Quotidiano on line - News - Inchieste - Rassegna Stampa - Photoreportage

Home Chi sono E-Mail Archivio news Sentenze Mondo News Cronaca da Messina e dintorni Inchieste    Reportage
Commenti e appelli Diario Mondo Africa Periferie Culture Agenda & Consigli Fotografie Video









CENTRO COMMERCIALE DI BARCELLONA P. G., NUOVO ATTACCO DEL SENATORE NANIA, ‘UNA GESTIONE TRASPARENTE’: «Tutti gli appalti sempre trasmessi in prefettura e liste sottoposte a verifica»

Il vicepresidente del Senato, on. Domenico Nania, ha annunciato ieri la presentazione di una seconda interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, in relazione all’accesso agli atti amministrativi del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto disposto con decreto del Viminale lo scorso 24 novembre. L’annuncio del nuovo atto parlamentare ispettivo è stato dato ieri nell’aula consiliare di Palazzo Longano in apertura della seconda conferenza stampa (la prima si era tenuta lo scorso 9 gennaio) indetta per confutare – parallelamente all’azione della Commissione ispettiva interforze nominata lo scorso 9 dicembre dal Prefetto di Messina – con “atti alla mano”, come ha voluto precisare, l’azione amministrativa di quasi 10 anni di sindacatura del sindaco Candeloro Nania. È stato il primo cittadino ad aprire la conferenza stampa: «Due ispezioni in due mandati – ha esordito Candeloro Nania – nel 2006, 11 mesi prima delle elezioni e adesso a 5 mesi dal voto. Ci aspettavamo un incoraggiamento per gli sforzi fatti per tenere lontano le organizzazioni mafiose dal Comune e dagli appalti pubblici». E subito dopo il senatore Nania ha parlato di «bonifica fatta a Palazzo Longano da questa amministrazione comunale rispetto alle condizioni disastrose precedenti al dicembre del 2001». Il vicepresidente del Senato ha anche affermato che: «l’accesso a tutti gli atti di un’amministrazione comunale non è un atto dovuto – per il quale appresa una notizia di reato, il pubblico ministero è tenuto all’esercizio dell’azione penale – ma una sua decisione discrezionale, il Prefetto di Messina poteva fare a meno di richiederlo perché non esiste una sola Amministrazione comunale in Italia, come quella di Barcellona, dove un candidato-sindaco come Candeloro Nania consegnava, nel 2007, alla Compagnia dei Carabinieri di Barcellona nella persona del suo capitano, Domenico Menna, i nomi dei candidati di 6 liste a sostegno della propria candidatura per verificare il pericolo di infiltrazioni mafiose». Nella nuova memoria indirizzata alla commissione di accesso, i cui contenuti sono stati analizzati ieri nell’aula consiliare di Palazzo Longano alla presenza, oltre che del sen. Nania, del sindaco e del presidente del Consiglio Francesco Crinò, sia il primo cittadino, sia il cugino vicepresidente del Senato, hanno chiesto alla Commissione di accesso che sia «dato atto di come, in tema di lavori pubblici, contratti e servizi riguardanti la gestione dei diversi settori amministrativi, grazie alle decisioni e ai comportamenti trasparenti dell’amministrazione Nania, ai protocolli di legalità e ai controlli preventivi, contestuali e successivi che sono il risultato della feconda collaborazione istituzionale tra Prefettura e Comune, non si registrino collegamenti o condizionamenti delle organizzazioni criminali sugli organi amministrativi, tali da compromettere o alterare il processo dì formazione della volontà degli organi elettivi, tali da compromettere il buon andamento e l’imparzialità amministrativa o tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica». Nel ribadire le richieste che saranno fatte al ministro dell’Interno, il sen. Nania ha affermato che «solo sulla tesi di presunte problematicità nella procedura di approvazione del Piano regolatore particolareggiato adottata dall’Amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto per la localizzazione di un Piano commerciale ed in relazione alla quale risultano avviate indagini da parte dell’Autorità giudiziaria, è stato messo sotto “stress” un Comune che produce 150 mila atti all’anno, oltre 600 mila atti durante questa consiliatura, la maggior parte dei quali riguardano gare anche di lieve entità che da 8 anni sono sottoposti a rigido controllo del Gruppo interforze della Prefettura in virtù del protocollo di legalità Carlo Alberto Dalla Chiesa». Sia il sindaco che il senatore hanno analizzato uno per uno tutte le vicende che hanno riguardato l’acquisizione della documentazione da parte della Commissione interforze. A cominciare dal sospetto di un travaso di potenziali elettori da altri Comuni. «Per accertare eventuali condizionamenti del risultato elettorale tramite – è stato spiegato – l’infiltrazione mafiosa e lo spostamento di rilevanti quote di elettori in grado di alterare le scelte di 34.000 elettori (come nel cosiddetto “modello Furnari”), la Commissione ha richiesto all’ufficio elettorale il numero e l’identità degli elettori che hanno trasferito la loro residenza, nel Comune di Barcellona, dall’1 marzo al 30 maggio 2007; e quanti hanno trasferito la propria residenza alla volta di altri comuni dal’1 giugno 2007 al 31 dicembre 2007. Il risultato è stato che la Commissione d’accesso ha potuto costatare che solo una persona, nel marzo 2007, si è trasferita dal Comune di Cologno Monzese a Barcellona e poi, nel luglio dello stesso anno, è rientrata nella città lombarda e che solo tre sono le persone che si sono trasferite in altri Comuni ma nel gennaio del 2008». Sindaco e vicepresidente del Senato hanno anche annunciato un comizio pubblico. Leonardo Orlando - GDS

Lascia un commento >

Nome(required - obbligatorio)

E-Mail (non sarà visibile sul sito) (required)

Sito web

Commento