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Premio "Cocivera" a Maurizio Marchetti. Il riconoscimento in onore del compianto produttore teatrale
Tenere vivo il ricordo del compianto direttore artistico e produttore teatrale Pasquale Cocivera scomparso nel 2010 attraverso un premio che annualmente viene assegnato a quanti si sono distinti nel mondo del teatro, non solo a Messina, ma anche a livello nazionale, dando lustro alla città dello Stretto. Il "Premio Pasquale Cocivera", giunto alla seconda edizione, è stato ideato dall'Associazione teatrale "Ascetur 2000" di Rino Miano, nell'ambito di "Teatro insi...
Morto Ciccio Alessi l'amico di TaoArte. Figura di riferimento del cinema italiano, in particolare nel periodo d'oro del Festival di Taormina
ROMA - Dopo una breve malattia è morto a Roma all'età di 91 anni Francesco Alessi, figura di riferimento del cinema italiano, in particolare nel periodo d'oro del Festival di Taormina. Dove Alessi si sentiva a casa, essendo di origine messinese, e per tutti era semplicemente «Ciccio». Alessi fu protagonista di memorabili edizioni della kermesse taorminese, nello staff organizzativo assieme a Mario Natale e Pierpaolo Pineschi. Ma l'attività di Alessi a sostegn...
MESSINA: Si è spento il professore Cavarra, appassionato cultore dei dialetti
Si è spento ieri mattina a 78 anni il prof. Giuseppe Cavarra. Grande amico della nostra riviera, uomo generoso e sempre disponibile, un lutto per la cultura. Nato a Lìmina il 7 agosto 1933 aveva studiato al liceo classico di Santa Teresa di Riva dove si era sposato con Melina Altadonna, viveva tra Messina e Nizza di Sicilia. L'ultima sua apparizione pubblica durante il convegno organizzato lo scorso gennaio dall'Unitre al Palacultura di Santa Teresa di Riva per ...

MESSINA: La morte del centauro Fabio Bonaccorso. Il gup: non è emersa nessuna responsabilità dei funzionari comunali

Il fatto non sussiste. Quindi nessuna responsabilità per le condizioni della strada a carico dei funzionari amministrativi di settore e dei manutentori per quel grave incidente stradale mortale, che nell’aprile del 2010 costò la vita al centauro Fabio Bonaccorso in sella alla sua Honda Cbr. Ha deciso così nel primo pomeriggio di ieri dopo una lunga udienza preliminare il gup Giovanni De Marco, per una questione giuridica che era parecchio complessa. Le ipotesi accusatorie prospettate dalla Procura erano complessivamente tre, l’aveva fatto a suo tempo il sostituto Adriana Scilio, dopo un’informativa dei vigili urbani dell’Infortunistica, mentre ieri aveva ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per tutti, in aula, il pm Liliana Todaro. In sostanza per la presenza congiunta di un tombino e di un avvallamento del tappeto d’asfalto lungo il viale Regina Elena, secondo l’accusa iniziale era avvenuto l’incidente mortale. Erano indagati per omicidio colposo, con le qualifiche ricoperte all’epoca dei fatti, gli ingegneri Mario Pizzino, come responsabile del Dipartimento manutenzione strade del Comune, e Carmelo Chiattilla Costanzo, come direttore di sezione tecnica della stesso Dipartimento; per l’ingegnere Pizzino era ipotizzato anche il reato di falso del pubblico ufficiale per un profilo molto particolare: il dirigente comunale in una nota del luglio 2010 indirizzata all’Infortunistica dei vigili urbani avrebbe attestato per un verso che non era stato rilevato lungo il viale Regina Elena l’avvallamento trasversale dell’intera carreggiata della lunghezza di un metro e sessanta centimetri di cui si parlava in una precedente comunicazione, e per altro verso che il dislivello tra il manto stradale e il cosiddetto “estradosso” del tombino risultava di 3 centimetri. Altro profilo d’accusa, l’inadempimento di contratti di pubbliche forniture, che veniva invece contestato agli altri due indagati dell’inchiesta, Antonio Giannetto e Santino Bartolotta, rispettivamente legale rappresentante e responsabile del servizio tecnico della commessa della ditta Cea, la Cooperativa edilizia appalti s.r.l., cioé l’impresa che aveva in appalto il servizio di manutenzione delle strade cittadine in quel periodo. E ieri per tutti e quattro e per tutti i capi d’imputazione è intervenuto il proscioglimento con la formula «perché il fatto non sussiste». I quattro indagati sono stati assistiti dagli avvocati Valter Militi, Fabrizio Seminara e Alfio Finocchiaro, mentre l’avvocato Antonio Roberti ha rappresentato i familiari della vittima in qualità di parte offesa. C’era coinvolto anche il Comune come responsabile civile, che era rappresentato dall’avvocato Bonaventura Candido.(n.a.)

