Chiusa l'indagine (Operazione Badge) della Procura sui presunti casi di assenteismo al Comune di Barcellona: CHIESTO IL GIUDIZIO PER 32 DIPENDENTI. ECCO I LORO NOMI E QUELLI DEI NUOVI INDAGATI

Inchiesta "Badge", atto finale per i 54 indagati accusati di essersi arbitrariamente allontanati dal posto di lavoro senza timbrare il cartellino delle presenze e ai qualiviene contestato il reato di , truffa al Comune di Barcellona. La Procura della Repubblica ha suddiviso in 3 diversi tronconi la maxi inchiesta giudiziaria portata a termine dai carabinieri sull'assenteismo a Palazzo Longano e chiesto per il momento il rinvio a giudizio di 32 dei 54 indagati ai quali è già stato notificato l'avviso di fissazione di due diverse udienze preliminari che si terranno l'8 e il 15 gennaio del prossimo anno. Da definire ancora la posizione di altri 22 indagati che fanno parte del terzo troncone dell'inchiesta, tra i quali figurano le cinque persone a cui sono state applicate misure cautelari. A chiedere il rinvio a giudizio, oltre allo stesso capo della Procura Salvatore De Luca che ha controfirmato le due richieste presentate al Gip del Tribunale, sono stati i sostituti procuratori Francesco Massara e Olindo Canali. La suddivisione in tre diversi tronconi del procedimento nelle intenzioni della Procura eviterà – come primo effetto – un maxi processo che per mole potrebbe intasare il normale iter giudiziario. In ognuno dei due diversi tronconi per il quale l'Ufficio del Gip ha già fissato le due udienze, figurano 16 indagati per un totale di 32. L'accusa per tutti è di truffa aggravata ai danni del Comune che nella vicenda è indicato come parte danneggiata dal comportamento dei dipendenti che con raggiri si sarebbero più volte assentati, anche con la complicità di colleghi che timbravano per loro conto entrata e uscita, risultando allo steso tempo ufficialmente presenti in ufficio. L'Amministrazione comunale – come già annunciato dal sindaco Candeloro Nania in comunicato diffuso lo scorso 18 giugno in occasione degli arresti di cinque degli indagati – si costituirà parte civile. Nell'udienza dell'8 gennaio compariranno davanti al Gip: Maria Rosa Milone 53 anni, Patrizia Passeri 46 anni, Lorenza Catena La Malfa 51 anni, Salvatore Bellinvia 62 anni, Francesco Miano 62 anni, Maria Tindara San Giovanni 49 anni, Grazia Marullo 58 anni, Santi Pino 67 anni, Giuseppe Cutugno 56 anni, Norma Patrizia Salvadora 51 anni, Giuseppe Nobile 57 anni, Sebastiana Caliri 52 anni, Oreste Zocco 51 anni, Santa Bucca 44 anni, Antonino Calabrò 40 anni, Lucia Provvidenti 41 anni. Nell'udienza del 15 gennaio sarà la volta di Giovanna Conforto 59 anni, Maria Luisa Imbesi 42 anni, Gaetano Fugazzotto 42 anni, Francesco Lando 52 anni, Antonino Cutugno 56 anni, Angela Lidia La Rocca 45 anni, Giuseppe Perdichizzi 59 anni, Antonino Genovese 59 anni, Antonio Arcoraci 46 anni, Sebastiana Antonia Sottile 59 anni, Rocco Caniglia 48 anni, Salvatore Salamone 65 anni, Cosimo Salamone 24 anni, Giuseppe Conti 56 anni, Mario Russo 45 anni, Antonino Mostaccio 62 anni. Complessivamente l'inchiesta "Badge" riguarda 54 indagati, cinque dei quali sono stati raggiunti da misure cautelari e per i quali non è ancora stato disposto il giudizio. L'indagine portata a termine dai carabinieri della locale compagnia al comando del capitano Luciano De Gregorio e della stazione diretta dal luogotenente Salvatore Pino, è stata coordinata dal sostituto procuratore Francesco Massara. Nell'indagine essenziale è stato l'impiego di quattro telecamere, due fisse e due mobili, collocate in prossimità dei tre ingressi di via Don Bosco, via Garibaldi e via Spagnolo. Ingressi questi che permettono l'accesso al Municipio di Barcellona. Con le telecamere sarebbero stati monitorati gli ingressi e le uscite degli impiegati. Oltre alle telecamere e alle foto scattate durante gli appostamenti, alle indagini sono risultate utili anche le rilevazioni satellitari effettuate grazie ai Gps (rilevatori satellitari elettronici) installati nelle auto dei maggiori indagati e che hanno permesso di monitorare gli spostanti sul territorio di coloro che non si recavano nei cantieri esterni a cui erano stati destinati e che poi sono stati raggiunti da ordinanze di custodia cautelare. Nel corso delle indagini sono stati i raggiunti da provvedimenti giudiziari Antonino Scordino 47 anni, Filippo Iannello 53 anni, Antonino Santi Alesci Lo Presti 40 anni, già indagato nell'operazione antimafia Pozzo e sospeso dal lavoro dalla commissione disciplinare di Palazzo Longano dallo scorso anno a seguito dei reiterati assenteismi; il milazzese Santo Russo 44 anni, ex cassintegrato assorbito dal Comune Barcellona e Salvatore Russo 48 anni al quale era stato tuttavia imposto come misura cautelare l'obbligo di dimora nel Comune di Barcellona. Leonardo Orlando - GDS