Un’opportunità per dare certezza e tranquillità dal punto di vista occupazionale ai lavoratori dell’Arsenale di Messina ma c’è un rischio ambientale che non si può dimenticare e che deve essere preso in considerazione. La Cisl e la Cisl Funzione Pubblica accendono i riflettori su un aspetto propedeutico all’apertura del “Centro d’Elite Nato” e oggi, per mano del segretario generale Tonino Genovese e del segretario provinciale Calogero Emanuele, hanno scritto al contrammiraglio Francesco Cremonini per chiedere un incontro per “conoscere a fondo la portata del progetto”. “Da troppo tempo – rilevano Genovese e Emanuele – i lavoratori dell’Arsenale assistono a ridimensionamenti, riduzione di personale e dichiarazioni di esuberi. L’Arsenale di Messina non può diventare luogo di stoccaggio di prodotti e agenti inquinanti che metterebbero a serio rischio la salute dei lavoratori ma anche dell’intera collettività. É necessario, quindi, verificare al meglio la tipologia degli impianti dell’Arsenale e dei materiali pericolosi oggetto di lavorazione e, successivamente, rendere operativo il nuovo Centro d’eccellenza solo dopo aver realizzato tutte le opere e gli impianti necessari per garantire la massima sicurezza ambientale”. La Cisl ricorda la vicina, nel tempo e nello spazio, vicenda dei cantieri di degassifica SMEB, “vissuta con drammaticità anche dalle maestranze dell’Arsenale impongono attenzione e guardia alta”. Il segretario generale Tonino Genovese e il segretario provinciale della Funzione Pubblica Calogero Emanuele quindi auspicano l’apertura di un tavolo di confronto e di dialogo affinché ogni azione sia partecipata e condivisa dai lavoratori e dalla comunità messinese, per garantire lavoro, salute e sicurezza.









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