MESSINA - Le “pressioni” sulla casa di riposo: Estorsione, nuovo esame per Sparacio e Restivo

Dovrà pronunciarsi nuovamente il Tribunale del riesame, in diversa composizione, nell’ambito dell’indagine per le “pressioni” sulla casa di riposo, che vede coinvolti il 36enne Salvatore Sparacio, nipote del boss Luigi, e il 41enne Paolo Restivo, accusati di aver esercitato minacce e intimidazioni ai danni di uno dei soci di una coop che gestisce una casa di cura per anziani, sul viale della Libertà. La decisione è della prima sezione penale della Cassazione, che ha annullato con rinvio l’ultima decisione del Riesame peloritano sulla vicenda, accogliendo il ricorso degli avvocati Antonello Scordo e Tino Celi. Si tratta dell’inchiesta gestita dal sostituto della Dda Giuseppe Verzera, che lo scorso luglio aveva portato all’arresto dei due da parte della Squadra Mobile, con l’accusa di concorso in estorsione con aggravante del metodo mafioso.

MESSINA, LA GESTIONE DE ‘IL DETECTIVE’: Atti inviati al presidente del Tribunale per l’eventuale riunione dei processi

Deciderà il presidente del Tribunale Giovambattista Macrì sulla eventuale riunione dei processi sulla gestione dell’istituto di vigilanza e investigazione “Il Detective”. Ieri mattina infatti, su richiesta di riunione di uno dei difensori, l’avvocato Nino Cacia, i giudici della 1° sezione penale del Tribunale hanno deciso di inviare gli atti al presidente Macrì. In questo caso si trattava del troncone sulle “talpe”, per le fughe di notizie istituzionali, con imputate 8 persone. Mentre il processo per troncone principale, che vede imputate 19 persone, si deve ancora aprire davanti alla 2° sezione penale del Tribunale il 22 febbraio. Ieri i giudici hanno rinviato il processo sulle “talpe” al 5 aprile, quindi oltre l’udienza del troncone principale. Per quella data il presidente Macrì dovrà decidere se riunire o meno i due processi.(n.a.)

FAI, ITALIA NOSTRA, LEGAMBIENTE, MAN- ASSOCIAZIONE MEDITERRANEA PER LA NATURA - E WWF: PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, BASTA CON I SOTTERFUGI

“Basta con i sotterfugi sul Ponte sullo Stretto di Messina: RFI avrebbe richiesto al Ministero dell’Ambiente un’istruttoria per avviare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale sui nuovi collegamenti ferroviari tra il Ponte (inesistente e definanziato) e le linee storiche di collegamento con Reggio Calabria e Gioia Tauro, la cosiddetta “fascia Bolanoâ€, denunciano le associazioni ambientaliste FAI, Italia Nostra, Legambiente, MAN e WWF. “Si tratterebbe di un’opera di oltre 250 milioni di euro funzionale solo al collegamento con l’inesistente ponte sullo Stretto di Messina: a questo punto RFI, azienda pubblica, deve spiegare che gioco sta facendo, visto che il ponte è stato cancellato tra i progetti prioritari per l’Europa ed è stato accantonato dal CIPE. In questa situazione chiediamo al Ministero dell’ambiente di non dare il proprio ok all’avvio di una procedura che non è più prioritaria per il governo, su cui non c’è un soldo di finanziamento e che, se avviata, in assenza dell’approvazione sia dei progetti definitivo che esecutivo del ponte, potrebbe portare solo un danno erariale, per costi ingiustificati a carico dello Stato. Il Governo invece agisca di conseguenza, rispetto alla decisione del CIPE e alle indicazioni dell’Europa bocciando l’impresentabile progetto definitivo elaborato da Stretto di Messina SpA, concessionaria pubblica e dal General Contractor Eurolink, capeggiato da Impregilo†affermano gli ambientalisti.

