalità organizzata

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I pm di Palermo che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia hanno sentito ieri a Roma, l’ex segretario della Democrazia Cristiana Arnaldo Forlani. Al politico i magistrati hanno chiesto chiarimenti sulla sostituzione, decisa improvvisamente alla vigilia del rimpasto di governo dopo la strage di Capaci, del ministro dell’Interno dell’epoca Vincenzo Scotti. Scotti, a cui era stata garantita la permanenza al Viminale, venne incaricato di dirigere il dicastero degli Esteri, mentre al suo posto all’Interno venne nominato Antonio Mancino. Forlani, come l’ex presidente dc Ciriaco De Mita, sentito le scorse settimane, ha ricondotto a ragioni politiche la sostituzione di Scotti. L’ avvicendamento sarebbe stato poco chiaro allo stesso Scotti, che la settimana scorsa ha deposto al processo per favoreggiamento alla mafia al generale dei carabinieri Mario Mori. Per la Procura dietro la sostituzione potrebbe esserci stata la necessità di togliere la guida del Viminale a un personaggio che, con misure come il carcere duro, aveva lanciato segnali duri alla criminalità organizzata. E che tra l’altro aveva preannunciato la stagione delle stragi da parte di Cosa nostra. DA GDS

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