UNIVERSITA’ DI MESSINA NELLA BUFERA - Assunzione precari e Centro Interdisciplinare, il sostituto procuratore Camillo Falvo ha chiesto il rinvio a giudizio del Rettore dell’Univesità di Messina, Franco Tomasello e del direttore amministrativo dell’Ateneo, Giuseppe Cardile per abuso d’ufficio e falso

tomasello

Due inchieste avviate nel 2009 dalla Guardia di Finanza che vedono coinvolte il Rettore dell’Università di Messina, Franco Tomasello ed il direttore amministrativo dello stesso Ateneo Pino Cardile. Per entrambi il sostituto procuratore Camillo Falvo ha chiesto il rinvio a giudizio per le ipotesi di reato di abuso d’ufficio e falso. La prima vicenda riguarda l’assunzione a tempo determinato all’Università di nove persone che non erano in possesso dei requisiti richiesti. Il sostituto Falvo, per questo fascicolo, ha chiesto che venga processata per abuso d’ufficio anche il capo area degli organi collegiali e servizi amministrativi e documentali dell’Università Maria Ordile mentre ha chiesto l’archiviazione per l’ex direttore amministrativo dell’Ateneo Salvatore Biliardo e per il dirigente dell’Ufficio coordinamento di sviluppo Elio Vigorita. Nel 2008 il consiglio d’amministrazione dell’Università, seguendo le indicazioni della finanziaria appena approvata dal governo, decise di stabilizzare nove precari in possesso del requisito temporale previsto dalla legge e cioè aver maturato un periodo di 36 mesi lavorativi, anche non continuativi, nell’ultimo quinquennio. Secondo l’accusa gli indagati attestarono falsamente che i nove precari avevano maturato il requisito temporale, il tutto a scapito di soggetti che avrebbero avuto diritto a quella stabilizzazione. Per raggiungere questo scopo il consiglio d’amministrazione dell’Università approvò delle modifiche al regolamento in materia di stabilizzazione del personale a tempo determinato. In sostanza venne eliminato il requisito temporale dell’ultimo quinquennio dando via libera all’ingiusta assunzione di nove persone. La seconda vicenda, per la quale è stato chiesto il rinvio a giudizio solo del Rettore Tomasello e del direttore amministrativo Cardile per falso e abuso, riguarda la mancata istituzione ed attivazione del “Centro Interdisciplinare di Chirurgia comparata†per il quale l’Ateneo di Messina aveva ottenuto 480.000 euro stanziati dal Ministero dell’Università nel 2005. Secondo quanto accertato dagli investigatori Tomasello e Cardile con una relazione avrebbero indotto in errore il Senato Accademico facendo si che venissero destinate le somme a finalità diverse da quelle indicate nel piano generale di utilizzo dei fondi comunicato al Miur. Secondo gli inquirenti l’obiettivo era quello di danneggiare il professor Giuseppe Cucinotta, responsabile e delegato per l’attivazione del Centro Interdisciplinare di Chirurgia comparata. Cucinotta, infatti, nel 2007 aveva denunciato all’autorità giudiziaria lo stesso Rettore Tomasello e l’ex preside di Veterinaria Battesimo Macrì. Secondo l’accusa Macrì e Tomasello esercitarono pressioni sul professor Cucinotta perché aiutasse il figlio dell’ex preside di Veterinaria a vincere un concorso per professore associato. Cucinotta però denunciò tutto ed il Rettore fu sospeso dalle funzioni per due mesi e Macrì nel luglio 2007 finì agli arresti domiciliari.

Università, tre richieste di giudizio Falso e abuso per il rettore Tomasello, il direttore Cardile e il funzionario Ordile.
Dall’inchiesta “madre”, quella su Veterinaria, a mano a mano che il tempo, e le indagini, passavano, emergevano nuovi filoni, tra un’intercettazione e un esposto. Adesso ci sono le carte giudiziarie di altre due storie. Una per la stabilizzazione di nove precari, secondo la Procura effettuata dall’ateneo in violazione di legge con il conseguente “ingiusto vantaggio patrimoniale” per i beneficiati, l’altra per la mancata creazione del Centro interdisciplinare di Chirurgia comparata, secondo la Procura una ritorsione per «arrecare un danno» al docente di Veterinaria Giuseppe Cucinotta, il quale con le sue denunce originò proprio l’inchiesta “madre” sulla facoltà universitaria che ha sede all’Annunziata. L’ultimo atto concreto in ordine di tempo in queste due storie è la richiesta di rinvio a giudizio avanzata all’Ufficio gip dal sostituto procuratore Camillo Falvo per il rettore Francesco Tomasello e il direttore amministrativo Giuseppe Cardile, con l’accusa di abuso d’ufficio e falso. Il magistrato ha chiesto il giudizio anche per il capo area degli organi collegiali e servizi amministrativi e documentali dell’Università, Maria Ordile, per abuso d’ufficio. Contestualmente, e questa è una novità rispetto all’atto di chiusura delle indagini preliminari, il sostituto Falvo ha richiesto al gip l’archiviazione per l’ex direttore amministrativo Salvatore Bilardo e per il dirigente dell’Ufficio coordinamento e sviluppo Elio Vigorita, che nella prima fase dell’inchiesta risultavano indagati. Evidentemente per il magistrato il quadro accusatorio è mutato dopo la fase procedurale riservata alle argomentazioni difensive. Questa nuova ed ennesima inchiesta sull’Università ruota quindi intorno alla stabilizzazione di nove precari e all’istituzione del Centro di chirurgia comparata. Per quanto riguarda i nove precari gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero attestato falsamente che i lavoratori erano in possesso di un requisito temporale per la stabilizzazione. A questo punto i nove sarebbero stati assunti dall’ateneo a scapito di altri lavoratori che, secondo la Procura, avevano invece maturato i requisiti per la stabilizzazione. In questa vicenda sarebbe stato cambiato, secondo l’accusa, il regolamento in materia di assunzione di personale precario dal Consiglio di amministrazione dell’Università, con una falsa rappresentazione dei fatti e della normativa in materia, e pur in presenza di pareri specifici, e sostanzialmente contrari, del collegio dei revisori dei conti e dell’Avvocatura dello Stato. Nell’ambito della seconda vicenda, per la quale sono indagati per abuso d’ufficio solo il rettore Tomasello e il direttore amministrativo Cardile, c’è al centro l’istituzione di un Centro interdisciplinare di chirurgia comparata. Per realizzarlo l’ateneo peloritano ottenne uno stanziamento di 480 mila euro con i fondi Fesr dal Miur, il ministero dell’Università. Secondo l’accusa, inoltre, il rettore e il direttore amministrativo avrebbero usato le somme per finalità diverse da quelle indicate dal Miur sin dal 2005. Secondo l’ipotesi accusatoria di Procura e Guardia di Finanza il rettore Tomasello attuò questo comportamento allo scopo di danneggiare il professore Giuseppe Cucinotta, che era responsabile e delegato per l’attivazione del Centro. Proprio il prof. Cucinotta, nel gennaio 2006, aveva denunciato alla Procura lo stesso Tomasello e l’allora prorettore Battesimo Macrì, per una vicenda sui presunti concorsi truccati alla facoltà di Veterinaria. NUCCIO ANSELMO - GDS

LA POLEMICA A TAOARTE: Il maestro Castiglione, ‘Il mio contratto è valido’. Ma il sindaco di Taormina Mauro Passalacqua: a noi risulta scaduto il 30 settembre 2011

Prosegue, senza tregua, la polemica sulla direzioni artistiche di Taormina Arte. Si confermano contrastanti le posizioni tra il Comitato TaoArte ed il maestro Enrico Castiglione. Per il presidente del Comitato, Mauro Passalacqua (sindaco di Taormina) ed anche per Giuseppe Buzzanca (sindaco di Messina) e Nanni Ricevuto (presidente della Provincia di Messina) il contratto di Castiglione è già scaduto, mentre il regista che dal 2007 al 2011 ha diretto la Sezione Musica e Danza di TaoArte ritiene che il suo rapporto contrattuale con l’ente sia tuttora in essere. «A mio avviso – dichiara Passalacqua - la questione sta diventando una polemica sgradevole e inopportuna. Per quanto riguarda il sottoscritto, non c’è mai stato alcun intento polemico nell’affrontare la vicenda di Castiglione. Lui continua a sostenere che il suo contratto è ancora valido e in vigore. A noi risulta invece che sia terminato il 30 settembre 2011. Ai tempi di D’Agostino, Castiglione ebbe un primo contratto al termine del quale una clausula affermava, in sostanza, che se non fosse stato disdetto sei mesi prima della scadenza sarebbe stato rinnovato: tuttavia, lo ribadisco, il rapporto contrattuale si è poi concluso il 30 settembre 2011. Il rinnovo “mediatico” non esiste. Se Castiglione, come afferma, è in possesso di un contratto che lo riterrebbe ancora in carica, allora lo esibisca. Non mi risulta che il Comitato Taormina Arte abbia nominato nuovi direttori artistico. Abbiamo soltanto evidenziato la necessità per l’ente di razionalizzare la spese. Di cosa si sta preoccupando Castiglione? Non si comprende il motivo per il quale stia alimentando tutte queste polemiche o perché stia attaccando il Comitato e la mia persona in particolare. Noi siamo sereni e tranquilli: abbiamo sempre avuto un comportamento leale e corretto e i risultati li abbiamo riconosciuti e apprezzati. A me interessano programmi e progetti di qualità e con dei costi che siano contenuti, nell’interesse di TaoArte e della città di Taormina. Dobbiamo tenere conto dei tagli imposti dalla Regione e di quali siano gli effettivi margini di manovra in presenza di un finanziamento che nel 2008 era 3 milioni e mezzo di euro e attualmente è sceso a 2 milioni 581 mila euro. Le polemiche le lasciamo agli altri: stiamo lavorando in maniera seria e responsabile. Adesso la nostra priorità sono i programmi, sui quali abbiamo già annunciato quale sarà la nostra linea». «L’impegno contrattuale partito nel 2007 grazie alla lungimiranza di D’Agostino – dichiara invece Castiglione - nel 2009 si è automaticamente rinnovato per i tre anni successivi, mai disdetto, sulla base del quale ho potuto programmare fin dal 2009 e con ben tre sacrosanti anni di anticipo le stagioni fino al 2012 più volte confermate ed annunciate dal Comitato in tutte le conferenze stampa ufficiali in Italia e all’estero a partire dal 2010. E, come se non bastasse, nell’estate del 2010, il Comitato mi ha chiesto di definire - ed l’abbiamo presentata in ben 5 conferenze stampa - la programmazione triennale 2011/2013. La sezione da me diretta è stata l’unica in questi anni ad aver fatto entrare nelle casse di TaoArte incassi da “tutto esaurito”. Il Comitato sa bene che il budget 2012 sarà sostanzialmente lo stesso dello scorso anno e che la consistenza del rapporto costo-benefici della mia direzione è più che ragguardevole, dato che buona parte del costo lo restituisce in incassi ed immagine. Mi preme stigmatizzare il loro incredibile comportamento. Passalacqua ha pensato bene di far finta di aver scherzato ritenendo il direttore artistico improvvisamente “scaduto” e di ignorare di aver presentato alla stampa la programmazione già ampiamente definita del 2012 e del 2013, senza pensare che per tali complessi e prestigiosi appuntamenti operistici sono stati assunti precisi impegni ed obblighi, oltre che aver coinvolto il mondo della lirica e della produzione televisiva internazionale al massimo livello. Il Comitato è liberissimo di scegliersi un altro direttore artistico, ma dopo aver rispettato gli obblighi assunti con l’attuale direttore artistico. Invece, ritenendo scaduto il mio contratto e “dimenticando” gli obblighi presi, si assume una responsabilità enorme, in un momento in cui tra l’altro le produzioni della scorsa estate non sono state pagate, così come dal 2010 non sono stati liquidati i miei compensi e rimborsi». Emanuele Cammaroto - GDS